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sabato 1 febbraio 2014

Il Bastone dell' Amore


Pretzel Sticks e Grissini
choco al latte
choco bianco
zucchero
decorazioni romantiche 
(perline di zucchero, coriandoli, farina di cocco, granella di frutta secca,
biscotti sbiciolati....)

Ricetta senza cottura, con poco sbattimento e con resa garantita!!!

L'unica cosa da preparare è il caramello, poi sciogliere il choco in due recipienti separati, e per ultimo preparare una vaschetta con le decorazioni.

Fondere lo zucchero in una pentola, 
io comincio il caramello con qualche cucchiaio di fruttosio, 
che fonde ad una T più bassa dello zucchero, 
poi quando è sciolto aggiungo strati sottili di zucchero e quando fonde aggiungo il resto.
Attente a non bruciare lo zucchero, il caramello deve rimanere chiaro.



Quando è pronto lo trasferisco in una tazza a bagnomaria e lo lascio al caldo per evitare che solidifichi.
Se andate comode con il recipiente in cui avete fuso lo zucchero non trasferite il caramello in tazza, ciò vi permette di mantenerlo alla T giusta per fare strati sottilissimi di glassa al caramello sui bastoncini.
Io però non lo trovo molto comodo, e preferisco utilizzare la tazza anche se lo strato di zucchero rimane più spesso.


Immergete gli stick e i grissini nel caramello, uno per volta, ruotando i bastoncini sul bordo della tazza per fare cadere il caramello in eccesso. Più sottile sarà lo strato migliore sarà il risultato. 
Deponeteli su di una teglia foderata con carta forno.
Sciogliete i due tipi di choco in contenitori separati, e se ve la sentite, utilizzate tutte le precauzioni del caso prima di utilizzarlo per coprire gli sticks..ovvero temperatelo, perchè il risultato sarà sicuramente migliore, oppure se proprio non avete la pazienza, usate il choco quando raggiunge temperatura 37-38°. Per semplificare la procedura, fondete solo la metà del choco da utilizzare, e quando è sciolto versate nella ciotola il resto del choco solido, così la T si abbasserà velocemente.
Toccate il choco con un dito, e se risulta freddo al tatto, ed è ancora sciolto, è la T giusta per l'utilizzo.
Immergete gli sticks precedentemente caramellati nel choco e deponeteli nella vaschetta con le decorazioni precedentemente preparate, facendo in modo che si attacchino per bene.
Fate solidificare su di una teglia foderata con carta forno...
e conservate in un barattolo chiuso o in bustine per alimenti.


Sono perfetti da regalare!



martedì 23 ottobre 2012

Il Pane Dolce del Sabato



Quando Eleonora di Burro e Miele  ha vinto l'EmmeTiChallenge di Settembre
 sapevo che la sua ricetta mi sarebbe piaciuta moltissimo,
come del resto mi piace il suo blog,
per le artistiche foto
e le ricette originali con sempre un tocco esotico
ma questa volta, la sfida,
 anche se incentrata sulla cucina, 
mi ha permesso di riflettere sul potere di condivisione del cibo,
con il quale celebriamo ogni cosa.

E' stato questo per me l'aggancio alla proposta di Eleonora,
non conoscendo quasi nulla di cucina ebraica, 
ed ancora meno della tradizione millenaria che la sostiene,
mi ha fatto pensare l'abitudine che abbiamo di celebrare 
e festeggiare ogni evento importante con il cibo,
questa volta, infatti, tra le regole della sfida è stato posto il divieto alla preparazione di monoporzioni
proprio per rafforzare il senso di celebrazione e di condivisione del cibo.

Per questo non posso fare a meno di ringraziare ( dieci-cento-mille volte )
Alessandra e Daniela, per tenere in piedi questo "gioco",  
per me un'occasione costante di apprendimento e divertimento, 
ma per voi organizzatrici immagino faticoso, 
e in alcuni momenti non semplice da mandare avanti
...
( l'MTC nella buona e nella cattiva sorte : mi volete sposare?)



Pane dolce del Sabato...

(forse è una pagnotta?)

500 gr semola rimacinata di grano duro
500 gr farina 00
200 gr zucchero
1gr lievito secco
350 gr acqua
250 gr olio evo
20 gr sale

semi di papavero, sesamo e zucca

Il nome stesso della ricetta "pane dolce" mi ha fatto venire in mente l'idea di usare la semola per un dolce, io solitamente la uso per le ricette di lievitai salati, in particolare per la pizza...quindi...mi sono buttata! ma non ho barato, alcune partecipanti si sono lamentate perchè l'impasto è risultato troppo morbido da lavorare, quindi ho aggiunto più di 100 ml di acqua, per compensare la consistenza dell'impasto. 
Se avete dei dubbi sull'utilizzo della semola nei dolci date un'occhiata qui ;) 
qualcunaltro ci ha pensato prima di me :)

L'impasto non è stato semplicissimo da lavorare, comunque il risultato è stato di grande soddisfazione.
Dopo aver mescolato gli ingredienti,e averli lavorati fino ad ottenere un composto omogeneo,  L'impasto dei lievitati va sbattuto con forza sul piano di lavoro,
 sollevato e fatto cadere con un sonoro "sdong".
In questo caso, con un impasto così appiccicoso, dovreste toccarlo il meno possibile con le mani e servirvi di una paletta per sollevarlo, andando avanti per una decina di minuti, al termine della fase di impasto, stenderlo alla buona sul piano, infarinarlo leggermente, e formare quattro pieghe con l'impasto, lasciarlo poi lievitare in un contenitore leggermente infarinato, con le pieghe verso il basso.
Nel mio caso, l'impasto ha lievitato per 24h nel forno spento.
Il giorno successivo ho diviso l'impasto in 16 pezzi, con i quali ho formato 4 trecce a 4 capi.
Le trecce farcite, hanno lievitato ulteriori 10h, fino a raddoppiare il volume.

ripieno 1
(trecce 1 e 4)

marmellata di uva
choco fondente
mandorle tostate


questa è l'elaborazione di una crostata abruzzese, che solitamente si farcisce con il mosto di uva, essendo proibiti gli alcolici e liquori ho sostituito il  mosto con la marmellata di uva, pezzi di choco fondente e mandorle tostate.
Ho semplicemente steso le strisce di pasta ed alternato i ripieni, alcune riempite con tutti gli elementi, altre alternando la marmellata al choco e mandorle.



ripieno 2

1 albume
zucchero a velo (50%)
zucchero semolato (50%)
farina di cocco (10%) e mandorle (90%)
fragole candite

Per le altre trecce l'intenzione è stata quella di creare una crema che non contenesse lattosio, per cui ho pensato alla crema frangipane, omettendo però il burro.
Quello che ne risulta è una meringa, difatto ho seguito il procedimento per l'impasto dei macaron, ovvero una meringa con aggiunta di farina di mandorle.
ho lavorato l'impasto di zucchero e farine di cocco e mandorle come per i macaron, ho farcito le strisce di pasta, e completato con le fragole candite.
Questa è  una farcitura molto delicata, sicuramente la mia preferita, il gusto delle fragole è perfettamente riconoscibile e si abbina perfettamente alla meringa di mandorle.
In cottura, l'impasto simil-macaron raggiunge la consistenza della pasta di mandorle.


ripieno 3

1 albume
zucchero a velo (50%)
zucchero semolato (50%)
farina di cocco (70%) e mandorle (30%)
choco fondente

stessa farcitura di sopra, arricchito il tutto con choco fondente.
Ripieno golosissimo, ricorda vagamente un certo junk food chiamato bounty...


Note: esagerate con i ripieni! altrimenti, come è successo a me, le trecce risultano semivuote.

In totale ho preparato 4 trecce, ognuna con 4 capi, affiancate e fatte lievitare fino al raddoppio del loro volume, ci sono volute circa 10 h.
Infornate per 30 minuti a 180° ( temperatura troppo alta ) meglio 160° anche se non posso valutare bene a quale temperatura abbiano cotto le mie trecce, dal momento che ho cambiato casa...ma il forno a gas mi perseguita!!!

L'effetto di questo pane enorme è stato da me voluto e ricercato, per condividere un momento con gli amici ed avere la stessa sensazione del danubio, dove ognuno strappa un pezzo con le mani, senza sapere cosa gli capiti nel ripieno ;) 

Avrei da chiarire e spiegare altre mille cose sulla lievitazione e l'impasto e i ripieni, spero di avere il tempo per tornare a farlo nei prossimi giorni.

E NON CHIAMATELA CHALLAH!

per l'MTC



lunedì 20 agosto 2012

Insalata Greca..Moderna..


Il simbolo dell'estate per me è il cocomero,
per l'allegria che infonde solo a guardare la sua facciona verde, 
e la polpa rossa,
da mangiare rigorosamente gelata,
e con l'acqua dolce che cola da tutte la parti quando ne si addenta una fetta...

a Napoli abbiamo un altro modo per chiamare il cocomero, ovvero "o mellun i acqu" (melone d'acqua),
invece i meloni gialli, a buccia verde o a buccia gialla, sono "i mellun i pan" (melone di pane)
tipicamente, il cocomero è dolce...però come recita una nota canzone popolare dopo aver tagliato quel siluro che può arrivare a pesare 20 chili, si potrebbe avere una brutta sorpresa, che la polpa non sia abbastanza matura e quindi non essere dolce al punto giusto...e quindi..
"se o mellon è asciut ianc, cu cchi ta vuò pija?"
in quel caso, il melone è definito "cetrulo" ovvero, paragonato al cetriolo..e alla sua mancanza di sapore...
ho poi scoperto, che il cetriolo e l'anguria appartengono alla stessa famiglia, quella delle cocurbitacee, e sia il termine anguria, che cocomero derivando entrambe dalla derivazione latina e greca della parola "cetriolo".
Da qui, e dalla mia passione per il riciclo in cucina,
 sono approdata a sostituire il cetriolo dell'insalata greca con il cocomero, 
non con la parte dolce e succosa,  ma con quella chiara e più insapore vicina alla scorza.
Il risultato è gradevole..ma come al solito..per i più temerari :)



iInsalata Greca

Pomodori Rossi da Insalata
Buccia di Anguria
Cipolla Dolce
Olive Nere
Feta 
Sale 
Olio
Limone (poche gocce)
Origano
Aglio

La ricetta l'ho recuperata da un vecchio librone di pochi soldi, "Tutto il Mondo a Tavola" di Ron Kalenuik, ed a quanto pare nella insalata greca sono presenti anche peperoni verdi crudi tagliati a fette, ed altrettanti funghi...non sono molto sicura di questa aggiunta...io non li ho messi nella mia insalata, però ho seguito il procedimento indicato per il condimento, ovvero, ho fatto riposare in una terrina, l'olio, il sale, il succo di limone, l'aglio schiacciato e l'origano, per un ora prima di condire l'insalata,
composta con fette di pomodori, sottilissime fette di cipolla, olive nere (io non avevo quelle greche, così ho denocciolato un pò di olive nere di gaeta) pezzettini di formaggio feta...e poi il mio cetrulo alternativo... ovvero la buccia del cocomero.
L'ho ricavata, da una fetta di anguria spessa 2 cm, ho inciso dal lato della polpa, conservando circa mezzo cm di polpa rossa, poi con il pelapatate, ho sbucciato la parte coriacea, non mi sono limitata però ad eliminare la parte verde esterna, ho inciso più profondamente la buccia, eliminando 2-3 millimetri di parte bianca, se deciderete di provare, io ve lo consiglio, dal momento che la buccia di anguria è perfettamente commestibile, e dotata di una croccantezza molto spiccata rispetto al cetriolo, troverete la misura giusta per il vostro gusto.
Mescolate tutti gli ingredienti con il condimento preparato in precedenza, 
gusto fresco e perfetto per la calura di questi giorni.



lunedì 9 luglio 2012

Hummus di Lenticchie Rosse


L'hummus solitamente si prepara con i ceci, 
però dico solitamente solo perchè io lo preparo sempre con i ceci,
ne conosco altre versioni, 
con le melanzane o baba ganoush
e poi ero proprio sicura di conoscerne un'altra di sgombri...
ma cerca che ti ricerca..non la trovo più...forse l'avrò immaginata...
però se volete un rapido assaggio di tutto quello che può diventare hummus,
guardate qui

Stavolta è toccato alle lenticchie decorticate, che sono belle colorate e abbronzate di arancione..però stingono in cottura e diventano giallo-rosino..io gli ho rifatto il make-up con una dose generosa di paprica, fino a farle diventare arancio rosato.


iHummus
200gr lenticchie decorticate peso da cotte( rosse..appunto! )
1 cucchiaio di tahina 
( crema di sesamo..assaggiatela, se risulta eccessivamente amara buttatela..
perchè significa che non è fresca)
succo di limone
paprica
coriandolo
peperoncino 
aglio
olio e v o 
sale

L' unica difficoltà di questa ricetta, è trovare le lenticchie decorticate..solitarie, nei super le trovate spesso accompagnate ad altri legumi sottoforma di zuppette pronte...desistete, io dopo una ricerca le ho trovate alla boutique ( non mi viene altro termine ) dei legumi sotto casa, in giganteschi sacchi di yuta da comprare a peso.
Lessate le lenticchie (senza ammollo) a freddo, per 10-15 minuti, io le ho cotte al dente, in quanto la caratteristica di queste lenticchie è la cremosità, essendo decorticate, cuociono prima, e in cottura fanno una bella cremina, perfettissima per creme e vellutate, quindi azzeccate la cottura se volete provare l'hummus, altrimenti..dovrete raccoglierlo con il cucchiaio ;)
A fine cottura salate le lenticchie, poi scolatele dal liquido di cottura (non buttatelo, potrebbe servirvi in seguito) e fatele riposare finchè non risultano completamente fredde, e asciutte (io tutta la notte, in frigo).
Versate 200 gr di lenticchie nel contenitore del mixer, con un pezzetto microscopico di peperoncino, qualche grano di coriandolo, un bel cucchiaino di paprica (missà che la mia non sa di un..)
1 spicchio di aglio buono, 1 cucchiaio di tahina, olio evo e il succo (io pure polpa) di mezzo limone.
Mixate il tutto per qualche secondo ( vi serve un buon mixer ) e sentite la consistenza, la crema deve essere bella liscia, altrimenti aggiungete un pò di liquido di cottura, oppure aggiustate gli altri ingredienti secondo i vostri gusti.
Tenete in frigo fino al momento di servire.