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sabato 31 marzo 2012

Rainbow French Toast con Dulce de Leche



Ricetta semplice e di sicura riuscita per l'appuntamento fisso del brunch il sabato o la domenica, il weekend va sempre celebrato, sia che si studi, sia che si lavori, per rilassarsi dopo una settimana di fatiche ^_^ e ripartire con la giusta carica.

Rainbow French Toast con Dulce de Leche

1 filoncino di pane bianco ( 12 fette di mezzo cm )
3 uova
2 albumi ( io li avevo in frigo, quando li ho, li utilizzo per allungare le frittate :)
250 ml latte
1 cucchiaio di zucchero
cannella ( quanto ve gusta )
burro

Frutta a piacere: 
Fragole
Kiwi
Banane
Prugne
Arance



Per il french toast classico, si procede tagliando una tasca tra due fette di pane in modo da poterci infilare una farcitura, nella versione dolce fragole o lamponi, in quella salata prosciutto e formaggio. Io ho tagliato fettine singole, perchè volevo farcirli dopo la cottura.

Dopo aver preparato il pane, bisogna immergerlo nell'impasto creato con tutti gli ingredienti tranne il burro, quando completamente inzuppato, va cotti in padella con un pezzetto di burro.
Io ho fatto una aggiunta extra di zucchero, dopo aver bagnato le fettine di pane le ho poggiate su di un vassoio su cui avevo posto uno strato sottile di zucchero aromatizzato da un cucchiaino di cannella, in modo da caramellare in cottura :)

In questo caso vi conviene omettere del tutto lo zucchero dalla pastella, altrimenti il risultato è stucchevole, è una preparazione che richiede pochissimo zucchero, quel tanto che basta per dare un'accento ad una base neutra, così da potervi divertire in abbondanza con una droga commestibile chiamata "dulce de leche"... ma eravamo arrivati alla cottura, quindi dopo lo zucchero extra poneteli in una padella ben calda e cuoceteli fino a che risultino dorati..



Poi farciteli con la frutta che preferite, ci stanno benissimo i frutti un pò acidini come fragole e kiwi, ma pure quelli un pò più dolci come le banane, e si potrebbero accompagnare con cose dietetiche come lo yogurt greco, ma io preferisco decisamente spremerci sopra una dose generosa di dulce de leche, fatto così:

Preparando in principio il latte condensato, che potete fare seguendo queste dosi, io le ho adattate da una ricetta presa tempo fa su cookaround.

Latte condensato

400 gr zucchero velo
400 gr latte intero fresco
40 gr burro

Vanno posti tutti gli ingredienti insieme in una pentola dai bordi alti e fatto bollire per 10 minuti ad alta temperatura.
Fate raffreddare et voilà.

Adesso prendete il latte condensato fatto da voi, oppure comprato, se trovate la lattina non apritela, e ponetela in una pentola piena d'acqua fino a coprire completamente la lattina, fate bollire dalle 2 alle 4 ore.
Oppure ponete il latte condensato preparato da voi in un barattolo di vetro, copritelo con uno strofinaccio, e fatelo bollire come una conserva dalle 2 alle 4 ore, io l'ho fatto bollire circa 3 ore a fuoco debole, per questo è così chiaro, appena freddo ( non fate mai l'errore di raffreddarlo sotto acqua fredda, il vetro rammollisce e poi si spacca.. lo dico per esperienza -.-'...), l'ho messo in una bottiglia upside-down, riciclata da un miele del sig. Rigoni , e l'ho spremuto sopra il frenc fragol toast..




GODURIA!!!!

giovedì 29 marzo 2012

Uova Di Cioccolato E Biscotto



Finita la frenesia da MT-Addicted, 
Posso soffermarmi su una delle mie passioni: i DOLCI!

Non potete immaginare quanto tempo io perda nei meandri della rete tra siti americani,
 inglesi e spagnoli che hanno per oggetto la decorazione di piccoli capolavori commestibili,

Spulciando tra un sito e l'altro ho trovato due spunti semplicissimi, alla portata di tutti, 
e vi ho dedicato qualche ora per testare il risultato.



Quello che vedete è il risultato di quello che posso definire "studio preliminare", 
quindi non perfetto...anzi proprio no, ma ci si può lavorare.
Seguendo le mie indicazioni, e quelle da cui sono partita potrete ottenere un risultato 
soddisfacente al primo colpo!

Questi biscotti sono fatti con una frolla semplice, aromatizzata secondo il proprio gusto,
e cioccolato fondente.

La frolla, deve essere fatta con un impasto che tenda a non sformare in cottura, 
quindi non molto burrosa,

FROLLA delle Sorelle Simili
500 gr farina
200 gr zucchero
200 gr burro
2 uova intere
sale
aromi

bisogna impastare gli elementi secchi con il burro, e poi aggiungere le uova e gli aromi, lavorando velocemente l'impasto ( per evitare di far sciogliere troppo il burro ) e riporre in frigo a riposare per almeno 2 ore.


Per l'utilizzo del cioccolato, è necessario fare qualche premessa, 

se si utilizza il choco come copertura, sia per i cioccolatini, che per le uova di pasqua
o in generale per le decorazioni, è necessario temperare il choco, io evito di temperarlo quando lo utilizzo fuso nelle preparazioni.

Il temperaggio è strettamente legato alla temperatura di fusione del choco, più alta per il fondente, più bassa per quello al latte e bianco.

TEMPERAGGIO del CIOCCOLATO

1. Utilizzare choco di buona qualità

2. Utilizzare strumenti perfettamente puliti per la fusione.

Lasciate perdere gli utensili di legno e silicone, che assorbono grassi,
i quali vengono rilasciati nella massa di choco fuso, rendendolo opaco una volta solido,
inoltre rendono più difficoltosa la sformatura, se presenti direttamente negli stampi utilizzati.

3. Utilizzate strumenti ben asciutti.

L'acqua è nemica del choco, non deve essere presente nelle ciotole in cui lo sciogliete, nemmeno il vapore del bagnomaria deve andare a contatto della massa fusa, quindi utilizzate sempre ciotole o pentole di diametro maggiore di quella utilizzata per il bagnomaria.
Anche gli stampi devono essere ben asciutti, pena la difficoltà nella sformatura, e macchie bianche di calcare sulla superficie.

Io dopo aver lavato e asciugato gli stampi per il choco, li strofino con alcol alimentare per eliminare qualsiasi impurità.



4. Fusione
il choco va ridotto in piccoli pezzi con un coltello e poi fuso.

La fusione del choco, può essere effetuata a bagnomaria, in una ciotola non a contatto con l'acqua.
al microonde, a bassa temperatura
oppure (stando attenti) direttamente sul fuoco.
In quest'ultimo caso, bisogna scaldare un pentolino sul fuoco e poi versare il choco,
rimetterlo di tanto in tanto sul fuoco bassissimo, fino alla completa fusione.

Io pur avendo il termometro, ormai non lo utilizzo più per fondere il choco.

5. Precristallizzazione.
Una volta fuso, bisogna raffreddare velocemente il choco.

Si può procedere così:
Ponendo la ciotola sopra una vaschetta con il ghiacchio.
oppure:
Versandoci all'interno altro choco solido.
oppure:
Temperando :)
 ovvero, versando la massa fusa sopra un ripiano freddo, in teoria di marmo, e spatolando la massa di choco finchè non sia fredda,
lo spatolamento contribuisce alla formazione dei cristalli presenti nella struttura del choco, 
quindi a rendere il choco più solido una volta freddo.

E secondo la mia personale esperienza, quando tempero il choco sul piano di marmo, il risultato è lucido e brillante, con gli altri metodi eviterete di avere un cattivo risultato, ma non verrà mai brillante come con il temperaggio!

Per capire quando la temperatura è quella giusta, dovete toccare la massa fusa, se risulta FREDDO, non tiepido, e tuttavia ancora fuso, la temperatura è ok.



6. Rifusione. 

Adesso dovete riportare il choco ad una temperatura più calda, potete procedere così:

Riponendo la ciotola sopra la pentola del bagnomaria,
di nuovo, per pochi secondi al micro,
 versandoci all'interno altro choco fuso ma più caldo.

Appena fuso, togliete la ciotola dalla fonte di calore, e mescolando controllate di nuovo la temperatura con il vostro termometro naturale :)
pucciate il dito e quando risulta FREDDO il choco è pronto per essere impiegato per chocolatini, uova di pasqua o altro.

La mia decorazione è stata fatta con i trasferelli, con questo metodo qui.

io non ho il cookie cutter a forma d uovo così me lo sono autoprodotto con un nastro girotorta di cartone, i biscotti sono venuti bene, ma è stato difficile segnare il choco quasi solido, per questo ci sono tutte quelle sbavature, ma credo che con un cutter di metallo vengano bene, magari scaldandolo per qualche istante e renderlo tiepido.

Dopo aver steso la frolla ho tagliato la pasta con il cutter hand made, e riposto le uova in frigo per tutta la notte, il giorno dopo, ho infornato i biscotti a 160° per 15 min, e poi decorato con le uova di choco come descritto nel video, per farle aderire ho spalmato un pò di choco fuso sui biscotti, e appena freddo ho attaccato il mio ovetto di choco!





lunedì 26 marzo 2012

Solo Crepès vol.3! Crepès con provolone e miele di eucalipto

..e tre!


Secondo voi il provolone qual'è?

Indizio: questo provolone proviene dalla Puglia,
e vista la bontà se la gioca ad armi pari con il suo parente doc, originario della Campania, e chiamato "Provolone del Monaco", prodotto ad Arola, nella penisola sorrentina.

Non è quindi il suo corrispettivo blasonato e griffato della Dop ma è delizioso ugualmente, quello da me usato, è di media stagionatura, e cambia gusto di giorno in giorno, acquisisce un gusto sempre più pieno e piccante, meritava una crepès!

Questa ricetta è semplicissima, la preparazione delle crèpes, costituisce l'unica difficoltà!

La ricetta è sempre quella di Giuseppina, io sono ormai innamorata del suo blog, della raffinatezza dei piatti proposti e delle bellissime foto che corredano il tutto, 



per le Crèpes:

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato per cuocere 
semi di lino


Preparate l'impasto e fatelo riposare per almeno un'ora, poi cuocete le crèpes in una padella ben calda.

Io ho aggiunto dei semi di lino alla preparazione, li potete aggiungere  all'impasto, ma io preferisco versarli sulla crèpe in cottura, dopo aver versato l'impasto nella padella, sul lato che ancora non è rappreso, poi la crèpe va girata normalmente e finita la cottura.

Mettetele poi da parte a raffreddare.

Per il ripieno

provolone ( di qualità )
Miele di eucalipto
sale
pepe




Le crèpes vanno composte così:

in un quadrante il provolone
affianco una spennellata di miele
poi ripiegate a metà e di nuovo in quarti

io ho decorato con un cutter a forma di cuore e finito con una cucchiaiata di miele 

Ponetele qualche minuto in forno a riscaldare, ma il provolone non deve sciogliersi.

E con questa ricetta partecipo ancora una volta all'MTchallenge!


Solo Crepès vol.2! Crepès con crema pasticcera salata e asparagi

Per la 5 uscita mensile, the Menù Turistico review, propone ancora le crèpes!
Dico la quinta perchè in due settimane ho preparato 5 volte crèpes, per fortuna un paio di pubblicazioni le ho mancate, altrimenti avrei sommerso la povera Giuseppina e le due Turiste, di altro lavoro!

Come se non si era detto a sufficienza, 
Partecipare a questa challenge porta con sè l'inevitabile inconveniente di diventarne dipendenti!
Soprattutto se l'oggetto del desiderio sono le crèpes, preparazione che si presta ad innumerevoli interpretazioni, almeno una al giorno,
e per fortuna in un mese ci sono solo 30 giorni ;)

La ricetta di base è sempre quella di Giuseppina, che consente di ottenere delle crèpes leggerissime, e la cottura con il burro chiarificato.


Per circa 15 Crèpes:

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato per cuocere 

Per la farcitura

500 gr crema pasticcera salata
1 kg asparagi
scamorza 
sale 
pepe 
burro

La ricetta della crema pasticcera salata è di L. Montersino, tratta del suo libro "Piccola pasticceria salata", è perfetta così com'è.

Le dosi riportate sono per un kg di crema, io le ho dimezzate.

1 Crema pasticcera salata

500 gr latte fresco intero
125 gr panna fresca
22 gr amido di mais
22 gr amido di riso
125 gr parmigiano
150 gr tuorli
50 gr burro
noce moscata
sale

Montersino consiglia di : 
portare a bollore il latte, e miscelare a parte gli elementi secchi con la panna, appena il latte bolle, bisogna versare nel recipiente il composto con la panna.

Miscelare velocemente,
 e appena addensa versare i tuorli nel composto, continuando la cottura ancora per un minuto.

Togliere dal fuoco ed aggiungere il burro a pezzettini.

Raffreddare velocemente il composto e conservare in frigo.

Considerazioni: ho eseguito due volte questa ricetta, una volta seguendo pari pari il procedimento, la seconda volta non ho aggiunto la panna, e mescolato il latte e gli ingredienti secchi a freddo, appena poi addensato il composto ho aggiunto le uova e il burro fuori dal fuoco.
Ho utilizzato un solo tipo di amido, quello di mais.

Non ho riscontrato particolari differenze nel risultato, la crema è venuta bene in entrambi gli esperimenti :)


2 Asparagi

Pulite gli asparagi piegando il gambo dalla parte della radice, 
il gambo si spezzerà eliminando la parte fibrosa, che scarterete.

Tagliate poi le punte, e tenetele da parte.

Affettate quello che rimane dei dei gambi a piccole rondelle, e ponetele in padella con un filo di olio e un pezzetto di burro, e lasciate cuocere finchè non saranno tenere.

Appena cotte, aggiungete le punte e lasciatele cuocere per 5 minuti, finchè saranno cotte ma ancora croccanti.

Salate e pepate.

3 A questo punto avete tutti gli elementi pronti per assemblare le crèpes, 

Spalmate di crema pasticcera l'interno di una crèpes, completate con le rondelle di asparagi e ponete sopra una bella fettina di scamorza ( la mia pugliese doc! ) .
Richiudete la crèpe, e fate fuoriuscire le punte di asparagi dalla chiusura.
Completate con un pezzettino di burro sopra le punte di asparagi, 
una spalmata di crema sopra le crepès, e una grattugiata di scamorza, 

4. ponete in forno a 200 ° per 10-15 minuti



5. Et voilà!

Se non si era capito con questa ricetta partecipo all' MT challenge di marzo..pazzia di crèpes!

venerdì 16 marzo 2012

MTcrepes! crepes di semi ai 3 gusti per Menù Turistico

Ciao, sono Giulia e sono dipendente da Menù Turistico.

Ho sviluppato questa malattia negli ultimi mesi, dapprima la droga è stata la tagliatella dell'Ale, poi c'è stata quella tentatrice di Bucci, che mi ha sedotto con un piatto mai realizzato prima ( peggio delle sirene di Ulisse ).

Ma le vere colpevoli sono loro..la Ale e la Dani..ogni giorno te ne raccontanto una, dolce, salato, morbido, croccante, cremoso, scioglievole, old-fashioned, new entry... da sbavamento lento davanti allo schermo.
Usano armi non convenzionali.
Una di queste è un morbo che ha colpito altre prima di me.
Non si può curare.
Si può solo cedere...
Questa volta hanno una complice, maestra di pozioni e stregonerie, ha deciso lei, questo mese dobbiam sgobbare con le CREPES!!!



ma di cosa parlo?
dell' MT CHALLENGE!



crèpes di semi ai 3 gusti


La ricetta per le crepes, è copiata pari pari da Giuseppina, e prevede la cottura con il burro chiarificato, per me non reperibile,  ma autoprodotto seguendo le indicazioni di Salvatore De Riso, ovvero, facendo fondere del burro a bassa temperatura, ed eliminando con un cucchiaino i residui di acqua e latte affioranti in superficie, successivamente, quando appare limpido, bisogna versare il burro sciolto in un contenitore, evitando di versare anche il residuo depositato sul fondo,e riporlo in frigo a solidificare nuovamente.

La preparazione delle crèpes, richiede:

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato per cuocere 





Giuseppina suggerisce di usare l'acqua nell'impasto, per rendere l'impasto più leggero, e le crèpes più sottili, un trucchetto da chef, dal risultato garantito!
Ho testato questo impasto due volte, la prima con una padella 22 ( diametro ), con dose doppia ho ottenuto 30 crèpes, la seconda volta le ho cotte in una teglia rettangolare e ne ho ottenute 8, con una dose però!




Per la mia ricetta delle crèpes di semi ai 3 gusti vi occorrono

semi di zucca e di girasole
400 gr ricotta di pecora freschissima
600 gr zucca
2 patate farinose
12 canocchie vive ( 3 per ogni crèpes )
sale
pepe
olio evo
buccia di limone
fumetto di pesce
farina 
burro
pane grattugiato


Stamattina sono andata al mercato del pesce, e c'erano queste belle canocchie vive! che schizzavano nei secchi dei pescatori, e ho pensato di unire la delicatezza di questi crostacei alla ricotta e alla zucca!

in alternativa potete usare anche degli scampi, o dei gamberoni.

Se decidete di usare le canocchie, però, devono essere vive! Altrimenti desistete, perchè sono di difficile conservazione e si deteriorano velocemente, consumando la polpa interna.

Il fatto che siano vive però pone un problema di ordine pratico, e cioè come ucciderle!
io ho risolto così:

1. ponete la zucca lavata, tagliata in grossi pezzi e con tutta la buccia, in forno, 
(questo è un suggerimento della mia ex coinquilina Angela, pugliese, per evitare di tagliare la zucca insieme a qualche dito! la zucca cotta si pulisce più facilmente!)
 con una dose generosa di olio evo, sale, pepe e un pò di prezzemolo, insieme alle canocchie vive, e alle patate avvolte nella carta di alluminio.
A 200° per circa 1 h

2. Le canocchie vanno lasciate in forno solo per qualche minuto,
 il tempo che cuociano appena, poi vanno tirate fuori dal forno e pulite.
Con le forbici tagliate la testa e la coda e lasciatele cuocere insieme alla zucca.
Il corpo va inciso ai lati del carapace e poi sollevato, per 2/3 del prodotto.
Il restante 1/3 , va inciso al centro del carapace.

3. Nel frattempo cuocete le crèpes di semi, 
ponete una piccola quantità di burro chiarificato in padella e spalmatelo con un tovagliolo.
Versate la quantità di pastella necessaria alla padella usata, io ho utilizzato una piccola teglia rettangolare,   ( così da facilitarmi per la forma del cannolo )
 e mentre rapprende spargete i semi di zucca e di girasole sulla superficie.
Appena si rapprende, giratela e fate cuocere il lato con i semi.
Continuate così fino a terminare la pastella.




4. Preparate un roux con un cucchiaio di farina, 
e un cucchiaio di burro chiarificato, e preparate una bechamelle con il fumetto di pesce.

Setacciate la ricotta e aggiustate di sale e di pepe, aggiungete poi la buccia di un limone biologico.
Ammorbidite il composto con alcune cucchiaiate di bechamelle di pesce.

5. Quando la zucca è morbida e le patate cotte, 
passate tutto al passaverdure, aggiustate di sale e pepe e mischiate a poche cucchiaiate di bechamelle di pesce, 
la zucca, avendo cotto insieme agli scarti delle canocchie ha preso un profumino delicato di pesce!

6. Potete adesso comporre le crèpes!
stendete la pasta sul piano di lavoro e spennellate con la bechamelle
formate un tubo di ricotta ( potreste aiutarvi con una sac a poche, ma il cucchiaio va benissimo!) sul lato corto e prendete le canocchie messe da parte, tagliate con la forbice la polpa di una canocchia sopra la ricotta.
Fate un giro con la pasta.
E formate un altro tubo con il misto di zucca, tagliate la polpa di un'altra canocchia sopra la zucca, e chiudete la crèpe.

7. Continuate così con tutte le crèpes preparate, e ponetele in una teglia oliata.

8. Prendete le canocchie aperte a metà,
 mettetele sopra i cannoli di crèpes, spargetele di pane grattugiato, olio evo, sale e pepe.

9. Infornate per 15 minuti a 180°.

10. GNAM!!!!




Il risultato è stato molto delicato, tutti i sapori rimangono ben distinti, e i semi tostati danno una nota croccante!



 Questo è un'altro piatto, che ho preparato con le crèpes della prima foto, è una montagna di crèpes alla ricotta e zucchine con scamorza e crema pasticcera salata, buone, ma le foto sono pessime :(


venerdì 9 marzo 2012

Una mimosa per le girls:



Nina, Ilaria, Valeria, Kika, Debora, Vicky e Mariagrazia.


Ieri è stata la festa della donna, l'8 marzo, il caso vuole che tale ricorrenza cada esattamente il giorno dopo il mio compleanno, che è il 7 Marzo, appunto, questo fatto spiega perchè io mi sia sempre ritrovata a spegnere le candeline sopra una torta mimosa. Quest'anno le candeline non le ho spente, però ho festeggiato lo stesso, e lo stesso con una torta mimosa.



Per celebrare però una serata tra amiche.
Una serata al femminile, è il modo moderno per ricordare il percorso di emancipazione delle donne che è avvenuto soltanto nell'ultimo secolo, sembra esserci però una consistente differenza tra
 la storia che ci hanno insegnato, e quella realmente accaduta, nello spiegare l'origine di tale celebrazione.

Riporto in proposito una fonte trovata in rete, che è quella della giornalista Nucci Alessandra :


"La festa dell’8 marzo, che in Italia si tramanda di anno in anno con l’immutabilità delle leggende, narra della lotta di classe, dello sfruttamento capitalista, del diritto al lavoro e, immancabilmente, dell’iniquità della società americana. Si tratta però di una mitologia indotta, un misto di fatti veri e meno veri ricostruiti con fantasia dal movimento sindacale, in piena Guerra Fredda, per dare corpo all’ideologia marxista e incanalare le donne il più possibile verso rivendicazioni di stampo comunista.
La storia vera infatti è molto più articolata della sola iniziativa che si vuole lanciata da Clara Zetkin a Copenhagen nel 1910. L’incendio della Triangle Shirtwaist Factory di New York fu tragedia vera e immane, ma non fu riconducibile né a scioperi né a serrate, fece vittime anche fra gli uomini e oltretutto avvenne nel 1911, un anno dopo il supposto “proclama”. Nella minuziosa ricostruzione storica offerta dal libro “8 marzo. Storie, miti, riti della giornata internazionale della donna” di Tilde Capomazza e Marisa Ombra (ed. Utopia, Roma, 1991), si scopre che la data dell’8 marzo fu stabilita a Mosca nel 1921, durante la “Seconda conferenza delle donne comuniste”. Svoltasi all’interno della III Internazionale comunista, la conferenza decise di stabilire quella data come “Giornata internazionale dell’operaia” in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo contro lo zarismo.
La “Festa della donna” fu istituita quindi nel quadro ideologico e politico che vedeva i paesi comunisti di tutto il mondo uniti per la rivoluzione del proletariato, sotto la guida dell’Unione Sovietica. Perché allora questo fatto non viene tramandato ogni 8 marzo? Per capirlo bisogna andare alle radici del femminismo, che non nasce dalle lotte del proletariato ma dalle donne del ceto medio, che già dalla metà dell’800 avevano cominciato a mobilitarsi per il diritto di voto. Quando poi, al volgere del XX secolo, venne fondato il Partito Socialista internazionale, le sue donne si divisero fra quelle disposte ad allearsi con le femministe “borghesi”, e quelle che invece ritenevano che, come scrisse nel 1910 L’Avanti!, «il proletariato femminile non può schierarsi col femminismo delle donne borghesi per ottenere quelle riforme civili e giuridiche che le tolgano alla tutela e alla dipendenza dall’uomo. Questa emancipazione di sesso non scuote e può piuttosto rafforzare i cardini della presente società economica: proprietà privata e sfruttamento di classe».

In poche parole le donne di sinistra accusavano le borghesi di «non attaccare a fondo l’istituto familiare, luogo privilegiato di oppressione della donna». Questa divisione può spiegare la ricostruzione dell’8 marzo come iniziativa di protesta per il terribile incendio di New York, il cui taglio anti-americano risultava tanto più efficace quanto più ne rimaneva nascosta la radice sovietica.

Questa versione fu riportata infatti per la prima volta in Italia dal settimanale La lotta, edito dalla sezione bolognese del Partito Comunista Italiano. Era il 1952, e quell’anno l’Unione Donne Italiane, settore femminile della Cgil, distribuì alle sue iscritte una valanga di librettini minuscoli, 4 cm x 6, da attaccare agli abiti insieme a una mimosa. Nel libretto c’era un resoconto dell’incendio di New York. Due anni dopo, il settimanale della Cgil, Il lavoro, perfezionò il racconto con un fotomontaggio che ritrae un signore arcigno in bombetta dal nome inventato che si fa largo fra masse di donne tenute indietro dalla polizia.
Così la data dell’8 marzo si è diffusa a tappe alterne, soprattutto in Europa. In alcuni paesi è salita alla ribalta solo da pochi anni. Negli Stati Uniti, dove le manifestazioni delle donne hanno sempre incluso le più svariate associazioni femminili, le donne socialiste tenevano già una “Festa della donna” nel 1908, che però non è mai diventato un appuntamento diffuso. È da pochissimo che si tenta di far acquistare visibilità in USA all’“International Women’s Day”. Nonostante infatti la crescente pubblicistica degli studi femminili, presenti in tutti gli atenei, il livello di attenzione del pubblico per l’8 marzo continua ad essere quasi del tutto inesistente."



Le mie femministe preferite, e non è un mistero, visto pure il nome di questa pagina, sono Carrie, Charlotte, Samantha e Miranda, direttamente da Manhattan, da Sex And The City, se volete un corso espresso di femminismo ed emancipazione, correte a vedere l'intera serie, tra una risata e una lacrima, si parla di rapporti di coppia,  di sesso, di delusioni, e di tradimenti, così come capita nella vita di tutti i giorni ( però con scarpe più belle! ),
soprattutto, infine, si parla dell' amicizia tra le inseparabili protagoniste,
ed quindi alle mie partner di ieri sera che dedico questa mimosa, amiche, e ragazze straordinarie!




TORTA MIMOSA
Questa volta, per essere totalmente democratica, ho utilizzato una ricetta 100% gluten free,

PAN DI SPAGNA

150 gr fecola di patate
150 gr zucchero
5 uova
scorza di limone bio
aroma vaniglia

Bisogna montare lo zucchero con le uova finchè non diventano gonfie, e della consistenza dello zabaione, ci vorranno circa 15 minuti di frullino, pazienza!

Quando le uova sono ben gonfie si possono aggiungere gli aromi e la fecola di patate setacciata, senza sgonfiare il composto, mescolando a mando con una spatola dal basso verso l'alto.

bisogna poi infornare dai 30 ai 50 min, a 180°

CREMA CHANTILLY:

Crema pasticcera + 250 gr di panna fresca montata

CREMA PASTICCERA di Luca Montersino

400 gr latte fresco intero
100 gr panna fresca
150 gr tuorlo
150 gr zucchero
35 gr amido di mais e riso.
Scorza di limone bio

Io precedo però nel modo classico, non seguo il procedimento di Montersino perchè si straccia la crema, quindi mischio tutto a freddo, mescolo zucchero e farina, verso poche gocce di latte per amalgamare il composto, e poi verso i tuorli pochi x volta, poi verso i liquidi riscaldati e la buccia di limone, e porto a cottura su fuoco medio basso.

Bisogna attendere che raffreddi completamente, prima di mescolarla a 250 gr di panna montata (rigorosamente senza zucchero), questa ricetta della crema pasticcera non mi ha fatto impazzire, in quanto secondo me sbilanciata sia per le uova che per lo zucchero, che ridurrò la prossima volta che la preparo.

Una volta pronti gli ingredienti, bisogna comporre poi il dolce, io lo farcisco e lo ripongo di nuovo nello stampo di cottura totalmente ricoperto di carta cellophane, in modo da sformarlo senza problemi, un'ora prima della presentazione lo ricopro di crema di briciole di pan di spagna per simulare la mimosa!

Questa ricetta per il pan di spagna consente di avere un prodotto già morbido e dolce, tanto che è buono da mangiare così com'è, e che non necessita di bagna, io ho nebulizzato solo latte, ma davvero poco, circa un bicchiere per tutto il dolce.
La crema è molto dolce, e con l'aggiunta della panna, è morbidissima.
Il risultato è stato un dolce da bambini, come la kinder paradiso.

A noi che siamo donne, ma pure un pò bambine ci è piaciuto parecchio!


martedì 6 marzo 2012

In Attesa Del BagelBurger ( B. B. )






Il Bagel e Basta!

Se siete scazzate, panificate! 
Non c'è niente di più rilassante e distendente che sbattere sul vostro ripiano una bella palla di impasto morbido, cicciotto, consistente, al pari ci sono solo le patate a martellate ( ma ne parleremo un'altra volta ) in più, il risultato del vostro prendere a schiaffi e a mazzate non sarà una denuncia ma un impasto liscio che vi darà enormi soddisfazioni, come questi bagel, io li dedico a BB perchè sono proprio i divi dei panini, morbidi e croccanti al tempo stesso, versatili e da farcire sia dolci che salati.

Un pò complicati da fare, ma se vi vorrete cimentare seguite queste indicazioni in quanto li ho fatti due volte a distanza di poco tempo proprio per prenderci la mano e rimediare ad alcuni errori.

Tanto per cominciare esistono vari tipi di ricette, alcune prevedono latte e burro tra gli ingredienti, ma io vi consiglio di ometterli del tutto, quello a cui mirate è un bagel, un panino morbido dentro e con la crosta molto croccante, non una ciambella di pan brioche, inoltre sono dolci di tradizione ebraica, e per la loro preparazione è prevista tutta una serie di criteri di adeguatezza ( Kosher, appunto ).

La mia fonte è ancora una volta Taste for adventure, la cui ricetta è tratta da " The Bread Bible " e mi sembra un buon inizio!!


Ingredienti:

STARTER:
2/3 cucchiaini di lievito secco attivo 
270 gr (1 cup + 2 cucchiai) di acqua tiepida
350 gr  (1 + 1/2 cup) di farina

MISCELA DI FARINA:
270 gr (1 cup + 3 cucchiai) di farina 
2/3 cucchiaini di lievito secco attivo 
1/2 cucchiai di malto in polvere o sciroppo di malto d'orzo 
1/2 cucchiai di zucchero 
1/2 cucchiai di sale 
1/2 cucchiaino di pepe nero 

BAGNO D’ACQUA:
1 cucchiaio di melassa o di zucchero 
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 

GLASSATURA:
2 albumi di grandi dimensioni 
1 cucchiaino di acqua fredda 
3-4 cucchiai di semi di papavero, semi di sesamo o di carvi; kosher o sale marino; Altri aromi.
( io ho usato solo latte per glassare )



1 STARTER: In una terrina o nella ciotola di un mixer mischiare acqua, lievito e farina. 
Sbattere per circa 2 minuti, poi coprire la ciotola con pellicola trasparente, e lasciar lievitare per circa 2h.

2 MISCELA DI FARINA: In una ciotola, setacciare la farina, il lievito, il malto, zucchero, sale e pepe. Cospargere la miscela preparata sopra l’impasto preparato come starter e non mescolare. Coprire con pellicola trasparente e lasciate riposare da 1 a 4 ore a temperatura ambiente, o, 1 ora a temperatura ambiente, e fino a 24 ore in frigo.
( in questa fase lo starter lievita emergendo dalla farina, ciò è normale ). Io ho fatto lievitare il tutto per circa 4 h.

3 IMPASTARE: Trascorso tele tempo impastate, se usate la planetaria partite da una bassa velocità, E mescolate fino a quando tutta la farina viene assorbita. Aumentate poi la velocità media e impastate per 10 minuti aggiungendo 2 cucchiai di farina, verso la fine, se la pasta non si stacca dalla ciotola. Io ho fatto tutto a mano, se procedete come me sbattete ripetutamente la pasta sul ripiano di lavoro per almeno 10 min. Al termine di tale trattamento l’impasto dovrebbe risultare molto elastico e liscio.  Deve essere consistente! Non morbido o appiccicoso, ma molto sodo, se non vi sembra che lo sia, aggiungete poca farina per volta sul piano e continuate ad impastare.





4 RIPOSO: Porre l’impasto in una ciotola unta di olio, ungere in superficie e coprire il contenitore con un coperchio o pellicola. Lasciare lievitare la pasta fino al raddoppio. Ci vorranno 3-4 ore a temperatura ambiente, io ho dimezzato la dose di lievito, e lasciato riposare per tutta la notte. Al mattino vi accorgerete che i vostri schiaffi sono serviti eccome per la lievitazione della pasta, la mia raggiungeva l'orlo del contenitore. Secondo la ricetta, adesso bisognerebbe sgonfiare l'impasto, rigirarlo nel contenitore e farlo lievitare in frigo per almeno 4 ore, o durante il giorno ( la pasta può essere lasciata riposare per un massimo di 2 giorni). Io invece ho terminato qui la lievitazione, in quanto ho sgonfiato la pasta e preparato le ciambelle come descritto nel passo 5. Oppure:
Lasciate riposare la pasta a temperatura ambiente per 30 minuti prima di procedere con la formazione delle ciambelle

5 CIAMBELLE! mettete un foglio di cartaforno o un tovagliolo leggermente infarinato sopra un placca da forno sul ripiano vicino al fornello.  Tagliare la pasta in pezzi uguali. Belli grossi, da queste dosi io ne ho fatte 8. E ritagliate dei quadrati di carta forno, formate delle palline e fate un buchino nel mezzo, io ho usato un tappo di bottiglia di plastica, il foro deve essere piccolino, nella cottura deve quasi richiudersi! Preparate le ciambelle e disponete ognuna sopra un quadrato di carta forno ( questo accorgimento vi consente di non fare ammosciare le ciambelle per lo step successivo )
Lasciate quindi lievitare le vostre ciambelle finchè non tornano belle grosse.

6 RISCALDATE IL FORNO:  a 200 gradi  30 minuti prima della cottura. 













7 BOLLITURA:  Riempite una pentola bassa e larga di acqua e portatela a bollore. Fate sciogliere la soda e la melassa o zucchero, e il sale.

Quando bolle ( lievemente ) Con una schiumarola, trasferire i bagels, senza staccarli dalla carta forno ( si staccherà da sola a contatto con l'acqua ) uno alla volta, nell'acqua bollente,  cuocetene pochi alla volta max 2 o 3 alla volta in modo che possano nuotare senza toccarsi. 
Far bollire da 30 secondi a 2 minuti da ogni lato, girandoli delicatamente con la schiumarola, più tempo bolliranno più sarà spessa la crosta. Scolate i bagel, scrollando l'acqua in eccesso con la schiumarola,  sopra la pentola e scolandoli sopra la carta da cucina o l’asciugamani scrollato dalla farina. e trasferiteli sopra una teglia con sopra altra carta forno.

8 GLASSATURA: Mischiare i bianchi d'uovo e l’acqua fredda. Io ho usato solo latte, e spennellare il tutto sopra i vostri bagel, procedete poi con la guarnizione, io ho usato semi di papavero, semi di lino, semi di zucca e semi di girasole e fior di sale, vanno spolverati sulla superficie umida.

9 COTTURA: Aumentare a 230° e cucere per 10 min, abbasare poi a 200° e cuocere per 20 minuti. Spegnere il forno, senza aprirlo e lasciare i bagels ancora per 5 minuti. Quindi aprire la porta del forno e lasciare i bagels in forno per altri 5 minuti. Non fatevi tentare subito dalla loro consistenza e croccantezza, ma attendete che si raffreddino un pò, sapranno ripagarvi dell'attesa!

10 FINE: Trasferire i bagels su una gratella e lasciarli raffreddare completamente.




Nell'attesa che si trasformino in hamburger, sono stati testati con salamella di cinghiale, e manco a dirlo, il test è stato soddisfacente!

Vi saluto e vi lascio con una frase della mia eroina Carrie, per sorridere e riflettere un pò:
"Gli uomini sono come le scarpe col tacco... Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall'inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale... e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te..."
La sera, i nostri bagel, si sono poi vestiti di hamburger, spinaci e lonzino glassato, e sono diventati hamburger gourmet!


Spinaci freschi, ripassati semplicemente in padella con sale ed olio evo
Hamburger preparati con manzo e salsiccia, ed arrostiti sulla piastra insieme ad un pezzetto di emmenthal
 e una fettina di lonzino arrostito in padella e glassato con un goccio di miele, spolverato poi di semi vari, io ho usato gli stessi utilizzati sulla copertura dei bagel, cioè semi di girasole e di zucca. Però ci stanno benissimo anche mandorle, anacardi e nocciole.
Prima di utilizzarli bisogna che si raffreddino, così da guadagnare croccantezza.


E questo è tutto!! Ciao!

lunedì 5 marzo 2012

Certe Fisse

In principio fu Lei.
Lei mi conquista sempre, con la precisione chirurgica con cui mette in scena le ricette, e le sue foto mi parlano di alchimie, non di cibo. Pura ossessione.

E poi Lei.
La seguo da cookaround, e non ne sbaglia una, ho mangiato con gli occhi tutti i suoi aperitivi e non solo.

Finalmente poi incontrai Loro, e così potei dare sfogo ad una delle mie fisse più resistenti in fatto di cibo&co.
Una fonte da tenere sempre presente, sia per la professionalità con cui elaborano le ricette, non a caso sono una banda di cuochi con scuola di cucina al seguito, sia per la gentilezza con cui rispondono alla richieste più strane, come la mia per esempio, non riuscivo a trovare gli additivi per sferificare e loro sono stati tanto gentili da comprarli per me e spedirmeli. Grazie!



Avete capito di cosa parlo?

Di sferificazione!

Concedetemi questa presunzione, alla quale mi sono accostata più con la curiosità del piccolo chimico, che con l'intenzione di simulare il più grande chef attualmente riconosciuto.

La sferificazione, è una tecnica di cucina molecolare, e consiste nel porre un elemento in forma liquida ( es. succo di frutta qualsiasi ) insieme ad un addensante, in questo caso Alginato di Sodio, e successivamente versare tale composto a piccole gocce in un bagno di Cloruro di Calcio, tale liquido a contatto con il bagno di calcio prenderà forma sferica, formando una membrana gelatinosa, e rimanendo liquido all'interno.

 Questo tipo di cucina è noto soprattutto per l'opera culinaria dello chef spagnolo Ferran Adrià, che ne rappresenta l'inventore  (insieme all'inglese Heston Blumenthal) e il maggiore rappresentante presso il suo ristorante El Bullì.
 Attualmente Adrià è in ritiro sabbatico, anche se penso che per ritiro intenda solo dal punto di vista cucinero, visto che da quando ha chiuso El Bullì ha progettato la Fondazione "El Bullì", che aprirà nel 2014, collaborato a tre documentari e ad un film ad Hollywood, girato il mondo per presentare una mostra ( sul cibo, of course! ) e pubblicato un libro. ( fonte "La Repubblica" )


A questo punto se un tarlo batte anche nel vostro cervello e volete sferifiqualcosa, dovete munirivi di:

Alginato di Sodio ( gr 1 per 100 ml di liquido )
Cloruro di Calcio ( gr 2,5 per 500 ml di acqua )

Per cominciare bisogna considerare l'acidità del liquido scelto, vi conviene lasciare perdere il limone, troppo acido, per evitare uno sconsolato " uffiiiiiiiiiiiiiiiiiii......non mi riesce!!!! " al primo colpo, e scegliere succo di arancia o altri succhi meno acidi, cosa importante il liquido deve essere limpido, quindi se vi siete prodotti da soli il succo: filtratelo! oppure partite da un centrifugato!

Versate 100 ml di succo, nel mio caso pesca, in un contenitore con 1 gr di alginato di sodio, l'alginato è molto viscoso, e potrebbe non essere semplice mescolarlo a tutto il liquido, quindi mixate il tutto, con un frullatore ad immersione.

Attendete un'ora, e controllate la consistenza del liquido, il quale deve diventare più gelatinoso. 

A questo punto in un altro recipiente versate 2,5 gr di coluro di calcio in 500 ml di acqua e mescolate per fare sciogliere la polvere.

Riempite una siringa di grandi dimensioni con il succo gelatinoso e versate goccia a goccia nel recipiente con il calcio, lasciate in infusione dai 30 secondi a 2 minuti, non di più altrimenti le vostre perle saranno come gli orsetti gommosi e non liquide all'interno. 

Poi sciacquatele sotto acqua corrente e ponetele in un recipiente, non durano in eterno, quindi se dovete utilizzare per un'occasione in particolare fate delle prove per testare il vostro esperimento e trovare l'equilibrio giusto tra gli elementi scelti e i tempi necessari per raggiungere un risultato ottimale.

Io ho utilizzato queste perle di finto caviale sopra ad un cheesecake nel bicchiere, come nella foto, e nei bicchieri di prosecco come brindisi di auguri per la mia laurea ( di colore rosso naturalmente! ) ottenute con un centrifugato di frutti di bosco.


Ciao e buona settimana a tutti!