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venerdì 27 marzo 2015

Pastiera Salata

E' arrivato il momento di confrontarci con la ricetta blasfema, quella per cui siamo solitamente famosi noi food blogger, quella che spedisce a quel paese secoli di tramandata tradizione, stavolta la ricetta che devia dalla norma rappresenta "the masterpiece" delle ricette pasquali della tradizione napoletana ... Sua Maestà la Pastiera
dopotutto il periodo è quello giusto ;)
ma non pensare Flavia di lavartene le mani come Ponzio Pilato...
perché se le braccia ce le ho messe io,
 l'idea, non poteva che venire da te, e da quella pazza community che è l'MTC!


Ripieno

400g ricotta di pecora
600g grano cotto
200ml latte intero
3 uova 
sale, pepe qb
un cucchiaio di strutto
1 cucchiaio acqua di fior d'arancio
1 cucchiaio millefiori
100g salume a scelta (salame o pancetta)
arancia candita
75g parmigiano
buccia e foglie di limone 
buccia di arancia
2-3 cucchiai di zucchero canna

Per la preparazione del grano servirà la buccia di limone e le sue foglie (se le avete a disposizione), disporre il grano (io ho utilizzato un grano precotto) con il latte, un cucchiaio di zucchero e la buccia di limone prelevata con il pelapatate. Cuocere fino al totale assorbimento del liquido (fate quindi attenzione che non si attacchi alla pentola!), poi lasciate raffreddare ed eliminate le bucce e le foglie.
La quantità di latte necessaria può essere variabile e dipendere dalle caratteristiche del grano, io ne utilizzo una quantità necessaria a coprire a filo il grano.

Setacciare la ricotta, trasferirla in una ciotola e sbattere con le uova, aggiunte una per volta. 

Aggiungere il grano freddo, il parmigiano, tutti gli aromi e lo zucchero. 

Per ultimi, le scorzette di arancia candita e il salume tagliato a cubetti.



Brisè Integrale

250g farina integrale
110g strutto
1 uovo
75ml latte
sale, pepe
50g parmigiano
1 cucchiaio di zucchero di canna

La farina integrale ha una forza maggiore rispetto alla 00, ho così bilanciato la ricetta con una maggiore quantità di liquidi, anche considerando che il burro contiene una parte di acqua maggiore rispetto allo strutto, che invece è grasso quasi al 100%. 

Formare una fontana con la farina, disporre al centro tutti gli ingredienti tranne il latte, 
pizzicare con le punte delle dita e impastare brevemente finché il composto raggiunge una consistenza grumosa. Aggiungere il latte e manipolare finchè l'impasto assume una consistenza liscia e legata. Formare una palla, coprire con la pellicola, e conservare in frigorifero fino al momento di utilizzare.



Per la cottura:
Ungere la teglia prescelta, 
(come sostiene Montersino, ungere la teglia per cuocere la frolla aiuta la conduzione del calore migliorando la cottura della base)
Stendere la base di brisè in uno strato sottile 2-3 mm, foderare la teglia, bucherellando la superficie con i rebbi di una forchetta (ciò consentirà al calore proveniente dal fondo di fuoriuscire evitando di gonfiare la base). 
La pastiera di grano non prevede la cottura della base in bianco, e così ho fatto anche per questa versione salata, ho però posto in freeze le basi a crudo, prima di riempirle con il composto di grano e ricotta. Ho ritagliato delle strisce di pasta con una caccavella apposita e ho coperto con decorazione a cestino (tipica della pastiera) la cima della pastierine. 
Posto in forno e cotto per circa un ora a 160°.
A fine cottura ho sparso sulla superficie poco zucchero, che con il calore si è sciolto e ha creato una glassatura lucente e dolce che ben si bilancia con il resto degli ingredienti.




Scusatemi mancano delle foto e soprattutto le note alla ricetta, aggiorno tutto stasera!

mercoledì 25 marzo 2015

Tortine Primavera


E' arrivata la primavera ed io le sono profondamente grata per averci portato gli asparagi,
 i carciofi e i baccelli, impossibile per me non pensare alla vignarola (uno dei miei piatti preferiti) e immaginarne una versione tartre a porter.

Per l'occasione ho acquistato dei nuovi stampi,
che si sono aggiunti alla mia collezione di caccavelle...
e questa volta si sono rivelati profetici dal momento
 che mi hanno ispirato l'idea per la prossima,
certo cara Flavia, hai letto bene, ce ne sarà ALMENO un'altra...
ma non voglio anticipare nulla, la prossima sarà proprio una sorpresa ;)




Tortine Brisè Primavera

 Per la pasta brisè classica di M. Roux

250g farina
150g burro morbido
1 uovo
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero

Formare una fontana con la farina, disporre al centro tutti gli ingredienti tranne il latte, 
pizzicare con le punte delle dita e impastare brevemente finché il composto raggiunge una consistenza grumosa. Aggiungere il latte e manipolare finchè l'impasto assume una consistenza liscia e legata. Formare una palla, coprire con la pellicola, e conservare in frigorifero fino al momento di utilizzare.

Per la cottura:

Ungere una teglia per crostata, 
(come sostiene Montersino, ungere la teglia per cuocere la frolla aiuta la conduzione del calore migliorando la cottura della base)
Stendere la base di brisè in uno strato sottile 2-3 mm, foderare la teglia, bucherellando la superficie con i rebbi di una forchetta (ciò consentirà al calore proveniente dal fondo di fuoriuscire evitando di gonfiare la base). Coprire con un foglio di carta forno e riempire con un peso ( ho scoperto da poco che i legumi non sono un buon conduttore, e che sia preferibile usare il sale grosso ).
Infornare a 160°-170° per 15-20 minuti, poi eliminare i pesi, disporre le verdure sul fondo, coprire con il composto legante e portare a cottura (15-20 minuti a 160°).



Per le verdurine a vignarola

per 12 tortine
12 asparagi
24 baccelli di piselli
24 baccelli di fave
2 carciofi
1 cipollotto
olio extra v oliva
sale, pepe qb

Divertirsi a sbucciare fave e pisellini, separare le punte degli asparagi dalla parte legnosa  (è sufficiente piegare il gambo tra le mani, si spezzerà in due parti, separando la parte fibrosa dalla parte commestibile) dividere il gambo commestibile in piccole fette lasciando intatte le punte.  Pulire i carciofi conservando solo la parte tenera, dividere ognuno dei due in 6 parti.
Pulire e tagliare a fettine sottili i cipollotti,
Scaldare una padella sul fuoco medio, ungere con olio evo, e condire con il pepe.
Cuocere per primi i cipollotti, poi in ordine i carciofi, i gambi degli asparagi, e per ultimi le punte degli asparagi, con piselli e fave.
Aggiungere il sale e se necessario altro pepe.
Non sarà necessario aggiungere liquidi, e la cottura al massimo richiederà 12-15 minuti.




per il composto legante di L. Montersino

1 uovo
1 tuorlo
160g panna
40g latte
40g parmigiano
sale
1 cucchiaino di pasta di tartufo (aggiunta mia)

Portare a bollore panna e latte insieme.
Mescolare in un contenitore il resto degli ingredienti e, appena pronto, versarci sopra il composto bollente. Mescolare e utilizzare.


Procedimento:

1. Preparare le pasta brisè, e porre in frigo a riposare.
2. Pulire, mondare e cucinare le verdure.
3. Stendere e foderare gli stampi, cuocere in bianco la base.
4. Preparare il composto legante.
5. Riempire gli stampi con un fondo di verdure.
6. Coprire con il composto legante.
7. Terminare la cottura.



lunedì 23 marzo 2015

Brisè Royale

Riprendo le attività cucinatorie con una ricetta che solitamente non amo particolarmente:
 la pasta brisè
per gusto personale non amo il burro, 
e ho sempre convenuto che la ricetta classica fosse troppo pesante, 
al punto che mai avrei pensato di abbinarla a ricette complesse e rotonde come le torte salate...
si dice che per ogni regola ( in questo caso autoimposta ) c'è sempre un'eccezione,
ed è arrivato il mio personale momento di ricredermi grazie alla bravissima e vulcanica Flavia del Blog siculointernazionale cuocicucidici, che questo mese ha proposto proprio una ricetta di base, la brisè nella versione di M. Roux.

Leggera, elastica e gradevole, si presta ad accogliere e a valorizzare ogni tipo di ripieno, 
in questa PRIMA versione un classico abbinamento all'inglese con patate, panna acida e salmone...



Brisè Royale

 Per la pasta brisè classica di M. Roux

250g farina
150g burro morbido
1 uovo
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero

Formare una fontana con la farina, disporre al centro tutti gli ingredienti tranne il latte, 
pizzicare con le punte delle dita e impastare brevemente finché il composto raggiunge una consistenza grumosa. Aggiungere il latte e manipolare finchè l'impasto assume una consistenza liscia e legata. Formare una palla, coprire con la pellicola, e conservare in frigorifero fino al momento di utilizzare.

Per la cottura:

Ungere una teglia per crostata, 
(come sostiene Montersino, ungere la teglia per cuocere la frolla aiuta la conduzione del calore migliorando la cottura della base)
Stendere la base di brisè in uno strato sottile 2-3 mm, foderare la teglia, bucherellando la superficie con i rebbi di una forchetta (ciò consentirà al calore proveniente dal fondo di fuoriuscire evitando di gonfiare la base). Coprire con un foglio di carta forno e riempire con un peso ( ho scoperto da poco che i legumi non sono un buon conduttore, e che sia preferibile usare il sale grosso ).
Infornare a 160°-170° per 15-20 minuti, poi eliminare i pesi e finire di cuocere insieme ad uno strato sottile di purè di patate, fino a doratura.



Per il ripieno di patate

400 g di patate
25 g burro
25 g olio extra v oliva
sale pepe qb

Lavare e spazzolare le patate, 
disporre in una pentola coperte di acqua fredda e portare a cottura per 40 minuti dopo il bollore.
Intiepidire e passare nello schiacciapatate.
Condire con sale, pepe, burro, olio e aromi a piacere, io ho puntato sul gusto dell'extravergine e ho preferito non aggiungere formaggi, per gusto personale non amo il parmigiano nelle patate a purea,  anche considerando che la torta va servita tiepida o fredda non ho aggiunto altro.
Conservare in una sac a poche fino al momento di ricoprire la brisè preventivamente cotta in bianco.


Per la farcitura 

80g formaggio fresco (Philadelphia o robiola)
40g panna fresca da montare
40g yogurt greco
mezzo limone
1 cucchiaino di sale

mescolare insieme yogurt e formaggio fresco, aggiungere la panna ben fredda di frigo e montare insieme con lo sbattitore, aggiungere il resto degli ingredienti e conservare in una sac a poche, 
fino al momento di utilizzare.
Quando la base è cotta e completamente fredda, stendere uno strato di panna in superficie, 
e creare piccole decorazioni con la bocchetta a stella.


Decorazione:

200g salmone affumicato
25g di uova di pesce rosse e nere
verdurine croccanti a piacere 
(preferibile foglie di insalata a contrasto, come radicchio o rucola, o finocchio a julienne)

Disporre le fettine di salmone sopra lo strato di panna, decorare con le uova di pesce ( il primo conferisce gusto, le seconde piccole esplosioni salate in bocca ) e le verdure prescelte.


Assemblaggio:

1. Preparare la pasta brisè e mettere in frigo a riposare.
2. Mentre la base riposa in frigo cucinare le patate.
3. Preparare la panna di copertura.
4. Cuocere in bianco la base.
5. Preparare il purè di patate
6. Cuocere il purè nella base di brisè dorata.
7. Fare raffreddare.
8. Ultimare con la panna, decorando la superficie con
 il salmone e le verdure croccanti.
9. Non conservare in frigo.
10. Consumare in giornata


...e gnente, gnam!



Concorro con questa ricetta alla sfida di marzo dell' MTC!






martedì 17 marzo 2015

Limoncello


Ringrazio vivamente la signora Tonia per avermi fornito la sua ricetta per il limoncello, 
per me perfetta e ben bilanciata.

Da oggi a disposizione degli utenti internauti appassionati di cucina napoletana e di questo immancabile classico di ogni fine pasto tra amici.


Limoncello

10 limoni profumatissimi bio
almeno dal 30-40% devono essere a buccia verde
foglie di limone
1 kg di zucchero 
1 lt di alcol 1,3 lt di acqua


Preparazione

Lavare accuratamente i limoni, 
prelevarne la buccia con un pelapatate facendo attenzione a non intaccare la parte bianca.

Porre in un vaso di vetro con coperchio a macerare insieme all'alcol per 30-40 giorni, al buio.

Trascorso questo periodo, preparare uno sciroppo con le quantità di acqua e zucchero indicate in cui saranno infuse le foglie di limone. 

Filtrare l'alcol dalle bucce di limone attraverso un panno di lino che avrete cura di riservare a questo scopo. 

Unire lo sciroppo freddo, e filtrare nuovamente.

Lasciare a riposo al buio per altri 30-40 giorni.

Imbottigliare e gustare :)

Il risultato migliore per me si ottiene dopo circa sei mesi di riposo.

mercoledì 25 febbraio 2015

Ba-ba-baciami Cioccolatino!


Lo sapevo che prima o poi questa partecipazione all'MTC sarebbe diventata una questione politica.
Lo sapevo che dalla cucina sarebbe uscita fuori la cronaca,
che sarebbe bastato agitare sul naso di foodblogger agguerriti la ricetta perfetta
per provocare una reazione esplosiva e conseguenze impreviste...
La colpevole del misfatto questo mese è Annarita de "il bosco di Alici"
che, al grido "boicottiamo la Perugina per San Valentino!" 
ha mobilitato la blogosfera e ci ha provocati a produrre quintali di baci home-made.

:) 

ma vorrei chiedere all'imputata,
 non è che ci denunciano per un calo di vendite nel momento più prolifico dell'anno?



Baci Black and White
"If you wanna make the world a better place take a look at yourself and make..that change"
(M.J.)

100g latte di cocco concentrato
100g cioccolato bianco
35g cocco disidratato

cuore di ciliegie 
(allo sciroppo, fresche, marmellata)

copertura di fondente e
decorazione con granella di cocco

preparare una ganche con cioccolato bianco e latte di cocco, fare intiepidire poi aggiungere la granella di cocco e non appena il mix sia completamente freddo passare al mixer fino a raggiungere una consistenza cremosa e ben amalgamata.
Porre in frigo e lasciare raffreddare per 3-4 ore.
Trascorso questo tempo dividere l'impasto in palline della grandezza di una nocciola e incidere con l'indice un incavo nel centro, tale da consentire l'inserimento del ripieno.
Inserire una ciliegia, sia intera (va bene sia sciroppata che fresca, e credo che quest'ultimo abbinamento sia il migliore in grado di generare un buon mix di acidità e freschezza)
riporre nuovamente in frigo fino al momento di glassare con il cioccolato fondente.


 Baci al Limoncello
Prendi un pezzo del mio cuore!
Prendilo!
Strappa un'altro pezzo dal mio cuore,
Strappalo!
Piccolo, una donna sa essere dura,
per farti stare meglio,
Rompi un pezzo del mio cuore!
Rompilo!
(Janis Joplin)

torroncino morbido
per il torroncino ho seguito la videoricetta di Luca Montersino
pan di spagna leggero 
(30g di farina e 30g di zucchero per ogni uovo, preparato con 3 uova e cotto in unico strato in teglia bassa, a 160° per 12-15 minuti, successivamente porzionato con coppapasta)
limoncello

copertura di cioccolato bianco

preparare il torrone morbido in anticipo, 
successivamente porzionarlo per disporlo nei baci, 
preparare il pan di spagna, e quando si fredda
comporre i baci con un dischetto di pan di spagna bagnato con limoncello e sormontato da un pezzetto di torrone, e infine glassati con cioccolato bianco.
Questa preparazione è la più impegnativa tra le mie proposte, e solo adesso che scrivo mi rendo conto che per avere del limoncello a disposizione bisogna prepararsi con almeno 2 mesi di anticipo! E' possibile però sostituire questo liquore con altri di vostro gradimento e con le stesse caratteristiche di acidità e dolcezza per evitare che il mix sia troppo stucchevole. 
Non scrivo qui la mia ricetta testata e approvata ma penso che le dedicherò presto un post tutto per lei  ;)
Altra preparazione impegnativa: il torrone. Io lo amo, soprattutto quando la consistenza è dura ma friabile, non amo molto la versione "gommosa", necessita dunque, di numerose prove per trovare una soluzione "soddisfacente",  farlo da sé ci garantisce di trovare il giusto rapporto tra pasta di torrone e frutta secca.. e ci regala lo stupore e la meraviglia di creare a partire da due soli ingredienti, albume e zucchero, un dolce meraviglioso. Una vera e propria magia.



Baci Golosi
"L'ammore passa ma a famma resta!"
(Siani)

100g latte di cocco concentrato
100g cioccolato bianco
35g cocco disidratato

cuore di gianduia 

copertura al latte e
decorazione con granella di nocciola

preparare una ganche con cioccolato bianco e latte di cocco, fare intiepidire poi aggiungere la granella di cocco e non appena il mix sia completamente freddo passare al mixer fino a raggiungere una consistenza cremosa e ben amalgamata.
Porre in frigo e lasciare raffreddare per 3-4 ore.
Trascorso questo tempo dividere l'impasto in palline della grandezza di una nocciola e incidere con l'indice un incavo nel centro, tale da consentire l'inserimento del ripieno.

Per il ripieno ho preparato una gianduia home made con pari quantità di nocciole tostate e cioccolato al latte. La cosa fondamentale per questa preparazione è lo strumento utilizzato per tritare le nocciole, che devono ridursi in pasta, e non risultare granulose.
Tostare le nocciole in forno, quando risultano fredde porre nel mixer e frullare fino ad ottenere una pasta oleosa, aggiungere a questo punto pari peso di cioccolato al latte e frullare fino ad ottenere una crema scura..tipo nutella...inutile dire che è una goduria, e che rischiate di mangiarlo a cucchiaiate, 
invece, invasettate e lasciate riposare fino a che non solidifica.
Per utilizzarlo come ripieno dei cioccolatini, potete dividere questa pasta in palline grandi quanto una nocciolina e lasciare solidificare in frigo. Andranno poi inserite nella pasta di cocco e ne costituiranno il cuore.

Glassare infine con il cioccolato al latte e decorare con granella di nocciole.

Autopsia dei cioccolatini ;)

Per la glassatura:

500g cioccolato fondente
500g cioccolato latte
500g cioccolato bianco
 queste le dosi preparate per la copertura dei baci, anche se non la utilizzerete del tutto è una dose comoda da maneggiare per non disperarsi e perdere la pazienza.
La rimanenza potrà essere utilizzata successivamente.

per altre info utili sul cioccolato rimando alle utilissime info di Annarita, a questo mio post di qualche anno fa e al sito MTC, in cui si condensa sempre passione e tecnica.





martedì 27 gennaio 2015

Canederli a Foglia (verde)

 Kamasutra gastronomico episode 2

Nonostante il nome del mio blog, ammetto di essere parecchio ignorante in fatto di kamasutra, e questa seconda ricetta si è rivelata  l'occasione buona per dare una sbirciatina al libro più conosciuto e interpellato per le questioni  relative alla conservazione della specie umana :)
Ho così scoperto che questo trattato di origine indiana è suddiviso in 7 sezioni, 
che prendono in considerazione molti aspetti della relazione tra uomo e donna, 
oltre a esplicitare nel dettaglio i modi in cui la passione può farsi forma e per cui è diventato il riferimento assoluto in materia. 

Un'aspetto però mi ha molto sorpreso e cioè che il sesso, all'interno di tale filosofia, 
è considerato solo una parte per il raggiungimento del benessere globale dell'individuo, esattamente come un 'altro bisogno vitale, il cibo. 

Sull'onda del giochino dell'altra volta, va in onda l'episodio 2 della saga di mia invenzione e a cui gioco da sola "abbina una ricetta ad una posizione" e  stavolta l'argomento è più "difficile", 
più difficile è la preparazione di questo canederlo, più complesso è l'abbinamento di gusti...ma si sa, più si fatica per ottenere qualcosa, più si è soddisfatti del risultato...così ho ragionato anche per l'altra questione di soddisfazione e così l'abbinamento per questa posizione ricetta è una posizione da contorsionisti, un groviglio di braccia e gambe che nemmeno la dea Kali sarebbe capace, 
ovvero la foglia
e se siete curiosi di sapere ... 
andatevela a cercare!


Per la preparazione dei canederli e per l'esaustiva disamina di tutte le posizioni...ehm forme che possono assumere è assolutamente necessaria una sbirciatina da Monica e sul blog MTC,
 dove troverete tutta l'enciclopedia del canederlo...

Canederli a Foglia (verde) ... 

300g pane raffermo 
(miglior tipo per questo tipo di preparazioni, polpette e altro è di tipo “mollicoso”)
200g latte
2 uova
1 tuorlo piccolo x ogni canederlo
100g spinaci cotti
100g parmigiano
sale,pepe qb 

Preparare gli spinaci, che utilizzerete in due modi, sia sminuzzati nell'impasto, che in complemento al brodo.
( la preparazione è descritta in fondo al post )

Mentre gli spinaci cuociono preparate i canederli: privare il pane della crosta, tagliare a cubetti la mollica e bagnare con il mix di latte uova e ingredienti qb, lasciare assorbire il liquido per una mezz’ora in frigo, poi riprendere, e impastare con gli spinaci stufati e sminuzzati e il parmigiano, mettete in stand by fino al momento di procedere con il ripieno di tuorlo.
Bagnarsi leggermente le mani e prelevare una quantità di impasto sufficiente a formare un dischetto di pasta di circa 8 cm di diametro per 3-4mm di spessore, appiattire con le mani e posizionare al centro un tuorlo, richiudere delicatamente formando in cima un piccolo tuppo che poi eliminerete a mano. Procedere fino ad esaurimento palline :) considerando un solo canederlo a porzione.
Considerazioni: a mio parere i canederli risultano poco “spinaciosi” e forse un po' troppo compatti…ipotizzando una modifica sostituirei i liquidi con 120g di centrifugato di spinaci e 60-80g di ricotta, lasciando inalterato il resto e qualora risultasse un po' liquido l’impasto aumenterei un po' il parmigiano…visto che l’insieme di uova, spinaci e parmigiano… è la morte sua :)
Cuocere in brodo, per 3-4 minuti, sono pronti quando salgono a galla.



per il brodo
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 crosta di parmigiano
un mazzetto di spinaci
qualche pomodoro rosso
grani di pepe
sale

lavare, mondare e fare a pezzi le verdure, coprire con acqua fredda e mettere sul fuoco, fare sobbollire per 45 min, aggiungere gli spinaci a fine cottura (5-10 min di bollitura sono più che sufficienti, in questo modo eviterete di maltrattare troppo la delicatezza delle foglie) filtrare e fare ridurre a piacere…non ci serve mica il dado star????


per complemento :
spinaci stufati con aglio, poco burro e un pizzico di pepe sale e peperoncino
patate a spicchi
chips di aglio
conservare anche qualche foglia di spinaci crudi da inserire come guarnizione del piatto

che rottura pulire gli spinaci… è una delle cose che non possiamo delegare, o forse sì, alla findus magari, però il risultato non sarebbe lo stesso, pazientiamoci, e laviamo, sfrondiamo, laviamo, mettiamo a bagno, sgoccioliamo e buttiamoli nel wok…con le solite cose, olio, sale pepe, un pizzichino di peperoncino,e quando si asciugano un pochino di burro. Conserviamoli fino al momento dell’utilizzo.

 Le patate sono state lavate, pelate e tagliate a spicchi, cotte al wok e rosolate su ogni lato.

Per le chips di aglio: affettate gli spicchi con un pelapatate, e deponete le fettine un una ciotola, coprite con acqua bollente e poi scolate.Asciugate per bene e friggete in olio profondo finché non risulta dorato e croccante.


Quando tutti gli elementi sono pronti procedere con l'assemblaggio del piatto:
posizionare i complementi sul fondo:
 alcuni spicchi di patate e ciuffi di spinaci sia cotti che crudi, completare con le chips di aglio,
 e per ultimo un solo canederlo a commensale con poco del suo brodo.


Questi canederli mi piacciono talmente tanto...e pure il pensiero che mi hanno ispirato, 
che quasi quasi stasera faccio una combo, per cena e dopocena!
 ;)






sabato 17 gennaio 2015

Canederli alla Missionario

Prima ricetta dell'anno,
 e come spesso mi accade in questi mesi si tratta dell'unica ricetta del mese...
 guarda caso...è la ricetta per partecipare all'MTC,
come dire, non sto più nei tempi e nei modi delle necessità del webfood, 
ma a questo divertimento non ci rinuncio...
Questo inizio 2015 è very slow, per la scelta della ricetta, 
tratta a pieno dalla tradizione gastronomica italiana, 
e per le regole del gioco, insolitamente free. 
Qui trovate i riferimenti della bravissima Monica,
 con tutte le notizie necessarie e sufficienti per la riuscita dei canederli perfetti.


Canederli alla Missionario

300g mollica di Pane raffermo 
(la tipologia perfetta per questo tipo di riciclo è raffigurata in foto, 
ovvero pane con mollica alta e spugnosa)
200g Acqua di mozzarella
 175g mozzarella di bufala e provola
2uova
40g parmigiano
pepe
sale
un pizzico di peperoncino


recuperare la mollica di pane raffermo, tagliarla a cubetti e metterla a bagno nell'acqua di mozzarella di bufala mescolata alle uova.  Grattugiare la mozzarella e la provola con una grattugia a fori grossi ( ho provato con i pezzettini ma il risultato non mi ha completamente soddisfatto, penso che grattugiando il tutto la resa sia migliore ) e fare riposare, preparare l'impasto dei canederli e fare riposare in frigo per 30 minuti, così da compattarsi. Prima di cucocerli fare una prova di resistenza dell'impasto e qualora non fosse della giusta consistenza correggere con altra mollica di pane bagnata e ben(issimo) strizzata . Comporre le palline e lasciare in frigo fino al momento di utilizzare. 
Cuocere per 3-4 minuti in brodo e servire.




friarielli

Lavate e pulite i friarielli, cuocete in padella con olio moderato, abbondante aglio e peperoncino e un pizzico di sale. Fate stufare col coperchio finchè non risultano morbidi alla prova forchetta, come nella migliore tradizione napoletana.
Conservate per la finitura del piatto e come accompagnamento al secondo.


Per il brodo:

1 osso di bovino
mezza verza
1 costa sedano
1 carota 
1 cipolla
1patata
3-4 pomodori rossi
sale
grani di pepe
1 foglia di alloro
una o due braciole condite con un pezzo di scalogno e foglie di prezzemolo

fate rosolare le braciole e le ossa di bovino con poco olio nella pentola in cui sarà preparato il brodo,
lavate, mondate e tagliate a cubetti le verdure, appena terminata la rosolatura della carne coprire con le verdure, porre il coperchio e lasciarle stufare per circa 15 minuti, senza aggiungere acqua.
Trascorso questo tempo coprire con acqua calda le verdure fino ad 1 cm dalla loro superficie. 
Fate sobbollire per 45 min.
Filtrare il brodo e lasciarlo ridurre a piacere a fuoco basso.
Eliminate le ossa e la carne, che conserverete come secondo.
Con le verdure preparare un passato aggiustando di sale pepe ed eventuale parmigiano. 
In seguito, nella composizione del piatto ho disposto tale crema sul fondo, come ulteriore condimento per i canederli in brodo.



Al momento di servire cuocete in brodo i canederli, saranno sufficiente 3-4 min, il brodo deve sobbollire per evitare di sfaldare queste delicate polpettine di pane, quando sono cotti salgono a galla. 
Disponete un fondo di crema di verza, e versate in cima 3-4 canederli a persona insieme al loro brodo, completate con pochi friarielli e abbondante pepe o peperoncino.



Questo mese invece di lanciarmi in ricette azzardate per composizione e abbinamento, e fare inorridire subito i partecipanti a questa sempre più appassionante gara di cucina, ho deciso di partire con calma e di modificare "alla napoletana" la ricetta originale proposta da Monica, in "slow play" perfetto per la proposta "slow food", così mi è venuto quasi naturale abbinare il mio kamasutra gastronomico (vedi ricettario) ad una posizione "classica", come dire... "di base" ...  di facile preparazione e di semplice reperibilità degli ingredienti... proprio come la più nota e praticata posizione di un altro ricettario...della natura umana in questo caso, come dire, parto dalle basi stavolta ;)



Auguro un felice 2015 a tutta la community MTC! 






domenica 23 novembre 2014

Lolita's Muffins




Al piano di sotto la porta a zanzariera sbatté. Lo? Fuggita?
Dalla finestra sulle scale vidi un piccolo fantasma impetuoso che scivolava tra i cespugli; un puntolino argenteo nel buio – il mozzo di una ruota di bicicletta si mosse, rabbrividì, e Lolita era scomparsa.
Proprio quella notte la macchina si trovava in città, nel garage di un meccanico. Non avevo alternative: dovevo inseguire l'alata fuggitiva a piedi. Ancora adesso, dopo che più di tre anni sono lievitati e rotolati via, non riesco a figurarmi quella strada di una notte primaverile, quella strada già così fronzuta, senza un brivido di panico. Davanti alla sua veranda illuminata la signorina Lester stava portando a spasso il bassotto idropico della signorina Fabian. Per poco il signor Hyde non lo investì. Tre passi normali, tre di corsa. Una pioggia tiepida cominciò a tamburellare sulle foglie dei castagni. All'angolo successivo, premendo Lolita contro una ringhiera di metallo, un giovane sfocato stringeva e baciava... no, non lei, sbagliato. Con gli artigli ancora formicolanti continuai a correre. Circa settecento metri a est del numero quattordici, Thayer Street va a impigliarsi in una viuzza privata e una strada trasversale; quest'ultima conduce alla città vera e propria; davanti al primo drugstore vidi – con quale melodia di sollievo! – la bella bicicletta di Lo che la aspettava. Spinsi invece di tirare, tirai, spinsi, tirai ed entrai. Attenzione! A una decina di passi di distanza Lolita, attraverso il vetro di una cabina del telefono (il dio della membrana è sempre con noi), la mano a coppa, china sul microfono con aria confidenziale, mi vide, strinse gli occhi, mi voltò le spalle con il suo tesoro, riattaccò in fretta e furia e uscì con aria baldanzosa.
«Stavo cercando di chiamarti» disse tutta allegra. «Ho preso una grande decisione. Ma prima offrimi qualcosa da bere, papà».
Guardò la ragazza del bar, svogliata e pallida, che riempiva il bicchiere di ghiaccio, ci aggiungeva la coca-cola, poi lo sciroppo di ciliegia – e il mio cuore scoppiava di mal d'amore. Quel polso infantile. La mia bellissima bambina. Ha una bambina bellissima, signor Humbert. La guardiamo sempre quando passa. Il signor Pim guardò Pippa che succhiava l'intruglio.
J'ai toujours admiré l'oeuvre ormonde du sublime Dublinois. E intanto la pioggia era diventata uno scroscio voluttuoso.
«Senti,» disse avanzando accanto a me in bicicletta, un piede che raspava il marciapiede lucente e oscuro «senti, ho preso una decisione. Voglio lasciare la scuola. La odio, quella scuola. Odio anche la commedia, davvero! Non voglio tornarci più. Ne troveremo un'altra. Andiamo via subito. Partiamo di nuovo per un lungo viaggio. Ma stavolta andiamo dove voglio io, vero?».
Annuii. Lolita mia.
«Scelgo io? C'est entendu?» mi chiese ondeggiando un po' accanto a me. Parlava in francese solo quando era una ragazzina molto ubbidiente.
«D'accordo. Entendu. E adesso oplà, Lenore, o ti inzupperai tutta». (Una tempesta di singhiozzi mi riempiva il petto).
Lei scoprì i denti e con quel suo adorabile fare da scolaretta si protese in avanti e partì di corsa, passerotto mio.
La mano ben curata della signorina Lester teneva aperta la porta della veranda a un vecchio cane dondolante qui prenait son temps.
Lolita mi aspettava vicino alla betulla spettrale.
«Sono fradicia» dichiarò a pieni polmoni «Sei contento? Al diavolo la commedia! Capito?».
L'artiglio di una strega invisibile abbassò di scatto la finestra di un primo piano.
Nel nostro ingresso, scintillante di luci accoglienti, la mia Lolita si tolse il maglione, scosse i capelli ingemmati, mi tese due braccia nude, sollevò un ginocchio:
«Portami in braccio, per piacere. Stasera mi sento romantica».
Forse al fisiologo interesserà sapere, a questo punto, che ho la capacità – caso singolarissimo, presumo – di versare torrenti di lacrime durante tutta l'altra tempesta. 

Vladimir Nabokov, "Lolita"



Cherry Coke Muffin con glassa al Cocco
Per i muffin 
200g coca cola
200g burro
250g farina 00
2 uova 
150 g latte
8 g lievito chimico
 (o un blend di cremor tartaro e bicarbonato)
250g ciliegie cotte al sole

Per i muffin seguire le indicazioni di Francesca del blog burro e zucchero, che ci regala una descrizione minuziosa sulla preparazione della ricetta perfetta ed evitare gli errori in cui si può cadere nel passaggio tra il dire e il fare...

Questa ricetta è tratta dallo spettacolare libro di Cox e Lanlard: "Cox, Cookies and Cakes" . A mio avviso però risulta un po' sbilanciata nei liquidi e la coca cola non è molto intensa al gusto, per cui qui riporto la ricetta modificata:

250g farina
175g coca cola
50g sciroppo di guaranà
150g burro
100g latte
2 uova
1 cucchiaio di cacao
8g lievito chimico

Separare gli ingredienti secchi dai liquidi.
Sciogliere il burro con la coca cola, che grazie al calore caramellerà un pochino. Fare raffreddare e aggiungere il guaranà. Mescolare alla farina e infine aggiungere latte e uova. L'impasto deve rimanere un po' grumoso, quindi non esagerare con il mescolare, e non utilizzare lo sbattitore. L'uso del guaranà consente di intensificare il gusto della coca cola...l'avete mai provato? lo sciroppo si trova da altro mercato, la bottega equa e solidale, una volta assaggiato son sicura che non avrete più dubbi su quale sia l'ingrediente segreto della coca cola :)

Disporre l'impasto nei pirottini e completare con 2-3 ciliegie cotte al sole, mettere in forno a 180° per 25-30 minuti.

Per la glassa:

50g panna da montare
100g latte di cocco concentrato
35 g zucchero a velo

tenere tutti gli ingredienti in frigo fino al momento dell'utilizzo, cominciare col montare la panna e aggiungere gli altri ingredienti in successione, finché la glassa non prende la consistenza di una panna spessa e densa.

Dalla foto sembra che questa glassa sia troppo liquida, ma l'effetto è dovuto alla fretta che avevo per fare le foto, lasciandoli riposare un po' si solidifica perfettamente e non cola giù dal muffin.
Utilizzare la glassa quando i muffin sono freddi e decorare con granella di ciliegie disidratate, o eventualmente in polvere.


Lolita, da personaggio letterario ha preso forma nella vita di tutti come il simbolo, l'emblema, di una categoria di adolescenti che precedentemente al libro non esisteva, le "ninfette" come ama descriverle il pervertito personaggio protagonista del libro. Bisogna riconoscere all'autore che grazie alla eleganza estetica della prosa adoperata ha reso sopportabile, e fin troppo affascinante, la vicenda dell'anziano professore "innamorato" della giovane Dolores.
 La storia prende l'avvio con i sogni allucinati del protagonista, che diventano improvvisamente realtà. 
E solo in rari momenti della vicenda HH troverà il coraggio di pensare alle conseguenze che il suo comportamento provoca nella giovane compagna. L'abitudine egoistica e irresistibile a fare il proprio comodo, trovando giustificazione nella facilità di corruzione della propria vittima bambina, è la caratteristica ricorrente di una persona che usiamo definire mostro, e che oltre l' esercizio di stile, il fascino e la malizia che alcune adolescenti definite "precoci" mostrano, trattasi di bruta pedofilia. Non è mia intenzione giudicare il valore letterario dell'opera, che è diventato un simbolo rappresentativo delle fantasie di tutti, e scritto con superba capacità narrativa senza mai scadere nella volgarità, ma rappresenta l'occasione per sottolineare alcune storie "moderne" che sono venute fuori di recente nella cronaca mondiale, ad esempio questo caso qui, e questo, in cui persone di potere hanno avuto l'opportunità di approfittare di centinaia di vittime grazie alla protezione di chi invece avrebbe dovuto prendere le parti dei più indifesi.

Ormai ragazze non riesco più ad essere leggera! finisce che vi appioppo sempre qualche gippone moralista...abbiate pazienza ;)

Per quelle sante dell' MTC!