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domenica 23 novembre 2014

Lolita's Muffins




Al piano di sotto la porta a zanzariera sbatté. Lo? Fuggita?
Dalla finestra sulle scale vidi un piccolo fantasma impetuoso che scivolava tra i cespugli; un puntolino argenteo nel buio – il mozzo di una ruota di bicicletta si mosse, rabbrividì, e Lolita era scomparsa.
Proprio quella notte la macchina si trovava in città, nel garage di un meccanico. Non avevo alternative: dovevo inseguire l'alata fuggitiva a piedi. Ancora adesso, dopo che più di tre anni sono lievitati e rotolati via, non riesco a figurarmi quella strada di una notte primaverile, quella strada già così fronzuta, senza un brivido di panico. Davanti alla sua veranda illuminata la signorina Lester stava portando a spasso il bassotto idropico della signorina Fabian. Per poco il signor Hyde non lo investì. Tre passi normali, tre di corsa. Una pioggia tiepida cominciò a tamburellare sulle foglie dei castagni. All'angolo successivo, premendo Lolita contro una ringhiera di metallo, un giovane sfocato stringeva e baciava... no, non lei, sbagliato. Con gli artigli ancora formicolanti continuai a correre. Circa settecento metri a est del numero quattordici, Thayer Street va a impigliarsi in una viuzza privata e una strada trasversale; quest'ultima conduce alla città vera e propria; davanti al primo drugstore vidi – con quale melodia di sollievo! – la bella bicicletta di Lo che la aspettava. Spinsi invece di tirare, tirai, spinsi, tirai ed entrai. Attenzione! A una decina di passi di distanza Lolita, attraverso il vetro di una cabina del telefono (il dio della membrana è sempre con noi), la mano a coppa, china sul microfono con aria confidenziale, mi vide, strinse gli occhi, mi voltò le spalle con il suo tesoro, riattaccò in fretta e furia e uscì con aria baldanzosa.
«Stavo cercando di chiamarti» disse tutta allegra. «Ho preso una grande decisione. Ma prima offrimi qualcosa da bere, papà».
Guardò la ragazza del bar, svogliata e pallida, che riempiva il bicchiere di ghiaccio, ci aggiungeva la coca-cola, poi lo sciroppo di ciliegia – e il mio cuore scoppiava di mal d'amore. Quel polso infantile. La mia bellissima bambina. Ha una bambina bellissima, signor Humbert. La guardiamo sempre quando passa. Il signor Pim guardò Pippa che succhiava l'intruglio.
J'ai toujours admiré l'oeuvre ormonde du sublime Dublinois. E intanto la pioggia era diventata uno scroscio voluttuoso.
«Senti,» disse avanzando accanto a me in bicicletta, un piede che raspava il marciapiede lucente e oscuro «senti, ho preso una decisione. Voglio lasciare la scuola. La odio, quella scuola. Odio anche la commedia, davvero! Non voglio tornarci più. Ne troveremo un'altra. Andiamo via subito. Partiamo di nuovo per un lungo viaggio. Ma stavolta andiamo dove voglio io, vero?».
Annuii. Lolita mia.
«Scelgo io? C'est entendu?» mi chiese ondeggiando un po' accanto a me. Parlava in francese solo quando era una ragazzina molto ubbidiente.
«D'accordo. Entendu. E adesso oplà, Lenore, o ti inzupperai tutta». (Una tempesta di singhiozzi mi riempiva il petto).
Lei scoprì i denti e con quel suo adorabile fare da scolaretta si protese in avanti e partì di corsa, passerotto mio.
La mano ben curata della signorina Lester teneva aperta la porta della veranda a un vecchio cane dondolante qui prenait son temps.
Lolita mi aspettava vicino alla betulla spettrale.
«Sono fradicia» dichiarò a pieni polmoni «Sei contento? Al diavolo la commedia! Capito?».
L'artiglio di una strega invisibile abbassò di scatto la finestra di un primo piano.
Nel nostro ingresso, scintillante di luci accoglienti, la mia Lolita si tolse il maglione, scosse i capelli ingemmati, mi tese due braccia nude, sollevò un ginocchio:
«Portami in braccio, per piacere. Stasera mi sento romantica».
Forse al fisiologo interesserà sapere, a questo punto, che ho la capacità – caso singolarissimo, presumo – di versare torrenti di lacrime durante tutta l'altra tempesta. 

Vladimir Nabokov, "Lolita"



Cherry Coke Muffin con glassa al Cocco
Per i muffin 
200g coca cola
200g burro
250g farina 00
2 uova 
150 g latte
8 g lievito chimico
 (o un blend di cremor tartaro e bicarbonato)
250g ciliegie cotte al sole

Per i muffin seguire le indicazioni di Francesca del blog burro e zucchero, che ci regala una descrizione minuziosa sulla preparazione della ricetta perfetta ed evitare gli errori in cui si può cadere nel passaggio tra il dire e il fare...

Questa ricetta è tratta dallo spettacolare libro di Cox e Lanlard: "Cox, Cookies and Cakes" . A mio avviso però risulta un po' sbilanciata nei liquidi e la coca cola non è molto intensa al gusto, per cui qui riporto la ricetta modificata:

250g farina
175g coca cola
50g sciroppo di guaranà
150g burro
100g latte
2 uova
1 cucchiaio di cacao
8g lievito chimico

Separare gli ingredienti secchi dai liquidi.
Sciogliere il burro con la coca cola, che grazie al calore caramellerà un pochino. Fare raffreddare e aggiungere il guaranà. Mescolare alla farina e infine aggiungere latte e uova. L'impasto deve rimanere un po' grumoso, quindi non esagerare con il mescolare, e non utilizzare lo sbattitore. L'uso del guaranà consente di intensificare il gusto della coca cola...l'avete mai provato? lo sciroppo si trova da altro mercato, la bottega equa e solidale, una volta assaggiato son sicura che non avrete più dubbi su quale sia l'ingrediente segreto della coca cola :)

Disporre l'impasto nei pirottini e completare con 2-3 ciliegie cotte al sole, mettere in forno a 180° per 25-30 minuti.

Per la glassa:

50g panna da montare
100g latte di cocco concentrato
35 g zucchero a velo

tenere tutti gli ingredienti in frigo fino al momento dell'utilizzo, cominciare col montare la panna e aggiungere gli altri ingredienti in successione, finché la glassa non prende la consistenza di una panna spessa e densa.

Dalla foto sembra che questa glassa sia troppo liquida, ma l'effetto è dovuto alla fretta che avevo per fare le foto, lasciandoli riposare un po' si solidifica perfettamente e non cola giù dal muffin.
Utilizzare la glassa quando i muffin sono freddi e decorare con granella di ciliegie disidratate, o eventualmente in polvere.


Lolita, da personaggio letterario ha preso forma nella vita di tutti come il simbolo, l'emblema, di una categoria di adolescenti che precedentemente al libro non esisteva, le "ninfette" come ama descriverle il pervertito personaggio protagonista del libro. Bisogna riconoscere all'autore che grazie alla eleganza estetica della prosa adoperata ha reso sopportabile, e fin troppo affascinante, la vicenda dell'anziano professore "innamorato" della giovane Dolores.
 La storia prende l'avvio con i sogni allucinati del protagonista, che diventano improvvisamente realtà. 
E solo in rari momenti della vicenda HH troverà il coraggio di pensare alle conseguenze che il suo comportamento provoca nella giovane compagna. L'abitudine egoistica e irresistibile a fare il proprio comodo, trovando giustificazione nella facilità di corruzione della propria vittima bambina, è la caratteristica ricorrente di una persona che usiamo definire mostro, e che oltre l' esercizio di stile, il fascino e la malizia che alcune adolescenti definite "precoci" mostrano, trattasi di bruta pedofilia. Non è mia intenzione giudicare il valore letterario dell'opera, che è diventato un simbolo rappresentativo delle fantasie di tutti, e scritto con superba capacità narrativa senza mai scadere nella volgarità, ma rappresenta l'occasione per sottolineare alcune storie "moderne" che sono venute fuori di recente nella cronaca mondiale, ad esempio questo caso qui, e questo, in cui persone di potere hanno avuto l'opportunità di approfittare di centinaia di vittime grazie alla protezione di chi invece avrebbe dovuto prendere le parti dei più indifesi.

Ormai ragazze non riesco più ad essere leggera! finisce che vi appioppo sempre qualche gippone moralista...abbiate pazienza ;)

Per quelle sante dell' MTC!


domenica 28 settembre 2014

Riso di Halloween


Finalmente ricomincia l'MTC.. e mica con una qualsiasi, ricomincia con Acquaviva,
 blogger giappoetica, enciclopedia di culicultura, cuoca con l'anima,
in grado di affascinare prima che convincere con le sue preparazioni,
è impossibile non farsi cogliere dal complesso di inferiorità ogni volta che si passa dal suo blog, 
e porsi domande esistenziali come : 
chi sono io?
perché ho un blog?
la risposta spesso e volentieri è: 
perché pui imparare (anche) da lei.

Questo mese Acquaviva ha proposto non una ricetta ma un'ingrediente : il riso, 
alimento che amo e che cucino molto spesso, con cottura "ad assorbimento".
Questa volta ho provato la cottura pilaf, e ho scelto un'ingrediente invernale: la zucca,  
 ( mi sono portata avanti su Halloween )
involontariamente ho prodotto una ricetta vegana, ma i miscredenti carnivori possono adattare senza problemi con salumi e formaggi una versione più golosa.
Questa qui è molto fresca..



Ho deciso di cucinare il riso pilaf, 
come suggerisce Acquaviva
seguendo tutte le fasi da lei indicate, 



Ingredienti:
1 zucca piccola (1kg circa)
100g di riso parboiled
250 ml brodo preparato con:
400 ml di acqua, buccia e torsolo di mela, foglie esterne di cipolla, alloro, grani di pepe, foglie di sedano, parti di recupero di carote, sale.
mezza cipolla
1 mela annurca
1 cucchiaio di limone
olio evo
sale, pepe, peperoncino, stecca di cannella mandorle a lamelle


Porre il riso in una bacinella con acqua fresca per una mezz'ora.
Tagliare la calotta alla zucca, pulire e svuotarla il più possibile a crudo, aiutandosi con uno strumento idoneo ( per me un cucchiaio ). 
Pulire una mela conservando la buccia e il torsolo, tagliare la polpa a cubetti e bagnare con poco limone ( un cucchiaio circa ) tenere da parte.
Avviare il brodo a freddo con gli ingredienti indicati, cuocere nel brodo la zucca svuotata e al suo coperchio.
Quando il brodo è pronto (20-30 minuti) filtrare e recuperare la zucca, porre in acqua fredda,
 scavare ulteriormente la polpa e tenere da parte.
Intanto preparare il condimento:
scaldare in una padella con il fondo spesso il pepe macinato, appena sentite il profumo che emana versate un fondo di olio, la cipolla tritata e il peperoncino. Lasciate cuocere finché la cipolla non diventa trasparente.
Aggiungere la zucca cruda a cubetti e cuocere a fiamma vivace per 4-5 min, aggiungere poi i cubetti di mela, e cuocere per altri 3-4 min. Aggiungere il riso e per ultima la polpa precotta di zucca. Cuocere per 5 min, poi coprire con il brodo. Portare ad ebollizione e trasferire nella calotta della zucca lessata. A questo punto infilare nel contenitore anche una o due stecche di cannella, facendole fuoriuscire dalla superficie ( così da consentirne l'eliminazione con facilità )
Finire in forno per 20 min, o finché risulta completamente asciutto.
Aggiungere sulla superficie granella di nocciole o mandorle a lamelle con poco olio, accendere il grill e tostare per pochi minuti.


Et voilà!

Per la MTC fashion competition!

venerdì 25 luglio 2014

Insalata Esqueixada de Bacalao


Insalate cibo d'estate,
io le mangio tutto l'anno, e preferisco versioni totalmente vegetali,
questa insalata è un'insieme ricco e gustoso di ingredienti che costituiscono un piatto unico, 
ma in Spagna viene servita come antipasto.
E' costituita da baccalà crudo, pomodori, olive nere, cipolla e peperoni.


per 4 persone:

500g baccalà
2 pomodori rossi
1 cipolla
1 peperone verde
4 cucchiai di olive nere
olio extra vergine di oliva qb

Facoltativo :

qualche cucchiaio di ceci


Tagliare in pezzi il baccalà e deporlo in un contenitore pieno di acqua fredda, cambiare l'acqua ogni ora per 3-4 volte (oppure non appena lo si ricorda).
Quando il baccalà è ben sciacquato dal sale di conservazione sfogliarlo con le mani e preparare il resto degli ingredienti:
tagliare in piccoli pezzi il pomodoro, la cipolla e il peperone, denocciolare le olive e deporre il tutto in una capace ciotola, irrorando con abbondante olio evo e sale. 
Completare con il baccalà crudo e qualche cucchiaio di ceci 
( a Barcellona l'ho mangiata così e mi è piaciuta )
A completare il piatto una cialda di pelle di baccalà essiccata in forno :)


Da "Barcelona" gastronomia y cocina 

giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello

INSALATA DA TIFFANY


E' nuovo libro a cura di Alassandra Gennaro che raccoglie le ricette delle sfide della MTChallenge, 
il tema di questo libro è l'insalata intesa non come piatto per caprette ma come piatto nobile in grado di esaltare il gusto di tutti gli elementi semplici che la compongono, valorizzati da salse ed emulsioni e dagli accompagnamenti giusti.
Come tale in grado di rappresentare un piatto unico di tutto rispetto.
Vista la stagione, siamo in piena estate e il desiderio di freschezza aumenta, approfitterei di questa occasione per approfondire una preparazione solitamente bistrattata come le insalate e stupire amici e familiari con insalate gustose e dal risvolto inaspettato.
Anche perché acquistando il libro:


Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


Potete ordire il libro su internet, ma da oggi sarà disponibile anche nelle librerie
 :)


Qui potrete trovare un po' di info utili:





Io vado a prenotare le mie copie :)

sabato 14 giugno 2014

Dolce Piada


Cucina Vegana volume due:
sempre per il discorso affrontato con la precedente piadina, cercare nuove soluzioni per far fronte a sopraggiunte esigenze, di natura culinaria e non, volontariamente e più spesso controvoglia, 
ci spinge ad usare il cervello.
E questa volta il difficile è stato pensare alla costruzione di un gelato senza derivati del latte, semplice direte voi, basta usare la frutta e preparare un sorbetto, approfittando dei frutti dell'estate...
ma io non volevo un sorbetto, volevo un gelato.
Cremoso e vellutato, dalla consistenza grassa, 
pensa che ti ripensa, ho deciso di usare il concentrato di cocco, e l'inulina, come fattore di consistenza.


Piadina con sorbetto al cocco,
cioccolato fondente e finitura di frutta fresca. 

Ingredienti per circa 10 tacos di 12 cm di diametro:

 100g di choco fondente
2-3 cucchiai di farina di cocco
1-2 cucchiai di mandorle tostate

Sorbetto vegano al latte di cocco concentrato

Frutta fresca:
fragole, ciliegie, albicocche, kiwi, banana.

per la piadina ho tenuto l'impasto vegano preparato con il latte di mandorla e il burro di cocco,
e già proposto per la prima piadina.

Ho seguito una preparazione diversa, perché volevo ottenere dei dischi di piccole dimensioni e perfettamente rotondi, per cui dopo aver steso l'impasto come al solito, forse un filino più sottile per un risultato migliore, l'ho adagiato sulla padella e, mentre in cottura, con il coppapasta ho inciso la forma sulla piada, e continuato a cuocere su entrambi i lati. Tolta dal fuoco, ho tagliato l'eccesso di pasta e ricavato le sfoglie della misura desiderata dove avevo impresso la forma con il coppapasta. Ho seguito questo metodo perché la sfoglia stesa in cottura si sformava leggermente assumendo una forma ellittica.
Fuori da fuoco, ho spennellato le sfoglie con il choco fondente fuso, spolverato con un po' di farina di cocco tostata e pezzi di mandorle. Appena si sono raffreddate leggermente, le ho disposte su di un rotolo rivestito di carta antiaderente (usato un rotolino di carta pellicola finito) per fargli assumere la forma di un taco. E conservate in congelatore fino al momento dell'utilizzo.


Sorbetto al cocco:

400ml concentrato di cocco
100g zucchero
20g inulina
20g burro di cocco
ho semplicemente versato nello stesso contenitore tutti gli ingredienti e fatti scaldare sul fuoco per sciogliere lo zucchero.
Fatto raffreddare e posto in un contenitore in freezer, rimestando per 3-4 volte a distanza di un'ora.
Prima del riposo in freezer, quando la miscela è ben fredda, montate il tutto con le fruste, ci vorrà un po' ma piano piano il composto monta fino ad assumere la consistenza della panna fresca, non solidissima, ma più cremosa. Poi riponete in freezer.

Quando sono pronte sia le sfoglie di piadina che il sorbetto, 
potete farcire i taco col gelato e conservare in freezer fino al consumo, e decorare con la frutta o con altro quando li mangiate.


Note:
La preparazione è impegnativa, per imbarcarvi in questa impresa ritagliatevi un pomeriggio e conservate la tranquillità, ne avrete bisogno quando tra le piadine in cottura il cioccolato a fondere e la granella in padella invocherete la dea Kalì affinché vi regali un altro paio di mani...
Però se porterete a termine la preparazione la soddisfazione vi ripagherà ampiamente perché il tutto è ben bilanciato al gusto, il sorbetto non fa rimpiangere un vero gelato ed è stata una vera scoperta...alla fine io mi son chiesta come ho fatto a vivere finora senza l'abbinamento cocco e ciliegie insieme!





Non conventional Piadina


Oppure storia di come sia possibile cogliere l'occasione di preparare una piadina
per farsi delle serie pippe mentali.
Se anche voi come me amate complicarvi la vita per correre dietro a un'ossessione, e più che stare dietro al mondiale di calcio riuscite a malapena a stare al passo con i tarli della vostra mente, (eccezion fatta per i piadamondiali che in queste ore concorrono sulle pagine dell'MTblog!)
fermatevi un' attimo a leggere le mie paranoie vegane di questo periodo.

Affrontare un cambiamento nel proprio stile di vita, che sia in cucina, nella vita privata o semplicemente quando si capisce che la strada percorsa fino a quel momento non fa più per noi
inevitabilmente mette alla prova le nostre capacità di adattamento e risposta al cambiamento,
deciso e ricercato o più spesso subito.
Per quanto sia difficile, per quanto ci si opponga,
(non sempre siamo pronti, carichi e scattanti al via, anche se siamo consapevoli che cambiare alcune abitudini negative possa determinare un miglioramento del nostro benessere fisico e psicologico)
il cambiamento porta con sé una conseguenza positiva non prevista:
ci fa usare il cervello.

Questa piadina è proprio il frutto di uno scervellamento messo in atto per rendere una ricetta classica, completamente vegana e quindi niente strutto nell'impasto e niente carne o pesce nel ripieno...
e poi diciamoci la verità, usare una bella fetta di mortazza o di pancetta...
non mi avrebbe reso le cose troppo semplici?

Ringrazio Tiziana e la brigata dell' MTChallenge
di offrirmi sempre nuovi spunti per sfidare me stessa.


Per l'impasto della piadina:

500g farina 00
125g acqua
125g latte di mandorla
100g burro di cocco
15g lievito istantaneo
10g sale
1 pizzico di bicarbonato

Ho sostituito i derivati di origine animale con la stessa quantità di prodotti di origine vegetale, e lasciando inalterate le proporzioni della ricetta proposta da Tiziana.

Procedimento:
Disporre la farina a fontana, fare un buco al centro in cui versare gli elementi solidi e impastare aggiungendo acqua e latte un po' alla volta.
Riposare l'impasto per 48h in frigo (necessariamente vista la temperatura)

Cottura:
ritagliare delle palline di impasto ( a me sono venute circa 8 palline )
e stendere ad uno spessore di 2-3 mm
cuocere sulla padella ( io ne ho una senza bordi dal diametro di 32 )
 [o se volete fare prima usate due padelle insieme,
esperienza da provare almeno una volta nella vita :)]
calda ma non bollente e rigirarle quando la pasta è ancora bianca, leggermente dorata,
altrimenti si seccano e non riuscirete ad arrotolarle.


Tofu Marinato:

200g di tofu
3 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di acqua
1 peperoncino
1 spicchio di aglio

Affettare il tofu in pezzi spessi mezzo centimetro, e porli per almeno 30 minuti nella marinata di salsa di soia.
Disporli in una padella calda e cuocere da entrambi i lati finché non fanno una crosticina e risultano dorati.
Se desiderate, potete aggiungere un filo di olio extra-vergine di oliva a fine cottura.

Carote Agrodolci:

4 carote
1 cucchiaio di zucchero di palma
1 cucchiaio di aceto
1cucchiaio di salsa di soia

Lavare accuratamente le carote, poi tagliarle in piccoli pezzi e sottoporle al una breve precottura in pentola, solo con acqua, ne sono sufficienti due dita sul fondo della pentola, appena si ammorbidiscono e l'acqua evapora, aggiungere il condimento e finire la cottura finché non risulta totalmente assorbito.
Anche qui, olio evo facoltativo.


Hummus di ceci:

200g ceci precotti
1 cucchiaio di tahin
succo di mezzo limone
olio evo qb
sale
pepe
coriandolo in semi
polvere di curry
curcuma
1 spicchio di aglio
peperoncino

Date una spimerata alle spezie insieme a olio e limone prima di aggiungere i ceci, poi continuare a spimerare finché non si ottiene una consistenza liscia e vellutata.
Per la quantità di spezie bisogna regolarsi al gusto personale, attualmente, io ne utilizzo circa un cucchiaio in totale.
A volte la consistenza viene più moscia,  quando ciò accade aggiungo una mollica di pane nel mixer, che agisce come fattore di consistenza ma non intacca il gusto. 

Note:
L'impasto è riuscito perfettamente, grazie alle utilissime info di Tiziana, io ho modificato solo la quantità di lievito, in quanto ho usato una sola bustina per il doppio di impasto, e ho scelto il lungo riposo (48h) in frigo.
Per la cottura ci si deve fare un po' la mano, all'inizio le ho cotte troppo, e si sono seccate, poi ho capito che la padella deve essere calda ma non bollente e le piade vanno rigirate quando sono appena  dorate. Cmq anche la versione croccante è stata spazzolata in fretta, e utilizzata come un crostino come accompagnamento all'hummus.



mercoledì 28 maggio 2014

Rainbow Babà


Questo mese per l'MTC finalmente sbarchiamo in Campania con uno dei dolci più rappresentativi di Napoli e che solo a pronunciarne il nome la bocca si riempie di morbido e dolce impasto:
U Babbà.

Big Babà con Golosotto allo Yogurt e Arcobaleno di Frutta


Per le indicazioni sulla preparazione del babà rimando alla ricetta di Antonietta, esaustiva e dal risultato assicurato:

Ingredienti
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
(io ho usato le nuove farine garofalo, una "0" con 13g di proteine e W360)
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino

Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.
Primo impasto


Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.

Secondo impasto


In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.


Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice  sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
Accendere il forno  a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa. 





Per il Golosotto allo Yogurt :

350 g di yogurt bianco cremoso
350 g di panna da montare 
70 g zucchero a velo
3 g di gelatina 

Tenere gli ingredienti in frigo fino al momento dell'utilizzo, i quali devono essere ben freddi,  condizione essenziale affinché la panna monti per bene senza fare scherzi.
Ammollare la gelatina in acqua fredda, montare la panna, e nel mentre fare scaldare 50 gr di yogurt tolti dal totale, strizzare e asciugare la gelatina ormai molle, e scioglierla insieme allo yogurt sul fuoco, senza riscaldarla troppo.
Mescolare lo zucchero a velo alla panna, e continuare a montare finché non raggiunge una consistenza densa ma leggermente morbida, mescolate velocemente lo yogurt scaldato con la gelatina alla parte restante, aggiungete poi la panna, facendo attenzione a non smontarla.
Conservare in frigorifero fino al momento di utilizzare il composto, ponendolo già all'interno di una sac a poche.


Per la bagna

1 lt di acqua
400 g di zucchero
1 limone
Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti.
Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.
Per i babà monoporzione il bagno sarà simile; dopo aver  versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata.

Finitura:

Frutta fresca, 
è proprio il caso di improvvisare visto che la bella stagione è finalmente alle porte e le cassette del fruttivendolo traboccano di frutti, profumi e colori.
Gelatina 

Avrei almeno altre mille cose da dire, sull'impasto, lo stampo, la bagna e sui fattori che rendono questo dolce buonissimo e non di semplice preparazione... ma purtroppo ho combinato un casino dei miei e ora mi trovo a scroccare la connessione, quindi non vorrei fare come cenerentola, anche perché con tutti questi babà la panza cresce e il principe azzurro se ne fune.







mercoledì 19 marzo 2014

CheeseCake


Una delle cose che trovo più divertenti quando sono ai fornelli è cercare di replicare preparazioni che solitamente si trovano già confezionate e impacchettate al supermercato, una di queste è la torta di formaggi, che si trova già assemblata nelle vetrine delle gastronomie più "posh" :)


Il tempo per costruirla è stato irrisorio, basta avere già pronti gli ingredienti necessari, che sono comunque pochi:

Tortina di Formaggi

per 5-6 persone

1 forma di brie rotonda da 125 g
100 g gorgonzola
40 g philadelphia o altro formaggio spalmabile

sale 
olio evo
pepe
miele
semi di lino, girasole e zucca
uvetta o altro per decorare.


Lavorare il formaggio cremoso con mezzo cucchiaino di miele, un pizzico di sale e pepe, e un cucchiaio di olio evo, se risulta poco lavorabile aggiungete poche gocce di latte,
 lasciare in frigo a riposare finchè non avrete composto la torta.


grattare con il coltello una parte delle muffe presenti sulla superficie del formaggio brie, basta appunto grattare superficialmente con il coltello, e non eliminare completamente la crosta, sia perchè ha una sfumatura di gusto più intensa, sia perchè non fa crollare la struttura della tortina.

Tagliare in tre fette della stessa dimensione l'intera forma, secondo la sezione orizzontale.

Lavorare brevemente con la forchetta il gorgonzola, per ammorbidirlo, 

comporre la tortina partendo dalla fetta con la crosta esterna di brie,
 spalmare il gorgonzola, in uno strato dello spessore della fetta di brie
montare sul gorgonzola la fetta centrale di brie
e poi ancora uno strato di gorgonzola e la fetta con crosta esterna di brie.

preparate un piattino con le decorazioni preferite: erbe, pepe, semi o granella di frutta secca

Prendete il formaggio cremoso dal frigo,
e spennellate la base della tortina con il formaggio cremoso, prima di continuare deponete il fondo di formaggio nella decorazione scelta, io per il fondo ho usato il pepe.

Continuate a spennellare la parte centrale della torretta di formaggi poi rotolatela nella granella di semi.

Non vi resta che decorare la cima, stendete uno strato alto circa mezzo cm di formaggio cremoso, senza particolari vezzi decorativi, basta che sia uniforme nello spessore, manca solo la vostra firma: un fiorellino di frutta secca, olive o altro per personalizzare il tutto!

et voilà!



martedì 25 febbraio 2014

Eppur mi son scordato di te...




Che c'azzecca.
Che c'azzecca lo strudel con Battisti, direte voi.
Eppure, per un gioco che Freud ha rivendicato come tecnica terapeutica chiamata "delle libere associazioni" dallo strudel sono arrivata a Battisti...
Tutta colpa del magma che ribolle nella mia testa in questo periodo,
ma all'MTC non ci rinuncio!
Se ci pensate bene lo strudel salato ha forma di un salame, e il mio è pure veg...
ci siete arrivate adesso? 
lo so che con questa associazione mi sono candidata come mente di supporto per scovare gli indizi di Alessandra...
ma come fate voi a non canticchiare...
"non piangere salame dai capelli verde rame...è solo un gioco..non era un fuoco!"



 Questa volta ho pensato ad una versione vegana un pò per gusto personale,
dato che non amo appesantire i miei pasti con eccessi di grassi di derivazione animale o altro,
un pò perchè mi sono trovata molto d'accordo con il discorso con cui Mari ha corredato la ricetta vincitrice. Lo sfruttamento animale, e forse più in generale lo spreco di risorse a cui siamo incessantemente incentivati prima o poi avrà delle conseguenze, che nell'immediato si traducono nella qualità estremamente bassa dei cibi che la maggior parte delle persone si ritrova nel piatto, inoltre non posso fare a meno di pensare e di interessarmi alle conseguenze a lungo termine che potrebbe avere un comportamento così irresponsabile verso le risorse di tutti. 
Io quando posso ci metto solo il minimo indispensabile dentro il mio piatto ;) 
Less is More.

Pasta strudel

150 g di farina
50g di acqua
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale 
1 cucchiaino raso di curcuma
non per il sapore ma per il colore

Ripieno 
1 patata grandicella
1 zucchina
1 carota
piselli freschi
1 pezzetto di aglio
prezzemolo
buccia di 1 limone
olio evo 
sale e pepe..to taste

Con ricotta di mandorle 

500 ml di latte di mandorla bio
succo di mezzo limone 

Fare sobbollire il latte di mandorle, 
è consigliabile comprarlo piuttosto che autoprodurlo per questa ricetta,
spegnere e versare il succo di limone, va bene anche l'aceto,
ma io preferivo avere l'aroma un limone che ricordasse la panna acida.
Attendere mezz'ora che si formino i fiocchi di latte di mandorle,
e con un mestolo forato raccoglierli e versarli in un colino coperto da una garza.
Lasciare che si separi il latticello dal caglio per alcune ore, 
poi è possibile sformare la vostra ricottina tutta naturale.
Che figata!



Bollire le patate con la buccia per circa mezz'ora. 
Fatele intiepidire poi sbucciatele e quando sono ancora calde schiacciatele nel modo preferito.
tritate finissimi aglio e prezzemolo, aggiungere alle patate, e condire con gli ingredienti rimasti.
Non essendoci ulteriori elementi ho mantecato per bene la purea di patate con l'olio extravergine di oliva per esaltarne il sapore.

fate bollire una pentola con l'acqua salata,
lavare e scorticare le verdure (ove necessario) poi tagliarle in cubetti di mezzo cm per lato, 
se le zucchine sono grandi eliminare la parte spugnosa interna.

Fatele bollire max per 5 minuti insieme o separatamente (io, separatamente)

Tirare la pasta dello strucolo con il matterello fino ad ottenere lo spessore si 2-3 mm.

Stendere le la purea di patate lasciando 2 cm di bordo libero. 
Fare uno strato fitto fitto di verdurine pressatele un pò nelle patate spingendo con le mani, 
condire con olio evo sale e pepe e arrotolare. 

Stringere per bene nel canovaccio e cuocere in acqua bollente per 25-30 minuti.


In seguito, se ne avanza un pò, 
tagliate delle fette spesse e imburrate una teglia con burro di cocco, 
le adagiate sulla teglia e le scaldate in forno fino a formare una crosticina croccante da entrambi i lati...
mmhmhmhmhmmmhhhhh




venerdì 14 febbraio 2014

A(r)mare Se Stessi

Nonostante tutte le precauzioni, 
i buoni propositi e le accortezze 
c'è sempre o qualcuno che rompe le palle.

Nonostante l'organizzazione maniacale
spesa per cercare di prevedere ogni possibile intervento
 esterno che si possa frapporre 
fra i propri interessi e lo svolgimento degli stessi,
c'è sempre qualche forza uguale e contraria
 che interviene per mandare a monte le cose...
non parlo di qualcosa in particolare,
ma dell'imprevedibile intervento umano che agisce come appiglio 
e scusa per impedire che le cose si compiano nella loro sperata forma. 
Cosa fare?

RESPIRO ZEN! 

....E RIPARTI DAL VIA

Queste in teoria le avrei cucinate per colui che amo.
Ma questa volta le dedico a me, 
basta cucinare per gli altri, 
familiari amici conoscenti e amori,
vi voglio bene, 
almeno quanto a volte vi prenderei a calci fino a quel paese.

( Cheesecake NY con glassa al cioccolato)

però sono sicura che dopo una un paio di queste, 
uno sforzo per superare le difficoltà, 
di qualunque cosa si tratti, sembrerà più leggero...
(a differenza della bilancia)

( Tortine Paradiso con crema Nocciola)

Buon San Valentino, 
con chiunque abbiate deciso di festeggiarlo,
(anche da soli con se stessi)





sabato 1 febbraio 2014

Il Bastone dell' Amore


Pretzel Sticks e Grissini
choco al latte
choco bianco
zucchero
decorazioni romantiche 
(perline di zucchero, coriandoli, farina di cocco, granella di frutta secca,
biscotti sbiciolati....)

Ricetta senza cottura, con poco sbattimento e con resa garantita!!!

L'unica cosa da preparare è il caramello, poi sciogliere il choco in due recipienti separati, e per ultimo preparare una vaschetta con le decorazioni.

Fondere lo zucchero in una pentola, 
io comincio il caramello con qualche cucchiaio di fruttosio, 
che fonde ad una T più bassa dello zucchero, 
poi quando è sciolto aggiungo strati sottili di zucchero e quando fonde aggiungo il resto.
Attente a non bruciare lo zucchero, il caramello deve rimanere chiaro.



Quando è pronto lo trasferisco in una tazza a bagnomaria e lo lascio al caldo per evitare che solidifichi.
Se andate comode con il recipiente in cui avete fuso lo zucchero non trasferite il caramello in tazza, ciò vi permette di mantenerlo alla T giusta per fare strati sottilissimi di glassa al caramello sui bastoncini.
Io però non lo trovo molto comodo, e preferisco utilizzare la tazza anche se lo strato di zucchero rimane più spesso.


Immergete gli stick e i grissini nel caramello, uno per volta, ruotando i bastoncini sul bordo della tazza per fare cadere il caramello in eccesso. Più sottile sarà lo strato migliore sarà il risultato. 
Deponeteli su di una teglia foderata con carta forno.
Sciogliete i due tipi di choco in contenitori separati, e se ve la sentite, utilizzate tutte le precauzioni del caso prima di utilizzarlo per coprire gli sticks..ovvero temperatelo, perchè il risultato sarà sicuramente migliore, oppure se proprio non avete la pazienza, usate il choco quando raggiunge temperatura 37-38°. Per semplificare la procedura, fondete solo la metà del choco da utilizzare, e quando è sciolto versate nella ciotola il resto del choco solido, così la T si abbasserà velocemente.
Toccate il choco con un dito, e se risulta freddo al tatto, ed è ancora sciolto, è la T giusta per l'utilizzo.
Immergete gli sticks precedentemente caramellati nel choco e deponeteli nella vaschetta con le decorazioni precedentemente preparate, facendo in modo che si attacchino per bene.
Fate solidificare su di una teglia foderata con carta forno...
e conservate in un barattolo chiuso o in bustine per alimenti.


Sono perfetti da regalare!