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mercoledì 25 febbraio 2015

Ba-ba-baciami Cioccolatino!


Lo sapevo che prima o poi questa partecipazione all'MTC sarebbe diventata una questione politica.
Lo sapevo che dalla cucina sarebbe uscita fuori la cronaca,
che sarebbe bastato agitare sul naso di foodblogger agguerriti la ricetta perfetta
per provocare una reazione esplosiva e conseguenze impreviste...
La colpevole del misfatto questo mese è Annarita de "il bosco di Alici"
che, al grido "boicottiamo la Perugina per San Valentino!" 
ha mobilitato la blogosfera e ci ha provocati a produrre quintali di baci home-made.

:) 

ma vorrei chiedere all'imputata,
 non è che ci denunciano per un calo di vendite nel momento più prolifico dell'anno?



Baci Black and White
"If you wanna make the world a better place take a look at yourself and make..that change"
(M.J.)

100g latte di cocco concentrato
100g cioccolato bianco
35g cocco disidratato

cuore di ciliegie 
(allo sciroppo, fresche, marmellata)

copertura di fondente e
decorazione con granella di cocco

preparare una ganche con cioccolato bianco e latte di cocco, fare intiepidire poi aggiungere la granella di cocco e non appena il mix sia completamente freddo passare al mixer fino a raggiungere una consistenza cremosa e ben amalgamata.
Porre in frigo e lasciare raffreddare per 3-4 ore.
Trascorso questo tempo dividere l'impasto in palline della grandezza di una nocciola e incidere con l'indice un incavo nel centro, tale da consentire l'inserimento del ripieno.
Inserire una ciliegia, sia intera (va bene sia sciroppata che fresca, e credo che quest'ultimo abbinamento sia il migliore in grado di generare un buon mix di acidità e freschezza)
riporre nuovamente in frigo fino al momento di glassare con il cioccolato fondente.


 Baci al Limoncello
Prendi un pezzo del mio cuore!
Prendilo!
Strappa un'altro pezzo dal mio cuore,
Strappalo!
Piccolo, una donna sa essere dura,
per farti stare meglio,
Rompi un pezzo del mio cuore!
Rompilo!
(Janis Joplin)

torroncino morbido
per il torroncino ho seguito la videoricetta di Luca Montersino
pan di spagna leggero 
(30g di farina e 30g di zucchero per ogni uovo, preparato con 3 uova e cotto in unico strato in teglia bassa, a 160° per 12-15 minuti, successivamente porzionato con coppapasta)
limoncello

copertura di cioccolato bianco

preparare il torrone morbido in anticipo, 
successivamente porzionarlo per disporlo nei baci, 
preparare il pan di spagna, e quando si fredda
comporre i baci con un dischetto di pan di spagna bagnato con limoncello e sormontato da un pezzetto di torrone, e infine glassati con cioccolato bianco.
Questa preparazione è la più impegnativa tra le mie proposte, e solo adesso che scrivo mi rendo conto che per avere del limoncello a disposizione bisogna prepararsi con almeno 2 mesi di anticipo! E' possibile però sostituire questo liquore con altri di vostro gradimento e con le stesse caratteristiche di acidità e dolcezza per evitare che il mix sia troppo stucchevole. 
Non scrivo qui la mia ricetta testata e approvata ma penso che le dedicherò presto un post tutto per lei  ;)
Altra preparazione impegnativa: il torrone. Io lo amo, soprattutto quando la consistenza è dura ma friabile, non amo molto la versione "gommosa", necessita dunque, di numerose prove per trovare una soluzione "soddisfacente",  farlo da sé ci garantisce di trovare il giusto rapporto tra pasta di torrone e frutta secca.. e ci regala lo stupore e la meraviglia di creare a partire da due soli ingredienti, albume e zucchero, un dolce meraviglioso. Una vera e propria magia.



Baci Golosi
"L'ammore passa ma a famma resta!"
(Siani)

100g latte di cocco concentrato
100g cioccolato bianco
35g cocco disidratato

cuore di gianduia 

copertura al latte e
decorazione con granella di nocciola

preparare una ganche con cioccolato bianco e latte di cocco, fare intiepidire poi aggiungere la granella di cocco e non appena il mix sia completamente freddo passare al mixer fino a raggiungere una consistenza cremosa e ben amalgamata.
Porre in frigo e lasciare raffreddare per 3-4 ore.
Trascorso questo tempo dividere l'impasto in palline della grandezza di una nocciola e incidere con l'indice un incavo nel centro, tale da consentire l'inserimento del ripieno.

Per il ripieno ho preparato una gianduia home made con pari quantità di nocciole tostate e cioccolato al latte. La cosa fondamentale per questa preparazione è lo strumento utilizzato per tritare le nocciole, che devono ridursi in pasta, e non risultare granulose.
Tostare le nocciole in forno, quando risultano fredde porre nel mixer e frullare fino ad ottenere una pasta oleosa, aggiungere a questo punto pari peso di cioccolato al latte e frullare fino ad ottenere una crema scura..tipo nutella...inutile dire che è una goduria, e che rischiate di mangiarlo a cucchiaiate, 
invece, invasettate e lasciate riposare fino a che non solidifica.
Per utilizzarlo come ripieno dei cioccolatini, potete dividere questa pasta in palline grandi quanto una nocciolina e lasciare solidificare in frigo. Andranno poi inserite nella pasta di cocco e ne costituiranno il cuore.

Glassare infine con il cioccolato al latte e decorare con granella di nocciole.

Autopsia dei cioccolatini ;)

Per la glassatura:

500g cioccolato fondente
500g cioccolato latte
500g cioccolato bianco
 queste le dosi preparate per la copertura dei baci, anche se non la utilizzerete del tutto è una dose comoda da maneggiare per non disperarsi e perdere la pazienza.
La rimanenza potrà essere utilizzata successivamente.

per altre info utili sul cioccolato rimando alle utilissime info di Annarita, a questo mio post di qualche anno fa e al sito MTC, in cui si condensa sempre passione e tecnica.





martedì 27 gennaio 2015

Canederli a Foglia (verde)

 Kamasutra gastronomico episode 2

Nonostante il nome del mio blog, ammetto di essere parecchio ignorante in fatto di kamasutra, e questa seconda ricetta si è rivelata  l'occasione buona per dare una sbirciatina al libro più conosciuto e interpellato per le questioni  relative alla conservazione della specie umana :)
Ho così scoperto che questo trattato di origine indiana è suddiviso in 7 sezioni, 
che prendono in considerazione molti aspetti della relazione tra uomo e donna, 
oltre a esplicitare nel dettaglio i modi in cui la passione può farsi forma e per cui è diventato il riferimento assoluto in materia. 

Un'aspetto però mi ha molto sorpreso e cioè che il sesso, all'interno di tale filosofia, 
è considerato solo una parte per il raggiungimento del benessere globale dell'individuo, esattamente come un 'altro bisogno vitale, il cibo. 

Sull'onda del giochino dell'altra volta, va in onda l'episodio 2 della saga di mia invenzione e a cui gioco da sola "abbina una ricetta ad una posizione" e  stavolta l'argomento è più "difficile", 
più difficile è la preparazione di questo canederlo, più complesso è l'abbinamento di gusti...ma si sa, più si fatica per ottenere qualcosa, più si è soddisfatti del risultato...così ho ragionato anche per l'altra questione di soddisfazione e così l'abbinamento per questa posizione ricetta è una posizione da contorsionisti, un groviglio di braccia e gambe che nemmeno la dea Kali sarebbe capace, 
ovvero la foglia
e se siete curiosi di sapere ... 
andatevela a cercare!


Per la preparazione dei canederli e per l'esaustiva disamina di tutte le posizioni...ehm forme che possono assumere è assolutamente necessaria una sbirciatina da Monica e sul blog MTC,
 dove troverete tutta l'enciclopedia del canederlo...

Canederli a Foglia (verde) ... 

300g pane raffermo 
(miglior tipo per questo tipo di preparazioni, polpette e altro è di tipo “mollicoso”)
200g latte
2 uova
1 tuorlo piccolo x ogni canederlo
100g spinaci cotti
100g parmigiano
sale,pepe qb 

Preparare gli spinaci, che utilizzerete in due modi, sia sminuzzati nell'impasto, che in complemento al brodo.
( la preparazione è descritta in fondo al post )

Mentre gli spinaci cuociono preparate i canederli: privare il pane della crosta, tagliare a cubetti la mollica e bagnare con il mix di latte uova e ingredienti qb, lasciare assorbire il liquido per una mezz’ora in frigo, poi riprendere, e impastare con gli spinaci stufati e sminuzzati e il parmigiano, mettete in stand by fino al momento di procedere con il ripieno di tuorlo.
Bagnarsi leggermente le mani e prelevare una quantità di impasto sufficiente a formare un dischetto di pasta di circa 8 cm di diametro per 3-4mm di spessore, appiattire con le mani e posizionare al centro un tuorlo, richiudere delicatamente formando in cima un piccolo tuppo che poi eliminerete a mano. Procedere fino ad esaurimento palline :) considerando un solo canederlo a porzione.
Considerazioni: a mio parere i canederli risultano poco “spinaciosi” e forse un po' troppo compatti…ipotizzando una modifica sostituirei i liquidi con 120g di centrifugato di spinaci e 60-80g di ricotta, lasciando inalterato il resto e qualora risultasse un po' liquido l’impasto aumenterei un po' il parmigiano…visto che l’insieme di uova, spinaci e parmigiano… è la morte sua :)
Cuocere in brodo, per 3-4 minuti, sono pronti quando salgono a galla.



per il brodo
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 crosta di parmigiano
un mazzetto di spinaci
qualche pomodoro rosso
grani di pepe
sale

lavare, mondare e fare a pezzi le verdure, coprire con acqua fredda e mettere sul fuoco, fare sobbollire per 45 min, aggiungere gli spinaci a fine cottura (5-10 min di bollitura sono più che sufficienti, in questo modo eviterete di maltrattare troppo la delicatezza delle foglie) filtrare e fare ridurre a piacere…non ci serve mica il dado star????


per complemento :
spinaci stufati con aglio, poco burro e un pizzico di pepe sale e peperoncino
patate a spicchi
chips di aglio
conservare anche qualche foglia di spinaci crudi da inserire come guarnizione del piatto

che rottura pulire gli spinaci… è una delle cose che non possiamo delegare, o forse sì, alla findus magari, però il risultato non sarebbe lo stesso, pazientiamoci, e laviamo, sfrondiamo, laviamo, mettiamo a bagno, sgoccioliamo e buttiamoli nel wok…con le solite cose, olio, sale pepe, un pizzichino di peperoncino,e quando si asciugano un pochino di burro. Conserviamoli fino al momento dell’utilizzo.

 Le patate sono state lavate, pelate e tagliate a spicchi, cotte al wok e rosolate su ogni lato.

Per le chips di aglio: affettate gli spicchi con un pelapatate, e deponete le fettine un una ciotola, coprite con acqua bollente e poi scolate.Asciugate per bene e friggete in olio profondo finché non risulta dorato e croccante.


Quando tutti gli elementi sono pronti procedere con l'assemblaggio del piatto:
posizionare i complementi sul fondo:
 alcuni spicchi di patate e ciuffi di spinaci sia cotti che crudi, completare con le chips di aglio,
 e per ultimo un solo canederlo a commensale con poco del suo brodo.


Questi canederli mi piacciono talmente tanto...e pure il pensiero che mi hanno ispirato, 
che quasi quasi stasera faccio una combo, per cena e dopocena!
 ;)






sabato 17 gennaio 2015

Canederli alla Missionario

Prima ricetta dell'anno,
 e come spesso mi accade in questi mesi si tratta dell'unica ricetta del mese...
 guarda caso...è la ricetta per partecipare all'MTC,
come dire, non sto più nei tempi e nei modi delle necessità del webfood, 
ma a questo divertimento non ci rinuncio...
Questo inizio 2015 è very slow, per la scelta della ricetta, 
tratta a pieno dalla tradizione gastronomica italiana, 
e per le regole del gioco, insolitamente free. 
Qui trovate i riferimenti della bravissima Monica,
 con tutte le notizie necessarie e sufficienti per la riuscita dei canederli perfetti.


Canederli alla Missionario

300g mollica di Pane raffermo 
(la tipologia perfetta per questo tipo di riciclo è raffigurata in foto, 
ovvero pane con mollica alta e spugnosa)
200g Acqua di mozzarella
 175g mozzarella di bufala e provola
2uova
40g parmigiano
pepe
sale
un pizzico di peperoncino


recuperare la mollica di pane raffermo, tagliarla a cubetti e metterla a bagno nell'acqua di mozzarella di bufala mescolata alle uova.  Grattugiare la mozzarella e la provola con una grattugia a fori grossi ( ho provato con i pezzettini ma il risultato non mi ha completamente soddisfatto, penso che grattugiando il tutto la resa sia migliore ) e fare riposare, preparare l'impasto dei canederli e fare riposare in frigo per 30 minuti, così da compattarsi. Prima di cucocerli fare una prova di resistenza dell'impasto e qualora non fosse della giusta consistenza correggere con altra mollica di pane bagnata e ben(issimo) strizzata . Comporre le palline e lasciare in frigo fino al momento di utilizzare. 
Cuocere per 3-4 minuti in brodo e servire.




friarielli

Lavate e pulite i friarielli, cuocete in padella con olio moderato, abbondante aglio e peperoncino e un pizzico di sale. Fate stufare col coperchio finchè non risultano morbidi alla prova forchetta, come nella migliore tradizione napoletana.
Conservate per la finitura del piatto e come accompagnamento al secondo.


Per il brodo:

1 osso di bovino
mezza verza
1 costa sedano
1 carota 
1 cipolla
1patata
3-4 pomodori rossi
sale
grani di pepe
1 foglia di alloro
una o due braciole condite con un pezzo di scalogno e foglie di prezzemolo

fate rosolare le braciole e le ossa di bovino con poco olio nella pentola in cui sarà preparato il brodo,
lavate, mondate e tagliate a cubetti le verdure, appena terminata la rosolatura della carne coprire con le verdure, porre il coperchio e lasciarle stufare per circa 15 minuti, senza aggiungere acqua.
Trascorso questo tempo coprire con acqua calda le verdure fino ad 1 cm dalla loro superficie. 
Fate sobbollire per 45 min.
Filtrare il brodo e lasciarlo ridurre a piacere a fuoco basso.
Eliminate le ossa e la carne, che conserverete come secondo.
Con le verdure preparare un passato aggiustando di sale pepe ed eventuale parmigiano. 
In seguito, nella composizione del piatto ho disposto tale crema sul fondo, come ulteriore condimento per i canederli in brodo.



Al momento di servire cuocete in brodo i canederli, saranno sufficiente 3-4 min, il brodo deve sobbollire per evitare di sfaldare queste delicate polpettine di pane, quando sono cotti salgono a galla. 
Disponete un fondo di crema di verza, e versate in cima 3-4 canederli a persona insieme al loro brodo, completate con pochi friarielli e abbondante pepe o peperoncino.



Questo mese invece di lanciarmi in ricette azzardate per composizione e abbinamento, e fare inorridire subito i partecipanti a questa sempre più appassionante gara di cucina, ho deciso di partire con calma e di modificare "alla napoletana" la ricetta originale proposta da Monica, in "slow play" perfetto per la proposta "slow food", così mi è venuto quasi naturale abbinare il mio kamasutra gastronomico (vedi ricettario) ad una posizione "classica", come dire... "di base" ...  di facile preparazione e di semplice reperibilità degli ingredienti... proprio come la più nota e praticata posizione di un altro ricettario...della natura umana in questo caso, come dire, parto dalle basi stavolta ;)



Auguro un felice 2015 a tutta la community MTC! 






domenica 23 novembre 2014

Lolita's Muffins




Al piano di sotto la porta a zanzariera sbatté. Lo? Fuggita?
Dalla finestra sulle scale vidi un piccolo fantasma impetuoso che scivolava tra i cespugli; un puntolino argenteo nel buio – il mozzo di una ruota di bicicletta si mosse, rabbrividì, e Lolita era scomparsa.
Proprio quella notte la macchina si trovava in città, nel garage di un meccanico. Non avevo alternative: dovevo inseguire l'alata fuggitiva a piedi. Ancora adesso, dopo che più di tre anni sono lievitati e rotolati via, non riesco a figurarmi quella strada di una notte primaverile, quella strada già così fronzuta, senza un brivido di panico. Davanti alla sua veranda illuminata la signorina Lester stava portando a spasso il bassotto idropico della signorina Fabian. Per poco il signor Hyde non lo investì. Tre passi normali, tre di corsa. Una pioggia tiepida cominciò a tamburellare sulle foglie dei castagni. All'angolo successivo, premendo Lolita contro una ringhiera di metallo, un giovane sfocato stringeva e baciava... no, non lei, sbagliato. Con gli artigli ancora formicolanti continuai a correre. Circa settecento metri a est del numero quattordici, Thayer Street va a impigliarsi in una viuzza privata e una strada trasversale; quest'ultima conduce alla città vera e propria; davanti al primo drugstore vidi – con quale melodia di sollievo! – la bella bicicletta di Lo che la aspettava. Spinsi invece di tirare, tirai, spinsi, tirai ed entrai. Attenzione! A una decina di passi di distanza Lolita, attraverso il vetro di una cabina del telefono (il dio della membrana è sempre con noi), la mano a coppa, china sul microfono con aria confidenziale, mi vide, strinse gli occhi, mi voltò le spalle con il suo tesoro, riattaccò in fretta e furia e uscì con aria baldanzosa.
«Stavo cercando di chiamarti» disse tutta allegra. «Ho preso una grande decisione. Ma prima offrimi qualcosa da bere, papà».
Guardò la ragazza del bar, svogliata e pallida, che riempiva il bicchiere di ghiaccio, ci aggiungeva la coca-cola, poi lo sciroppo di ciliegia – e il mio cuore scoppiava di mal d'amore. Quel polso infantile. La mia bellissima bambina. Ha una bambina bellissima, signor Humbert. La guardiamo sempre quando passa. Il signor Pim guardò Pippa che succhiava l'intruglio.
J'ai toujours admiré l'oeuvre ormonde du sublime Dublinois. E intanto la pioggia era diventata uno scroscio voluttuoso.
«Senti,» disse avanzando accanto a me in bicicletta, un piede che raspava il marciapiede lucente e oscuro «senti, ho preso una decisione. Voglio lasciare la scuola. La odio, quella scuola. Odio anche la commedia, davvero! Non voglio tornarci più. Ne troveremo un'altra. Andiamo via subito. Partiamo di nuovo per un lungo viaggio. Ma stavolta andiamo dove voglio io, vero?».
Annuii. Lolita mia.
«Scelgo io? C'est entendu?» mi chiese ondeggiando un po' accanto a me. Parlava in francese solo quando era una ragazzina molto ubbidiente.
«D'accordo. Entendu. E adesso oplà, Lenore, o ti inzupperai tutta». (Una tempesta di singhiozzi mi riempiva il petto).
Lei scoprì i denti e con quel suo adorabile fare da scolaretta si protese in avanti e partì di corsa, passerotto mio.
La mano ben curata della signorina Lester teneva aperta la porta della veranda a un vecchio cane dondolante qui prenait son temps.
Lolita mi aspettava vicino alla betulla spettrale.
«Sono fradicia» dichiarò a pieni polmoni «Sei contento? Al diavolo la commedia! Capito?».
L'artiglio di una strega invisibile abbassò di scatto la finestra di un primo piano.
Nel nostro ingresso, scintillante di luci accoglienti, la mia Lolita si tolse il maglione, scosse i capelli ingemmati, mi tese due braccia nude, sollevò un ginocchio:
«Portami in braccio, per piacere. Stasera mi sento romantica».
Forse al fisiologo interesserà sapere, a questo punto, che ho la capacità – caso singolarissimo, presumo – di versare torrenti di lacrime durante tutta l'altra tempesta. 

Vladimir Nabokov, "Lolita"



Cherry Coke Muffin con glassa al Cocco
Per i muffin 
200g coca cola
200g burro
250g farina 00
2 uova 
150 g latte
8 g lievito chimico
 (o un blend di cremor tartaro e bicarbonato)
250g ciliegie cotte al sole

Per i muffin seguire le indicazioni di Francesca del blog burro e zucchero, che ci regala una descrizione minuziosa sulla preparazione della ricetta perfetta ed evitare gli errori in cui si può cadere nel passaggio tra il dire e il fare...

Questa ricetta è tratta dallo spettacolare libro di Cox e Lanlard: "Cox, Cookies and Cakes" . A mio avviso però risulta un po' sbilanciata nei liquidi e la coca cola non è molto intensa al gusto, per cui qui riporto la ricetta modificata:

250g farina
175g coca cola
50g sciroppo di guaranà
150g burro
100g latte
2 uova
1 cucchiaio di cacao
8g lievito chimico

Separare gli ingredienti secchi dai liquidi.
Sciogliere il burro con la coca cola, che grazie al calore caramellerà un pochino. Fare raffreddare e aggiungere il guaranà. Mescolare alla farina e infine aggiungere latte e uova. L'impasto deve rimanere un po' grumoso, quindi non esagerare con il mescolare, e non utilizzare lo sbattitore. L'uso del guaranà consente di intensificare il gusto della coca cola...l'avete mai provato? lo sciroppo si trova da altro mercato, la bottega equa e solidale, una volta assaggiato son sicura che non avrete più dubbi su quale sia l'ingrediente segreto della coca cola :)

Disporre l'impasto nei pirottini e completare con 2-3 ciliegie cotte al sole, mettere in forno a 180° per 25-30 minuti.

Per la glassa:

50g panna da montare
100g latte di cocco concentrato
35 g zucchero a velo

tenere tutti gli ingredienti in frigo fino al momento dell'utilizzo, cominciare col montare la panna e aggiungere gli altri ingredienti in successione, finché la glassa non prende la consistenza di una panna spessa e densa.

Dalla foto sembra che questa glassa sia troppo liquida, ma l'effetto è dovuto alla fretta che avevo per fare le foto, lasciandoli riposare un po' si solidifica perfettamente e non cola giù dal muffin.
Utilizzare la glassa quando i muffin sono freddi e decorare con granella di ciliegie disidratate, o eventualmente in polvere.


Lolita, da personaggio letterario ha preso forma nella vita di tutti come il simbolo, l'emblema, di una categoria di adolescenti che precedentemente al libro non esisteva, le "ninfette" come ama descriverle il pervertito personaggio protagonista del libro. Bisogna riconoscere all'autore che grazie alla eleganza estetica della prosa adoperata ha reso sopportabile, e fin troppo affascinante, la vicenda dell'anziano professore "innamorato" della giovane Dolores.
 La storia prende l'avvio con i sogni allucinati del protagonista, che diventano improvvisamente realtà. 
E solo in rari momenti della vicenda HH troverà il coraggio di pensare alle conseguenze che il suo comportamento provoca nella giovane compagna. L'abitudine egoistica e irresistibile a fare il proprio comodo, trovando giustificazione nella facilità di corruzione della propria vittima bambina, è la caratteristica ricorrente di una persona che usiamo definire mostro, e che oltre l' esercizio di stile, il fascino e la malizia che alcune adolescenti definite "precoci" mostrano, trattasi di bruta pedofilia. Non è mia intenzione giudicare il valore letterario dell'opera, che è diventato un simbolo rappresentativo delle fantasie di tutti, e scritto con superba capacità narrativa senza mai scadere nella volgarità, ma rappresenta l'occasione per sottolineare alcune storie "moderne" che sono venute fuori di recente nella cronaca mondiale, ad esempio questo caso qui, e questo, in cui persone di potere hanno avuto l'opportunità di approfittare di centinaia di vittime grazie alla protezione di chi invece avrebbe dovuto prendere le parti dei più indifesi.

Ormai ragazze non riesco più ad essere leggera! finisce che vi appioppo sempre qualche gippone moralista...abbiate pazienza ;)

Per quelle sante dell' MTC!


domenica 28 settembre 2014

Riso di Halloween


Finalmente ricomincia l'MTC.. e mica con una qualsiasi, ricomincia con Acquaviva,
 blogger giappoetica, enciclopedia di culicultura, cuoca con l'anima,
in grado di affascinare prima che convincere con le sue preparazioni,
è impossibile non farsi cogliere dal complesso di inferiorità ogni volta che si passa dal suo blog, 
e porsi domande esistenziali come : 
chi sono io?
perché ho un blog?
la risposta spesso e volentieri è: 
perché pui imparare (anche) da lei.

Questo mese Acquaviva ha proposto non una ricetta ma un'ingrediente : il riso, 
alimento che amo e che cucino molto spesso, con cottura "ad assorbimento".
Questa volta ho provato la cottura pilaf, e ho scelto un'ingrediente invernale: la zucca,  
 ( mi sono portata avanti su Halloween )
involontariamente ho prodotto una ricetta vegana, ma i miscredenti carnivori possono adattare senza problemi con salumi e formaggi una versione più golosa.
Questa qui è molto fresca..



Ho deciso di cucinare il riso pilaf, 
come suggerisce Acquaviva
seguendo tutte le fasi da lei indicate, 



Ingredienti:
1 zucca piccola (1kg circa)
100g di riso parboiled
250 ml brodo preparato con:
400 ml di acqua, buccia e torsolo di mela, foglie esterne di cipolla, alloro, grani di pepe, foglie di sedano, parti di recupero di carote, sale.
mezza cipolla
1 mela annurca
1 cucchiaio di limone
olio evo
sale, pepe, peperoncino, stecca di cannella mandorle a lamelle


Porre il riso in una bacinella con acqua fresca per una mezz'ora.
Tagliare la calotta alla zucca, pulire e svuotarla il più possibile a crudo, aiutandosi con uno strumento idoneo ( per me un cucchiaio ). 
Pulire una mela conservando la buccia e il torsolo, tagliare la polpa a cubetti e bagnare con poco limone ( un cucchiaio circa ) tenere da parte.
Avviare il brodo a freddo con gli ingredienti indicati, cuocere nel brodo la zucca svuotata e al suo coperchio.
Quando il brodo è pronto (20-30 minuti) filtrare e recuperare la zucca, porre in acqua fredda,
 scavare ulteriormente la polpa e tenere da parte.
Intanto preparare il condimento:
scaldare in una padella con il fondo spesso il pepe macinato, appena sentite il profumo che emana versate un fondo di olio, la cipolla tritata e il peperoncino. Lasciate cuocere finché la cipolla non diventa trasparente.
Aggiungere la zucca cruda a cubetti e cuocere a fiamma vivace per 4-5 min, aggiungere poi i cubetti di mela, e cuocere per altri 3-4 min. Aggiungere il riso e per ultima la polpa precotta di zucca. Cuocere per 5 min, poi coprire con il brodo. Portare ad ebollizione e trasferire nella calotta della zucca lessata. A questo punto infilare nel contenitore anche una o due stecche di cannella, facendole fuoriuscire dalla superficie ( così da consentirne l'eliminazione con facilità )
Finire in forno per 20 min, o finché risulta completamente asciutto.
Aggiungere sulla superficie granella di nocciole o mandorle a lamelle con poco olio, accendere il grill e tostare per pochi minuti.


Et voilà!

Per la MTC fashion competition!

venerdì 25 luglio 2014

Insalata Esqueixada de Bacalao


Insalate cibo d'estate,
io le mangio tutto l'anno, e preferisco versioni totalmente vegetali,
questa insalata è un'insieme ricco e gustoso di ingredienti che costituiscono un piatto unico, 
ma in Spagna viene servita come antipasto.
E' costituita da baccalà crudo, pomodori, olive nere, cipolla e peperoni.


per 4 persone:

500g baccalà
2 pomodori rossi
1 cipolla
1 peperone verde
4 cucchiai di olive nere
olio extra vergine di oliva qb

Facoltativo :

qualche cucchiaio di ceci


Tagliare in pezzi il baccalà e deporlo in un contenitore pieno di acqua fredda, cambiare l'acqua ogni ora per 3-4 volte (oppure non appena lo si ricorda).
Quando il baccalà è ben sciacquato dal sale di conservazione sfogliarlo con le mani e preparare il resto degli ingredienti:
tagliare in piccoli pezzi il pomodoro, la cipolla e il peperone, denocciolare le olive e deporre il tutto in una capace ciotola, irrorando con abbondante olio evo e sale. 
Completare con il baccalà crudo e qualche cucchiaio di ceci 
( a Barcellona l'ho mangiata così e mi è piaciuta )
A completare il piatto una cialda di pelle di baccalà essiccata in forno :)


Da "Barcelona" gastronomia y cocina 

giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello

INSALATA DA TIFFANY


E' nuovo libro a cura di Alassandra Gennaro che raccoglie le ricette delle sfide della MTChallenge, 
il tema di questo libro è l'insalata intesa non come piatto per caprette ma come piatto nobile in grado di esaltare il gusto di tutti gli elementi semplici che la compongono, valorizzati da salse ed emulsioni e dagli accompagnamenti giusti.
Come tale in grado di rappresentare un piatto unico di tutto rispetto.
Vista la stagione, siamo in piena estate e il desiderio di freschezza aumenta, approfitterei di questa occasione per approfondire una preparazione solitamente bistrattata come le insalate e stupire amici e familiari con insalate gustose e dal risvolto inaspettato.
Anche perché acquistando il libro:


Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


Potete ordire il libro su internet, ma da oggi sarà disponibile anche nelle librerie
 :)


Qui potrete trovare un po' di info utili:





Io vado a prenotare le mie copie :)

sabato 14 giugno 2014

Dolce Piada


Cucina Vegana volume due:
sempre per il discorso affrontato con la precedente piadina, cercare nuove soluzioni per far fronte a sopraggiunte esigenze, di natura culinaria e non, volontariamente e più spesso controvoglia, 
ci spinge ad usare il cervello.
E questa volta il difficile è stato pensare alla costruzione di un gelato senza derivati del latte, semplice direte voi, basta usare la frutta e preparare un sorbetto, approfittando dei frutti dell'estate...
ma io non volevo un sorbetto, volevo un gelato.
Cremoso e vellutato, dalla consistenza grassa, 
pensa che ti ripensa, ho deciso di usare il concentrato di cocco, e l'inulina, come fattore di consistenza.


Piadina con sorbetto al cocco,
cioccolato fondente e finitura di frutta fresca. 

Ingredienti per circa 10 tacos di 12 cm di diametro:

 100g di choco fondente
2-3 cucchiai di farina di cocco
1-2 cucchiai di mandorle tostate

Sorbetto vegano al latte di cocco concentrato

Frutta fresca:
fragole, ciliegie, albicocche, kiwi, banana.

per la piadina ho tenuto l'impasto vegano preparato con il latte di mandorla e il burro di cocco,
e già proposto per la prima piadina.

Ho seguito una preparazione diversa, perché volevo ottenere dei dischi di piccole dimensioni e perfettamente rotondi, per cui dopo aver steso l'impasto come al solito, forse un filino più sottile per un risultato migliore, l'ho adagiato sulla padella e, mentre in cottura, con il coppapasta ho inciso la forma sulla piada, e continuato a cuocere su entrambi i lati. Tolta dal fuoco, ho tagliato l'eccesso di pasta e ricavato le sfoglie della misura desiderata dove avevo impresso la forma con il coppapasta. Ho seguito questo metodo perché la sfoglia stesa in cottura si sformava leggermente assumendo una forma ellittica.
Fuori da fuoco, ho spennellato le sfoglie con il choco fondente fuso, spolverato con un po' di farina di cocco tostata e pezzi di mandorle. Appena si sono raffreddate leggermente, le ho disposte su di un rotolo rivestito di carta antiaderente (usato un rotolino di carta pellicola finito) per fargli assumere la forma di un taco. E conservate in congelatore fino al momento dell'utilizzo.


Sorbetto al cocco:

400ml concentrato di cocco
100g zucchero
20g inulina
20g burro di cocco
ho semplicemente versato nello stesso contenitore tutti gli ingredienti e fatti scaldare sul fuoco per sciogliere lo zucchero.
Fatto raffreddare e posto in un contenitore in freezer, rimestando per 3-4 volte a distanza di un'ora.
Prima del riposo in freezer, quando la miscela è ben fredda, montate il tutto con le fruste, ci vorrà un po' ma piano piano il composto monta fino ad assumere la consistenza della panna fresca, non solidissima, ma più cremosa. Poi riponete in freezer.

Quando sono pronte sia le sfoglie di piadina che il sorbetto, 
potete farcire i taco col gelato e conservare in freezer fino al consumo, e decorare con la frutta o con altro quando li mangiate.


Note:
La preparazione è impegnativa, per imbarcarvi in questa impresa ritagliatevi un pomeriggio e conservate la tranquillità, ne avrete bisogno quando tra le piadine in cottura il cioccolato a fondere e la granella in padella invocherete la dea Kalì affinché vi regali un altro paio di mani...
Però se porterete a termine la preparazione la soddisfazione vi ripagherà ampiamente perché il tutto è ben bilanciato al gusto, il sorbetto non fa rimpiangere un vero gelato ed è stata una vera scoperta...alla fine io mi son chiesta come ho fatto a vivere finora senza l'abbinamento cocco e ciliegie insieme!





Non conventional Piadina


Oppure storia di come sia possibile cogliere l'occasione di preparare una piadina
per farsi delle serie pippe mentali.
Se anche voi come me amate complicarvi la vita per correre dietro a un'ossessione, e più che stare dietro al mondiale di calcio riuscite a malapena a stare al passo con i tarli della vostra mente, (eccezion fatta per i piadamondiali che in queste ore concorrono sulle pagine dell'MTblog!)
fermatevi un' attimo a leggere le mie paranoie vegane di questo periodo.

Affrontare un cambiamento nel proprio stile di vita, che sia in cucina, nella vita privata o semplicemente quando si capisce che la strada percorsa fino a quel momento non fa più per noi
inevitabilmente mette alla prova le nostre capacità di adattamento e risposta al cambiamento,
deciso e ricercato o più spesso subito.
Per quanto sia difficile, per quanto ci si opponga,
(non sempre siamo pronti, carichi e scattanti al via, anche se siamo consapevoli che cambiare alcune abitudini negative possa determinare un miglioramento del nostro benessere fisico e psicologico)
il cambiamento porta con sé una conseguenza positiva non prevista:
ci fa usare il cervello.

Questa piadina è proprio il frutto di uno scervellamento messo in atto per rendere una ricetta classica, completamente vegana e quindi niente strutto nell'impasto e niente carne o pesce nel ripieno...
e poi diciamoci la verità, usare una bella fetta di mortazza o di pancetta...
non mi avrebbe reso le cose troppo semplici?

Ringrazio Tiziana e la brigata dell' MTChallenge
di offrirmi sempre nuovi spunti per sfidare me stessa.


Per l'impasto della piadina:

500g farina 00
125g acqua
125g latte di mandorla
100g burro di cocco
15g lievito istantaneo
10g sale
1 pizzico di bicarbonato

Ho sostituito i derivati di origine animale con la stessa quantità di prodotti di origine vegetale, e lasciando inalterate le proporzioni della ricetta proposta da Tiziana.

Procedimento:
Disporre la farina a fontana, fare un buco al centro in cui versare gli elementi solidi e impastare aggiungendo acqua e latte un po' alla volta.
Riposare l'impasto per 48h in frigo (necessariamente vista la temperatura)

Cottura:
ritagliare delle palline di impasto ( a me sono venute circa 8 palline )
e stendere ad uno spessore di 2-3 mm
cuocere sulla padella ( io ne ho una senza bordi dal diametro di 32 )
 [o se volete fare prima usate due padelle insieme,
esperienza da provare almeno una volta nella vita :)]
calda ma non bollente e rigirarle quando la pasta è ancora bianca, leggermente dorata,
altrimenti si seccano e non riuscirete ad arrotolarle.


Tofu Marinato:

200g di tofu
3 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di acqua
1 peperoncino
1 spicchio di aglio

Affettare il tofu in pezzi spessi mezzo centimetro, e porli per almeno 30 minuti nella marinata di salsa di soia.
Disporli in una padella calda e cuocere da entrambi i lati finché non fanno una crosticina e risultano dorati.
Se desiderate, potete aggiungere un filo di olio extra-vergine di oliva a fine cottura.

Carote Agrodolci:

4 carote
1 cucchiaio di zucchero di palma
1 cucchiaio di aceto
1cucchiaio di salsa di soia

Lavare accuratamente le carote, poi tagliarle in piccoli pezzi e sottoporle al una breve precottura in pentola, solo con acqua, ne sono sufficienti due dita sul fondo della pentola, appena si ammorbidiscono e l'acqua evapora, aggiungere il condimento e finire la cottura finché non risulta totalmente assorbito.
Anche qui, olio evo facoltativo.


Hummus di ceci:

200g ceci precotti
1 cucchiaio di tahin
succo di mezzo limone
olio evo qb
sale
pepe
coriandolo in semi
polvere di curry
curcuma
1 spicchio di aglio
peperoncino

Date una spimerata alle spezie insieme a olio e limone prima di aggiungere i ceci, poi continuare a spimerare finché non si ottiene una consistenza liscia e vellutata.
Per la quantità di spezie bisogna regolarsi al gusto personale, attualmente, io ne utilizzo circa un cucchiaio in totale.
A volte la consistenza viene più moscia,  quando ciò accade aggiungo una mollica di pane nel mixer, che agisce come fattore di consistenza ma non intacca il gusto. 

Note:
L'impasto è riuscito perfettamente, grazie alle utilissime info di Tiziana, io ho modificato solo la quantità di lievito, in quanto ho usato una sola bustina per il doppio di impasto, e ho scelto il lungo riposo (48h) in frigo.
Per la cottura ci si deve fare un po' la mano, all'inizio le ho cotte troppo, e si sono seccate, poi ho capito che la padella deve essere calda ma non bollente e le piade vanno rigirate quando sono appena  dorate. Cmq anche la versione croccante è stata spazzolata in fretta, e utilizzata come un crostino come accompagnamento all'hummus.