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giovedì 27 dicembre 2012

Christmas Tea.. vol 1


Tra tutte le miscele di tea provate sinora questa è sicuramente la mia preferita,
la base è un tea verde, arricchito con foglie di menta e cocco..
da provare!!!


Christmas Tea Candy Cane

Tea Verde
Foglie di Menta
Cocco Disidratato 
Buccia d'Arancia 
Cannella
Cicoria
Foglie di Fragola
Vaniglia mezza bacca 


La miscela è composta da elementi in forma disidratata, in modo da garantirne la durata, nessuno degli ingredienti è stato per me difficile da reperire, sia freschi da seccare che già disidratati, basta chiedere in una buona erboristeria!


Al gusto richiama le caramelle alla menta, da ciò il nome "Candy Cane" ... non è una semplice miscela di tea alla menta proprio perchè si ha l'impressione di mangiare una caramella!

venerdì 14 dicembre 2012

Have A Spicy Day




Comincio oggi una serie di ricette magiche,
che non richiedono cottura, e grossa manutenzione,
ma che sono in grado di dare un tocco in più alle pietanze.
Non si tratta di vere e proprie ricette,
ma di mix di spezie da utilizzare come complemento alla preparazione dei piatti,
spezie che sono perfettamente in tema natalizio,
quando le case cominciano ad emanare di fragranze come profumo di cannella, zenzero e chiodi di garofano.


Prima però una divertente considerazione della scrittrice "PULSATILLA"

Non so se avete notato, 
adesso va fortissimo ribattezzare i colori con altri nomi,
tipo il viola che diventa glicine, cose così, per aggiungere quel je-ne-sais-quoi.
Il rosa smorto, improvvisamente è un cipria.
Il giallino, si sa, è champagne.
L'arancione è recentemente diventato mandarino, ha cambiato agrume.
Il verde è menta.
Il bianco è panna.
Indicando una camicia da notte rosa ( cosa c'è di più bleah di una camicia da notte rosa? ) la commessa del negozio di lingerie ( mai mutande, sempre lingerie ) mi fa :
 "ah questa qui è un amore: è bubble gum" 
E subito la parola bubble gum cambia la storia,trasforma quel rosa stucco in un colore allegro, spiritoso, appetitoso, nostalgico dell'infanzia, gnam gnam, caramellina.
Capite, ci tengono a stecchetto per strizzarci in una taglia 40, e poi ci prendono per la gola con panna e menta. Prima che qualcuno abbia finito di pronunciare la parola panna, nel mio stomaco stanno già zampillando i succhi gastrici. Un maglione color panna, uhm, solo a dirlo ho già l'acquolina. Da quanto tempo non mi sparo un maritozzo con la panna? Troppo. Dovrei concedermi più maritozzi e meno golfini. Risparmierei.
La verità è che farci belle non serve a molto.
Detta così suona scoraggiante, ma proviamo a ribaltare la frittata: non serve molto, per farci belle.
L'altra sera una signora aveva una borsa da mille euro. Non l'ha notata nessuno, se non un'altra signora, che a sua volta aveva una borsa da mille euro. Hanno parlato fitto fitto di borse, si sono esaltate moltissimo a confrontare il verde militare di Salcavolo, col verde petrolio di Salcacchio e si sono ripromesse di tenersi in contatto per scambiarsi altre quotazioni di borsa.
L'amico che era con me, che in condizioni normali ci proverebbe anche con un paracarro, non ha notato queste borse anche se gli sono passate tutto il tempo sotto il naso. In compenso era molto irritato dall'insulsaggine della conversazione.
E a questo punto, eccovi l'elenco ragionato delle frasi che nessun uomo eterosessuale ha mai pronunciato nella storia dell'eterosessualità:
1. "carina, peccato che abbia la cellulite"
2. "fantastiche quelle pump in suede, dovresti comprarle"
3. "ma tu non ti depili le braccia?"
4. "prevalgono le note fiorite di testa"
5. "ma prada originale?"
6. "bello smalto"
7. "brava ti sei messa a dieta!"
8. "e' stata una cerimonia bellissima!"
9. "hai le doppie punte"
10. "aspetta non levarti subito le mutande: prima fammi vedere bene il lavoro del pizzo"

Considerata la fatica che facciamo per essere alla moda, potremmo dire che la vita è una merda. E invece ci sbagliamo, è marron glacée.

:)


Spicy mix:

Sale grosso 45%
Aglio Secco 11%
Peperoncino 10%
Pepe Nero in grani 10%
Semi di Finocchietto 6%
Zenzero 6%
Peperone 6%
Basilico 6%

tutte le spezie utilizzate sono in forma disidratata,
 è possibile sia acquistare i singoli ingredienti già secchi, 
e poi metterli insieme in un macinino,
oppure è possibile utilizzare alcuni ingredienti freschi,
e seccarli a bassa temperatura in forno,
in generale io ho acquistato tutti i prodotti già secchi, anche l'aglio e il peperone,

Ho utilizzato questo mix un pò ovunque..in particolare sul pesce, oppure sul cavolfiore arrostito,
basta non esagerare, altrimenti il mix prende il sopravvento sul gusto delle pietanze :)

La scrittrice Pulsatila, tiene una rubrica settimanale sul magazine "TuStyle" da cui è tratto questo brano.

martedì 20 novembre 2012

Arancina a Risparmio Energetico



Ma avete visto com'è bello il nuovo blog dell'EmmeTtìCcì?
io non so proprio come facciano quelle due a trovare le energie e le forze per mandare avanti casa lavoro famiglia figli e cucine e cucine di prelibatezze, e i blogs..
scrivere i post fare le foto e rispondere ai commenti! 
e da questo mese hanno raddoppiato!?
ragazze...ma come fate?
... per le altre comuni mortali..un suggerimento lo potete trovare qui

...shgshgshgshgshgshg


ma veniamo alla ricetta di questo mese, 
un'istituzione per il cibo da strada:
l'ARANCIN

per conoscerne tutti i segreti andate (vipregovipregoviprego) subito da Roberta,
che non solo ha vinto l'MTC, ma ha pure scritto un bellissimo post per la sua ricetta :)

Ultimamente non ho molto tempo per cucinare sia per impegni giornalieri che per qualche imprevisto che mi sta tenendo un pò lontana dal mio ❤.. e lui è il principale mangiatore/motivatore/complice di peccati gastronomici e calorie in eccesso da smaltire,
così ho pensato alla mia arancina a risparmio energetico, di tempo e di fatica,
e il risparmio è pure economico, visto che per il ripieno non dovrete mettervi ai fornelli :)

Arancina a Risparmio Energetico

Per il Riso 
( da cui ho ricavato circa 20 arancine della dimensione di un mandarino )

400 gr riso originario
100 gr riso integrale
1,5 lt brodo 
zafferano
burro 
parmigiano
mezza cipolla
olio evo
sale

Per il Ripieno
20 pomodori ciliegini
20 mozzarelline di bufala
basilico
sale

Per la Lega
300 gr di farina
600-700 ml acqua
sale

Per la Panatura
500 gr pangrattato
( me lo produco con il pane non consumato, tostato e poi fatto a briciole con il mixer )
una manciata di farina di mais

Per la Frittura
1 lt di olio 
metà evo e metà arachidi

per la preparazione delle arancine seguite le spiegazioni di Roberta, davvero esaustive e dettagliate!



   per il ripieno:

Dividete in due i pomodori con un taglio verticale, incidete la polpa e svuotate le due metà da acqua di vegetazione e semi, 
( io non li butto, se per la sera non è in programma una bruschettata o altro per riciclarli, li congelo a cubetti nei contenitori del ghiaccio )
salate le due metà, e lasciateli sgocciolare su di un tovagliolo pulito per un'oretta, stessa sorte alle mozzarelle ciliegine, scolatele dall'acqua di conservazione e fatele asciugare per qualche ora disponendole sopra un setaccio.

Quando i pomodori e le mozzarelle sono asciutti, farcite le due metà dei pomodori con le mozzarelline e un pezzetto di basilico.

prendete tra le mani una cucchiaiata abbondante di riso e farcite con il pomodorino imbottito, dando la forma di una piccola arancia.



Proseguite con la bagna e la panatura,

poi friggete in abbondante olio caldo.

il riso integrale mi piace molto, è croccante e non scuoce MAI, anzi io trovo sempre qualche problema in cottura, dal momento che non sono sufficienti i 45 minuti indicati sulla confezione per portare il riso in cottura. Cuocetelo quindi in anticipo, e poi lo aggiungete al riso originario crudo, e terminate la cottura insieme.
Mi piace perchè anche se viene cotto a lungo mantiene completamente la sua consistenza, e conferisce una nota croccante alla preparazione, senza aggiungere altri ingredienti.

La panatura è fatta con il pane riciclato, dopo alcuni giorni che non è stato consumato, io lo preferisco a quello comprato, che secondo me ha un'aroma strano.
ho aggiunto una piccola manciata di farina di mais, la uso spesso quando faccio la panatura, perchè viene più croccante ( sono proprio fissata con la consistenza delle cose, non mi piace quando il fritto viene moscio, o le verdure cuciono troppo! )

Nonostante siano fatte e risparmi energetico, le arancine sono proprio buone! e danno il meglio a temperatura ambiente!

Con questa quantità di riso, ho fatto circa 20 arancine di misura media e mi sono avanzati circa 150 gr di riso condito ( con le quali ho preparato delle crocchette con la zucca glassata..ma questa è un'altra storia! )







mercoledì 31 ottobre 2012

Carbonara Svizzera

Ecco la ricetta elaborata per il contest di Tery alias "Peperoni e Patate" in collaborazione con il consorzio Formaggi Svizzeri ,
la richiesta per questo contest è stata di elaborare una ricetta della tradizione italiana con una delle DOP di formaggi svizzeri a scelta tra "Sbrinz" "Emmentaler" e "Le Gruyere", 

Ecco la "Svizzera nel Piatto":

CARBONARA SVIZZERA


per 4 persone
1/2 kg di spaghetti 
80 gr di guanciale ripulito dalla cotenna
poco olio extravergine di oliva
2 uova intere e due tuorli
sbrinz
abbondante pepe nero macinato al momento


PROCEDIMENTO:

Tagliare una parte di guanciale grossolanamente, lasciando intere alcune fette, una per commensale. Rompere le uova nella terrina che conterra' la pasta: aggiungere sbrinz e  pepe nero, sbattendo il tutto con la forchetta. 
Mettere a scaldare in un padella il guanciale nell'olio e lasciarlo soffriggere a fuoco lento, in modo da farlo sudare e rilasciare il grasso in padella.
Fare tostare per bene le fettine intere di guanciale, che userete come decorazione del piatto.
Cuocere nel frattempo la pasta e scolarla con una pinza in modo che non si asciughi completamente, conservate un po' della sua acqua di cottura. Metterla poi nella terrina, aggiungere il formaggio sbrinz già grattugiato e mescolare velocemente. Unire il guanciale e il suo fondo di cottura: mescolare ancora, in modo da fare rapprendere e - se necessario - aggiungere un po' dell'acqua di cottura tenuta da parte. A piacere, aggiungere poi nel piatto ulteriore sbrinz grattugiato e pepe nero macinato.
Ultimate il piatto con una fettina di guanciale croccante.




Il formaggio sbrinz ricorda la consistenza ed il gusto del parmigiano, con un sapore però molto delicato ed una pasta più compatta, è ben abbinato a questa versione della carbonara, che nel complesso è più delicata dell'originale :)



martedì 23 ottobre 2012

Il Pane Dolce del Sabato



Quando Eleonora di Burro e Miele  ha vinto l'EmmeTiChallenge di Settembre
 sapevo che la sua ricetta mi sarebbe piaciuta moltissimo,
come del resto mi piace il suo blog,
per le artistiche foto
e le ricette originali con sempre un tocco esotico
ma questa volta, la sfida,
 anche se incentrata sulla cucina, 
mi ha permesso di riflettere sul potere di condivisione del cibo,
con il quale celebriamo ogni cosa.

E' stato questo per me l'aggancio alla proposta di Eleonora,
non conoscendo quasi nulla di cucina ebraica, 
ed ancora meno della tradizione millenaria che la sostiene,
mi ha fatto pensare l'abitudine che abbiamo di celebrare 
e festeggiare ogni evento importante con il cibo,
questa volta, infatti, tra le regole della sfida è stato posto il divieto alla preparazione di monoporzioni
proprio per rafforzare il senso di celebrazione e di condivisione del cibo.

Per questo non posso fare a meno di ringraziare ( dieci-cento-mille volte )
Alessandra e Daniela, per tenere in piedi questo "gioco",  
per me un'occasione costante di apprendimento e divertimento, 
ma per voi organizzatrici immagino faticoso, 
e in alcuni momenti non semplice da mandare avanti
...
( l'MTC nella buona e nella cattiva sorte : mi volete sposare?)



Pane dolce del Sabato...

(forse è una pagnotta?)

500 gr semola rimacinata di grano duro
500 gr farina 00
200 gr zucchero
1gr lievito secco
350 gr acqua
250 gr olio evo
20 gr sale

semi di papavero, sesamo e zucca

Il nome stesso della ricetta "pane dolce" mi ha fatto venire in mente l'idea di usare la semola per un dolce, io solitamente la uso per le ricette di lievitai salati, in particolare per la pizza...quindi...mi sono buttata! ma non ho barato, alcune partecipanti si sono lamentate perchè l'impasto è risultato troppo morbido da lavorare, quindi ho aggiunto più di 100 ml di acqua, per compensare la consistenza dell'impasto. 
Se avete dei dubbi sull'utilizzo della semola nei dolci date un'occhiata qui ;) 
qualcunaltro ci ha pensato prima di me :)

L'impasto non è stato semplicissimo da lavorare, comunque il risultato è stato di grande soddisfazione.
Dopo aver mescolato gli ingredienti,e averli lavorati fino ad ottenere un composto omogeneo,  L'impasto dei lievitati va sbattuto con forza sul piano di lavoro,
 sollevato e fatto cadere con un sonoro "sdong".
In questo caso, con un impasto così appiccicoso, dovreste toccarlo il meno possibile con le mani e servirvi di una paletta per sollevarlo, andando avanti per una decina di minuti, al termine della fase di impasto, stenderlo alla buona sul piano, infarinarlo leggermente, e formare quattro pieghe con l'impasto, lasciarlo poi lievitare in un contenitore leggermente infarinato, con le pieghe verso il basso.
Nel mio caso, l'impasto ha lievitato per 24h nel forno spento.
Il giorno successivo ho diviso l'impasto in 16 pezzi, con i quali ho formato 4 trecce a 4 capi.
Le trecce farcite, hanno lievitato ulteriori 10h, fino a raddoppiare il volume.

ripieno 1
(trecce 1 e 4)

marmellata di uva
choco fondente
mandorle tostate


questa è l'elaborazione di una crostata abruzzese, che solitamente si farcisce con il mosto di uva, essendo proibiti gli alcolici e liquori ho sostituito il  mosto con la marmellata di uva, pezzi di choco fondente e mandorle tostate.
Ho semplicemente steso le strisce di pasta ed alternato i ripieni, alcune riempite con tutti gli elementi, altre alternando la marmellata al choco e mandorle.



ripieno 2

1 albume
zucchero a velo (50%)
zucchero semolato (50%)
farina di cocco (10%) e mandorle (90%)
fragole candite

Per le altre trecce l'intenzione è stata quella di creare una crema che non contenesse lattosio, per cui ho pensato alla crema frangipane, omettendo però il burro.
Quello che ne risulta è una meringa, difatto ho seguito il procedimento per l'impasto dei macaron, ovvero una meringa con aggiunta di farina di mandorle.
ho lavorato l'impasto di zucchero e farine di cocco e mandorle come per i macaron, ho farcito le strisce di pasta, e completato con le fragole candite.
Questa è  una farcitura molto delicata, sicuramente la mia preferita, il gusto delle fragole è perfettamente riconoscibile e si abbina perfettamente alla meringa di mandorle.
In cottura, l'impasto simil-macaron raggiunge la consistenza della pasta di mandorle.


ripieno 3

1 albume
zucchero a velo (50%)
zucchero semolato (50%)
farina di cocco (70%) e mandorle (30%)
choco fondente

stessa farcitura di sopra, arricchito il tutto con choco fondente.
Ripieno golosissimo, ricorda vagamente un certo junk food chiamato bounty...


Note: esagerate con i ripieni! altrimenti, come è successo a me, le trecce risultano semivuote.

In totale ho preparato 4 trecce, ognuna con 4 capi, affiancate e fatte lievitare fino al raddoppio del loro volume, ci sono volute circa 10 h.
Infornate per 30 minuti a 180° ( temperatura troppo alta ) meglio 160° anche se non posso valutare bene a quale temperatura abbiano cotto le mie trecce, dal momento che ho cambiato casa...ma il forno a gas mi perseguita!!!

L'effetto di questo pane enorme è stato da me voluto e ricercato, per condividere un momento con gli amici ed avere la stessa sensazione del danubio, dove ognuno strappa un pezzo con le mani, senza sapere cosa gli capiti nel ripieno ;) 

Avrei da chiarire e spiegare altre mille cose sulla lievitazione e l'impasto e i ripieni, spero di avere il tempo per tornare a farlo nei prossimi giorni.

E NON CHIAMATELA CHALLAH!

per l'MTC



venerdì 28 settembre 2012

Nuove Pasqualine

L'MTC, per me, è quello delle prime volte,
le tagliatelle, il patè, la frangiossessione, le scaloppine a regola d'arte...
e questo mese è la volta della torta pasqualina.



Anche in Campania c'è una lunga tradizione di torte salate, 
ma nessuna è paragonabile all'originale genovese per leggerezza e versatilità dell'impasto,
così, dal momento che mi piace portare la bandiera della semplicità ne ho preparate altre due versioni,
in cui la lista degli ingredienti per il ripieno non arriva a toccare tutte e cinque le dita di una mano.
In entrambe è presente il pomodoro, per me
ingrediente di demarcazione tra le ricette del sud e quelle del nord.



Uova in crosta di Pasqualina

per la preparazione dell'impasto e della sfoglia seguite le istruzioni della Vitto
io non saprei aggiungere maggiori info utili.

Sfoglia

300 gr di farina manitoba o "0"
100 ml vino bianco
100 ml acqua
30-40 gr olio evo
sale

Preparate l'impasto e lasciatelo riposare per circa 2 h

Ripieno per 6 mini porzioni

1 fetta di pane raffermo
400ml di polpa di pomodoro
6 uova
sale, pepe, aglio, basilico

L'unica cosa da preparare per il ripieno è un sugo di pomodoro ben ristretto, 
io ho aromatizzato con uno spicchio di aglio in camicia, 
fatto soffriggere per alcuni secondi e poi eliminato,
sale, olio evo e tanto basilico.
Lasciate raffreddare il sugo.
Intanto,
Oliate e foderate lo stampo prescelto, con l'impasto steso sottile, 
nulla vieta di usare un solo stampo grande,
 in questo caso ho utilizzato dei pirottini da muffin inseriti in stampi di silicone.
Sul fondo posizionate un pezzetto di pane raffermo, oppure briciole tostate in padella.
Ed ho semplicemente farcito con il sugo di pomodoro freddo, 
 le uova crude e sgusciate, ed un giro d'olio.
L'albume si è separato dal resto, e si è depositato sul fondo, 
per cui se vorrete provare questo ripieno consiglio di mescolare gli albumi separati dai tuorli,
con il pomodoro, e di posizionare in cima il solo tuorlo.
La prossima io farò proprio così!
Infornate in forno ben caldo a 160° per 45min-1h



Pasqualine Capresi

Sfoglia

300 gr di farina manitoba o "0"
100 ml vino bianco
100 ml acqua
30-40 gr olio evo
sale

Ripieno

Pomodori Rossi 150 gr
Scamorza non affumicata 75 gr
Amido 1 cucchiaino 
Sale, Olio Evo, Basilico

Questa è un adattamento della ricetta di L.Montersino "Sfogliatine Capresi",
dove la base usata è una sfoglia classica,
ho molto apprezzato questa ricetta per il "trucco" di usare l'amido di mais nel condimento, 
così si evita che la sfoglia si inzuppi del liquido perso dalla mozzarella e dai pomodori.

E' davvero di facilissima preparazione,
tagliare i pomodori in pezzi e condirli con olio, sale, basilico ed amido di mais, 
aggiungere la scamorza tagliata a cubetti, e procedere alla farcitura delle pasqualine.
Infornare a 160° per 45min-1h.





di nuovo per l'MTC!


mercoledì 26 settembre 2012

La Pasqualaina


La Pasqualaina, è la versione napoletana della
 torta Pasqualina, l'originale, 
torta salata genovese 
con base di sfoglia tirata sottile sottile sottile
e ripieno di prescinseua, bietoline ripassate e uova.



noi napoletani, you know...
siamo gli inventori del "paccotto"
i maestri della contraffazione, 
i geni del pezzotto

ma son sicura che questo mese, alle 2 turiste e alla Vitto,
non riusciremo a tirare nessuna fregatura...
hai voglia ad usare la ricotta, e farla passare per prescinseua...
due spinacini e dire che son biete...

già le vedo dietro lo schermo armate di luminol per pc,
kit per rilevare le impronte digitali 
e passare ai raggi X tutte le foto delle partecipanti...
per rilevare la presenza di ingredienti sospetti :)

così dichiaro apertamente il mio tentativo di contraffazione,
e la contaminazione con ingredienti terroni, 
nella speranza che la Ale, la Dani e la Vitto, 
mosse da compassione mi scontino la pena :)




La Pasqualaina 

con ricetta della Pasqualina della Vitto

per la sfoglia:

300 gr farina "0" o manitoba

30 gr olio

100 ml vino bianco

100 ml acqua

sale

Impastate insieme tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso,
dividete l'impasto in 5 palline, e fate riposare per due ore circa.

per il ripieno

750 gr di bietole

500 gr ricotta di pecora

4 uova intere

sale

pepe

olio evo

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

qualche cappero

qualche oliva nera

uno scalogno

non so quale tipo di bietole si usino per la preparazione della pasqualina, ma io non amando particolarmente quelle con le coste molto grosse mi sono impegnata a ricercare le bietoline a foglie più piccole e con i gambi più sottili, per evitare di scartare una parte del prodotto.
Per la preparazione ho lavato scrupolosamente le biete, ho affettato sottilmente i gambi e grossolanamente le foglie, le ho lasciate ad asciugare, mentre preparavo la padella con il fondo di olio e lo scalogno tritato sottilissimo, quando lo scalogno é diventato trasparente ( 20 min circa ) ho aggiunto le biete, i capperi e le olive nere, per ultimo il concentrato diluito in pochissima acqua, sale e pepe.
Lasciate cuocere finchè i gambi non risultano morbidi, e tutto il liquido assorbito, poi fate raffredare.

Adesso viene la parte divertente...
bisogna stendere la sfoglia...
preparate una teglia rotonda ( io 22 cm ) e oliatela,
si procede con lo stendere ognuna delle 5 palline di impasto in una sfoglia sottilissima, deve essere trasparente ed uniforme, rigorosamente senza buchi, stendete prima con il matterello, poi con le mani, io prendo un lembo di impasto e faccio penzolare il resto, come se stessi scrollando una tovaglia dalle briciole, è una cosa che faccio anche per l'impasto della pizza, solo che in questo caso il movimento deve essere rapido e delicato, per evitare di strappare l'impasto.
Stendete la prima sfoglia, e oliate con un pennello di silicone. Poi sovrapponete la seconda sfoglia, e oliate nuovamente.
Farcite con uno strato di bietole, continuate con uno strato di ricotta lavorata con un filo di olio, sale e pepe. 
Nello strato di ricotta, bisogna scavare dei buchi in cui adagiare le uova, non andate troppo a fondo in questa faccenda..altrimenti vi ritroverete con le uova sul fondo..(secondo voi perchè lo so?) 
e adesso sfogliate le altre tre palline di impasto, oliando sempre tra una sfoglia e l'altra...e adesso viene la figata esagerata...bisogna appoggiare una cannuccia tra le sfoglie e gonfiarle, appoggiate l'ultima sfoglia, poi rifilate il bordo, lasciando in posizione la cannuccia, io l'ho rigirato due volte verso l'interno, perchè avevo paura che si sgonfiasse la sfoglia, forse ho esagerato un pò, come si vede dalla foto.
Gonfiate l'ultima la sfoglia, velocemente ritirate la cannuccia, e chiudete il buco rimasto, la mia sfoglia si è sgonfiata parzialmente, :( 
mi dovrò esercitare per migliorare, dal momento che trovo questo impasto semplicemente 
 F-A-V-O-L-O-S-O
leggero, versatile, non deve lievitare, e non richiede un lungo riposo.



E ho pasqualinato anch'io per l'MTC new edition!!!!





mercoledì 5 settembre 2012

Thai & Die

da Londra le ultime tendenze gastronomiche..


lollipop con poppyseeds...
di formiche...


vodka e gin...
con ospiti...
anche se qui siamo sul classico, vedi la mezcal


un aperitivo "organic"
api al curry..


e infine i miei preferiti...
vermetti croccanti...


io potrei morire se mi trovassi qualcuna di queste prelibatezze nel piatto,

vendute in uno degli store più "posh" di Londra,

mi ha fatto schifo anche solo spostare con le mani alcune di quelle bustine per centrare meglio la foto..

altro che spirito di avventura...

viaggi in posti esotici

e vita spericolata...


lunedì 3 settembre 2012

Greetings from London


Si può essere a Londra senza parlare di cupcake?

Ecco con cosa mi ha accolto la mia sorellina a Londra..

oggi è una splendida giornata..

non la passerò al pc ;P

see u soon!







giovedì 23 agosto 2012

Insalata di Orzo Perlato alla Vaniglia con Zucchine e Gallinella di Mare



Oggi questo post lo dedico alle persone che mi seguono, 
e alle quali sono sinceramente grata, 
per essere spettatrici sempre gentili e carine con i miei esperimenti culinari :)
( parlo al femminile perchè nei commenti si sono manifestate sempre e solo ragazze)

Ringrazio Simona di LoveCooking in particolare per avermi fatto dono del premio,
 e che seguo sempre con immenso piacere,
insieme ad Arianna di Bambini Golosi
a Giovanna di Cocomero Rosso
a Chiarina di Zeroincucina
e tantissime altre che rendono tutte le mie giornate più fresche e spensierate e ricche di spunti culinari!
grazie davvero a tutte le blogger!



Insalata di Orzo Perlato alla Vaniglia, con Zucchine e 
Gallinella di Mare

per 2 persone

60 gr Orzo Perlato per persona

Stecca di Vaniglia (un pezzetto di 2 cm)

2 Gallinelle di Mare di circa 300 gr l'una

Zucchine novelle, 2 piccole per persona

scalogno

Sale, olio, pepe

Pulite le zucchine, pelatele con un pelapatate, tagliate la buccia verde a pezzi piccoli e regolari,e tenete da parte. Tagliate l'interno a pezzi più grossolani da cuocere insieme all'orzo.

In una pentola di acqua fate cuocere l'orzo insieme al pezzetto di vaniglia aperto e raschiato dai semi,( i quali vanno aggiunti all'acqua di ebollizione) e la zucchina, un cucchiaino di sale e qualche grano di pepe.
Io ammollo l'orzo per mezz'ora prima di cuocerlo, dai 20 ai 30 minuti.
Appena cotto, sciacquate l'orzo sotto l'acqua corrente, per raffreddare il tutto,
 lasciatelo scolare per bene, almeno mezz'ora, condito con un filo di olio.

L'orzo va consumato il giorno successivo a quello della preparazione, 
in questo modo il profumo della vaniglia si sente distintamente, anche se ne usate poca, e risciacquate il tutto, se volete consumarlo nella giornata della preparazione, dovreste aumentare la quantità di vaniglia, io ne userei mezza stecca.

Al momento di servire,
preparate il condimento cuocendo le zucchine in padella con un filo di olio, sale pepe e uno scalogno, 
cuocete la gallinella al vapore, oppure in padella, con gli stessi aromi delle zucchine, fatela raffreddare,
spolpatela, ed aggiungetela alla padellata di zucchine.

Componete l'insalata con l'orzo alla vaniglia, le zucchine stufate e la gallinella, aggiustate il condimento e condite con olio alla vaniglia.

E' un piatto fresco e delicato,
per me è un gusto molto femminile, lontanissimo dai sapori forti tanto cari ai signori uomini :) si abbina alla perfezione con un sapore un pò acidino, come una salsa allo yogurt, oppure queste qui.




lunedì 20 agosto 2012

Insalata Greca..Moderna..


Il simbolo dell'estate per me è il cocomero,
per l'allegria che infonde solo a guardare la sua facciona verde, 
e la polpa rossa,
da mangiare rigorosamente gelata,
e con l'acqua dolce che cola da tutte la parti quando ne si addenta una fetta...

a Napoli abbiamo un altro modo per chiamare il cocomero, ovvero "o mellun i acqu" (melone d'acqua),
invece i meloni gialli, a buccia verde o a buccia gialla, sono "i mellun i pan" (melone di pane)
tipicamente, il cocomero è dolce...però come recita una nota canzone popolare dopo aver tagliato quel siluro che può arrivare a pesare 20 chili, si potrebbe avere una brutta sorpresa, che la polpa non sia abbastanza matura e quindi non essere dolce al punto giusto...e quindi..
"se o mellon è asciut ianc, cu cchi ta vuò pija?"
in quel caso, il melone è definito "cetrulo" ovvero, paragonato al cetriolo..e alla sua mancanza di sapore...
ho poi scoperto, che il cetriolo e l'anguria appartengono alla stessa famiglia, quella delle cocurbitacee, e sia il termine anguria, che cocomero derivando entrambe dalla derivazione latina e greca della parola "cetriolo".
Da qui, e dalla mia passione per il riciclo in cucina,
 sono approdata a sostituire il cetriolo dell'insalata greca con il cocomero, 
non con la parte dolce e succosa,  ma con quella chiara e più insapore vicina alla scorza.
Il risultato è gradevole..ma come al solito..per i più temerari :)



iInsalata Greca

Pomodori Rossi da Insalata
Buccia di Anguria
Cipolla Dolce
Olive Nere
Feta 
Sale 
Olio
Limone (poche gocce)
Origano
Aglio

La ricetta l'ho recuperata da un vecchio librone di pochi soldi, "Tutto il Mondo a Tavola" di Ron Kalenuik, ed a quanto pare nella insalata greca sono presenti anche peperoni verdi crudi tagliati a fette, ed altrettanti funghi...non sono molto sicura di questa aggiunta...io non li ho messi nella mia insalata, però ho seguito il procedimento indicato per il condimento, ovvero, ho fatto riposare in una terrina, l'olio, il sale, il succo di limone, l'aglio schiacciato e l'origano, per un ora prima di condire l'insalata,
composta con fette di pomodori, sottilissime fette di cipolla, olive nere (io non avevo quelle greche, così ho denocciolato un pò di olive nere di gaeta) pezzettini di formaggio feta...e poi il mio cetrulo alternativo... ovvero la buccia del cocomero.
L'ho ricavata, da una fetta di anguria spessa 2 cm, ho inciso dal lato della polpa, conservando circa mezzo cm di polpa rossa, poi con il pelapatate, ho sbucciato la parte coriacea, non mi sono limitata però ad eliminare la parte verde esterna, ho inciso più profondamente la buccia, eliminando 2-3 millimetri di parte bianca, se deciderete di provare, io ve lo consiglio, dal momento che la buccia di anguria è perfettamente commestibile, e dotata di una croccantezza molto spiccata rispetto al cetriolo, troverete la misura giusta per il vostro gusto.
Mescolate tutti gli ingredienti con il condimento preparato in precedenza, 
gusto fresco e perfetto per la calura di questi giorni.



sabato 4 agosto 2012

Tiramisù Gelato e so qual'è il segreto della CocaCola!



 Premessa.
In questi giorni è saltata fuori una notizia interessante, poi smentita, partita dalle parole del ministro degli esteri boliviano, cioè che dal 21 dicembre 2012 la Bolivia vieterà il commercio della Coca Cola nei suoi territori, prendendo spunto dal calendario Maya ma interpretando la leggenda a proprio favore con una trovata degna degli statisti europei alle prese con la crisi, quindi di pura fantasia: grazie all'allineamento dei pianeti, parola del ministro Choquehuanca, non sarà la fine del mondo ma la fine del capitalismo americano e della Coca Cola. Quei diavoli dei maya.
Ma non ci sono solo i boliviani a fare la guerra alla bibita più famosa del mondo, anche Hugo Chavez, il “caudillo” venezuelano, (i caudillos, secondo la storia e la definizione ufficiale, sono dei dittatori tipicamente sud americani, uomini forti spesso ex militari, ma a chiamarli così sembrano far parte di una razza canina, anzi, mi è sembrato di vederne qualcuno alla mostra internazionale di Ercolano, gruppo 8, pincher, schnauzer e caudillos), non perde mai occasione per citare l'azienda statunitense, per cui si consumino prodotti nazionali, come le novelle Uvita e Coca Colla (sì, colla), parole inaccettabili per i sostenitori del mercato globale, ma essenziali per il tipo di controllo esercitato da governanti abituati a indirizzare non solo l'economia ma anche i gusti e le ideologie, in questo caso entrambe. 
Giusto o no che sia, ultimamente la bibita più venduta al mondo è al centro delle critiche anche nei paesi occidentali insieme alla McDonald's, per il controsenso di essere uno degli sponsor del più grande evento sportivo mondiale, le olimpiadi, ma il Ceo dell'azienda, tale Muthar Kent, ha fatto sapere che “is really pissed off” perché ha appena sborsato una vagonata di milioni di dollari al comitato olimpico internazionale, per cui, fine della discussione. Per non parlare delle ultime notizie a proposito di studi che avrebbero rilevato sostanze cancerogene all'interno delle lattine usate per il confezionamento, in futuro gusteremo le bibite in Tetra Pak, ma il vetro? Quello no, i petrolieri la pensano diversamente.
Fine della premessa. 
Non mi piace la Coca Cola tranne quando la bevo, la considero un prodotto, come i cellulari e i medicinali, che fa parte del progresso ed è pure buonissima, per cui nessuno potrà mai impedirmi di berla o semplicemente osservarla sugli scaffali del supermercato, neppure i maya, i pellerossa e i caudillos, Fidel Castro, Putin, gli alieni o le associazioni contro l'obesità riusciranno a fermare 100 anni di penetrazione capillare nei mercati, nelle città, nei negozi e infine negli stomaci, anche se il mio dentista mi ha detto che distrugge praticamente tutto, dai denti nuovi a quelli finti, dai ponti alle otturazioni fino alla riparazione dello smalto dentale, per cui i vostri vi suggeriranno di berla tutti i giorni. Poi è utile perfino contro la ruggine, forse quella light va bene per le pulizie e la zero? E' anche figa con la lattina nera. PerfinoVasco Rossi, con la sua famosa Bollicine, notava la prima e più grande contraddizione, gli americani che io adoro, così puritani, così proibizionisti, così potenti, così stronzi, sponsorizzano e danno lavoro a mezzo mondo con quella parolina in prima fila, coca, un'idea semplice e efficace, forse ancora meglio del calendario maya contro il capitalismo, che va bene in un bar e con uno spacciatore, basta dire :”Coke, please”. E pensare che negli Stati Uniti ordini una San Pellegrino, la paghi 5 dollari e sei subito trendy..per cui i fessi siamo noi, che non valorizziamo i nostri marchi e prodotti infinitamente superiori, e li vendiamo, proprio come l'azienda bergamasca finita alla svizzera Nestlè. 
Buone bollicine.

Questa volta non l'ho detto con parole mie, ma ho chiesto a Giulio (my ❤), di scrivere  di qualcosa che ritenesse interessante, inizialmente ha espresso non poca perplessità (un blog di cucina? e che c'azzecca?) però vista la mia insistenza, e la sua passione per la polemica..me l'ha data vinta! a me il risultato è piaciuto..gli chiederò più spesso di farlo!

Altro classico, questa volta in versione gelato, per la ricetta di oggi, 
reduce dall'MTChallenge più divertente, non ne ho ancora abbastanza,
e così ho gelatato ancora..e lo farò ancora..e ancora...
sono sicura però che del Tiramisù, nessuno avrà mai da ridire...


Tiramisù Gelato

1 dose di gelato alla ricotta
caffè forte dolcificato (io zucchero di canna)
savoiardi

Gelato alla Ricotta da "Gelati & Sorbetti" di Liddell e Wire

per 900 ml di gelato:

400ml latte intero fresco
220gr zucchero
3 tuorli
250gr ricotta freschissima di bufala
150 ml panna
1 cucchiaio di rum scuro

Iniziate con il preparare il gelato,
preparate una crema inglese con latte, tuorli e zucchero, nelle proporzioni indicate.
fatela raffreddare velocemente, poi aggiungete la ricotta spezzettata grossolanamente, e il rum, mescolate, poi lasciatela raffreddare per bene, meglio se per una notte in frigo, poi bisogna aggiungere la panna, mescolare per bene, e procedere con la mantecatura, in gelatiera, oppure come me, in freezer.
Per fare in modo che il gelato abbia una buona consistenza, bisogna mescolare il gelato per tre volte, a distanza di 1h e 30m ciascuna, meglio se con un frullatore, poi bisogna lasciare raffreddare il gelato in freezer per un paio d'ore per procedere con la costruzione del tiramisù.

Quando il gelato è pronto,
preparate il caffè espresso, zuccheratelo, e fatelo intiepidire, 
inzuppate i savoiardi, e disponetene, uno strato nel contenitore prescelto, 
fate uno strato con il gelato alla ricotta (da notare lo spessore)
e proseguite con un altro strato di savoiardi e di ricotta, 
fino a terminare il gelato.

Completate con una spolverata di cacao, sulla superficie dell'ultimo strato.

Fate riposare in freezer, e prima di servire tirate fuori il tiramisù mezz'ora prima e lasciate che si ammorbidisca in frigo.



Mando la ricetta a Roberta, per il compleanno del suo blog, tanti auguri, 
e speriamo che la ricetta vada bene!