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lunedì 23 marzo 2015

Brisè Royale

Riprendo le attività cucinatorie con una ricetta che solitamente non amo particolarmente:
 la pasta brisè
per gusto personale non amo il burro, 
e ho sempre convenuto che la ricetta classica fosse troppo pesante, 
al punto che mai avrei pensato di abbinarla a ricette complesse e rotonde come le torte salate...
si dice che per ogni regola ( in questo caso autoimposta ) c'è sempre un'eccezione,
ed è arrivato il mio personale momento di ricredermi grazie alla bravissima e vulcanica Flavia del Blog siculointernazionale cuocicucidici, che questo mese ha proposto proprio una ricetta di base, la brisè nella versione di M. Roux.

Leggera, elastica e gradevole, si presta ad accogliere e a valorizzare ogni tipo di ripieno, 
in questa PRIMA versione un classico abbinamento all'inglese con patate, panna acida e salmone...



Brisè Royale

 Per la pasta brisè classica di M. Roux

250g farina
150g burro morbido
1 uovo
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero

Formare una fontana con la farina, disporre al centro tutti gli ingredienti tranne il latte, 
pizzicare con le punte delle dita e impastare brevemente finché il composto raggiunge una consistenza grumosa. Aggiungere il latte e manipolare finchè l'impasto assume una consistenza liscia e legata. Formare una palla, coprire con la pellicola, e conservare in frigorifero fino al momento di utilizzare.

Per la cottura:

Ungere una teglia per crostata, 
(come sostiene Montersino, ungere la teglia per cuocere la frolla aiuta la conduzione del calore migliorando la cottura della base)
Stendere la base di brisè in uno strato sottile 2-3 mm, foderare la teglia, bucherellando la superficie con i rebbi di una forchetta (ciò consentirà al calore proveniente dal fondo di fuoriuscire evitando di gonfiare la base). Coprire con un foglio di carta forno e riempire con un peso ( ho scoperto da poco che i legumi non sono un buon conduttore, e che sia preferibile usare il sale grosso ).
Infornare a 160°-170° per 15-20 minuti, poi eliminare i pesi e finire di cuocere insieme ad uno strato sottile di purè di patate, fino a doratura.



Per il ripieno di patate

400 g di patate
25 g burro
25 g olio extra v oliva
sale pepe qb

Lavare e spazzolare le patate, 
disporre in una pentola coperte di acqua fredda e portare a cottura per 40 minuti dopo il bollore.
Intiepidire e passare nello schiacciapatate.
Condire con sale, pepe, burro, olio e aromi a piacere, io ho puntato sul gusto dell'extravergine e ho preferito non aggiungere formaggi, per gusto personale non amo il parmigiano nelle patate a purea,  anche considerando che la torta va servita tiepida o fredda non ho aggiunto altro.
Conservare in una sac a poche fino al momento di ricoprire la brisè preventivamente cotta in bianco.


Per la farcitura 

80g formaggio fresco (Philadelphia o robiola)
40g panna fresca da montare
40g yogurt greco
mezzo limone
1 cucchiaino di sale

mescolare insieme yogurt e formaggio fresco, aggiungere la panna ben fredda di frigo e montare insieme con lo sbattitore, aggiungere il resto degli ingredienti e conservare in una sac a poche, 
fino al momento di utilizzare.
Quando la base è cotta e completamente fredda, stendere uno strato di panna in superficie, 
e creare piccole decorazioni con la bocchetta a stella.


Decorazione:

200g salmone affumicato
25g di uova di pesce rosse e nere
verdurine croccanti a piacere 
(preferibile foglie di insalata a contrasto, come radicchio o rucola, o finocchio a julienne)

Disporre le fettine di salmone sopra lo strato di panna, decorare con le uova di pesce ( il primo conferisce gusto, le seconde piccole esplosioni salate in bocca ) e le verdure prescelte.


Assemblaggio:

1. Preparare la pasta brisè e mettere in frigo a riposare.
2. Mentre la base riposa in frigo cucinare le patate.
3. Preparare la panna di copertura.
4. Cuocere in bianco la base.
5. Preparare il purè di patate
6. Cuocere il purè nella base di brisè dorata.
7. Fare raffreddare.
8. Ultimare con la panna, decorando la superficie con
 il salmone e le verdure croccanti.
9. Non conservare in frigo.
10. Consumare in giornata


...e gnente, gnam!



Concorro con questa ricetta alla sfida di marzo dell' MTC!






domenica 13 gennaio 2013

Pici&Patate


Alcune considerazioni prima di impastare a mano:

1. Toglietevi lo smalto,
 lo so che lo avevate steso sulle unghie giusto ieri sera,
in quei fatidici 30 secondi intercorsi tra l' indossare il cappotto e il terzo squillo del fidanzato, 
quello che...
 la speranza è l'ultima a morire, la speranza cioè che non stiate facendo quello che state facendo, 
ma puntualmente delusa al dodicesimo squillo, 
quando cioè vi vede avanzare nello specchietto retrovisore con le braccia spiegate nel volo di un uccello, sventolando le mani ed urlando "amore mi apri la portiera?"
Ebbene, il vulcan rouge si abbina al vestitino girofiga che avete indossato per farvi perdonare il ritardo, 
non sta bene nella pasta del pranzo domenicale,
 quando proverete a dire che quei piccoli pois rossi sono dovuti ai semi dell'albero dei pici, particolare pianta delle colline senesi che generano semi rossi dall'aspetto modaiolo, e da cui deriva il nome della vostra pasta.


Per fortuna avete a disposizione una maestra decisamente migliore di me ;), 
 Patty ci ha dato tutte le indicazioni necessarie a "filare" i pici nel modo giusto...
e io mi sono divertita moltissimo, ammetto che i primi pici son venuti un pò grossi.. ho poi affinato anche io la tecnica e sono riuscita a farne alcuni davvero lunghi, credo superiori al metro di lunghezza, che ho spezzettato in più parti per renderli omogenei alla "forchettata", 
la mia lunghezza ideale è sui 30 cm, anche considerando che ho proposto un classico della tradizione napoletana che solitamente si fa con la pasta corta, o mischiata.
E quindi un ringraziamento grandissimo a Patty per aver condiviso i suoi segreti di cucina e alle due ragazze spericolate dell' MTC per consentirci ogni mese di giocare e divertirci..

Per i PICI della Patty:

200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile. 
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.



PICI & PATATE
1 patata piccola per persona ( nel mio caso 3 ) +  1 per la pentola
1 carota piccola
1 costa di sedano
mezza cipolla 
1 cucchiaio di strutto
1 cucchiaio di olio evo
1 foglia di alloro
sale
pepe
costa di parmigiano
per un extra goloso:
un velo di strutto
scamorza affumicata
parmigiano


preparate sedano, carota e cipolla in piccoli cubetti, fateli soffriggere lentamente insieme al cucchiaio di strutto e olio evo, partendo con la pentola a freddo.
Pelate le patate e tagliatele a cubetti di diversa dimensione, in tal modo, in cottura, alcuni saranno completamente disfatti, creando così un brodino cremoso, e altri manterrano forma e consistenza.
Quando il soffritto è pronto (circa 20 min), versate i cubetti di patata in pentola, fateli tostare dai 5 ai 10 minuti, aggiungete l'alloro, la costa di parmigiano, e coprite con acqua tiepida fino a superare di 3 cm gli ortaggi, aggiungete il sale e lasciate cuocere fino a raggiungere questa consistenza:


Ponete sul fuoco una pentola con l'acqua per cuocere i pici,  al bollore salate e cuocete la pasta al dente,  scolatela, conditela con un filo di olio evo, pepe, alcuni mestoli di sugo di patate, e parmigiano.
Preparate delle cocotte, ungetele con pochissimo strutto, versate un pò di condimento alle patate sul fondo,  poi un bel nido di pici, versate altre patate e coprite con scamorza e parmigiano grattugiato.
Infornate al grill dai 10 ai 15 minuti...

enjoy!



ma non è finita qui!

A gennaio cade per me il compleanno della partecipazione all'MTC per cui vorrei contribuire anche io con il mio amarcord!


Gennaio 2013 "i Pici"
Novembre 2012 "Le Arancine"
Ottobre 2012 " Il Pane Dolce del Sabato"




Settembre 2012 "La Torta Pasqualina"

Luglio 2012 "I Gelati"


Giugno 2012 "La Scaloppina"
Maggio 2012 " Il Budino Salato" 




Aprile 2012 " La Frangipane"



Marzo 2012 "Le Crepes"
Febbraio 2012 "Il Patè"

Gennaio 2012 "Le Tagliatelle"







venerdì 11 gennaio 2013

Arancine-ine...e parliamo di dimensioni?


 E voi, cosa rispondete a chi vi dice che le dimensioni non contano?
 Io dico che contano, o meglio, siamo noi a contare, o pesare, che siano grammi, chilogrammi, centimetri o metri (metri???). 
E a proposito di quella piccola, media o grande palla di di riso, detta arancino o arancina, quali sono le dimensioni ideali? Otto o dieci centimetri di diametro? E il peso?
 Non un chilogrammo, almeno mi auguro non sia così!


Arancine sasiccia e friarielli

per il riso
300 gr riso originario
900 ml brodo
mezza cipolla
olio evo
sale
pepe
parmigiano
preparate un risotto facendo soffriggere la mezza cipolla, ridotta in briciole :) , con 3 cucchiai di olio evo. Tostate il riso nel soffritto, poi aggiungete il brodo in due o tre riprese.
Terminate la cottura, finchè il brodo non è totalmente assorbito. 
Aggiustate di sale, pepate, e mantecate con il parmigiano.
Spostate il riso in una teglia bassa e larga per facilitarne il raffreddamento, e quando freddo, ponetelo in frigorifero per almeno 3-4 ore.

per il brodo
2 lt acqua
sedano
carota
cipolla
qualche pomodoro
grani di pepe
foglia di alloro
1 spicchio di aglio in camicia
gambi dei friarielli 
Il brodo per me è diventato un alimento di recupero, quando mi manca qualcuno degli ingredienti fondamentali per la sua preparazione attingo alla mia riserva di scarti di verdure solitamente stipati in freezer, foglie di sedano, parti coriacee di cipolle, bucce e semi di pomodoro, gambi di asparagi, e parti di scarto di altre verdure, come zucchine e carote. Questa volta, il mio brodo si è arricchito dei gambi scartati dalle rape utilizzate per il ripieno.
Mettete tutti gli elementi, tranne il sale, in una grande pentola, coprite di acqua fredda e fate cucocere a fuoco lento per almeno 45 minuti dal bollore, o finchè si è ridotto della metà. A fine cottura filtrare.

Se avete preparato questi tre elementi siete a buon punto del lavoro :)




Per la lega
doppio di acqua
metà di farina
sale
la lega è necessaria per sigillare bene l'arancina e costituisce la base per una panatura croccante e del giusto spessore.
E' necessario preparare la bagna in un recipiente alto per immergere bene l'arancina.
Versare la farina e il sale nella ciotola, allungare con l'acqua e lasciare riposare per qualche minuto.

Per la panatura
metà pane grattugiato
metà farina per polenta
il pane lo potete preparare da soli con il pane secco tostato ( per eliminare ogni traccia di umidità ) e passato al mixer, la polenta secondo me rende il fritto molto croccante..

Per la frittura 
1 lt di olio di arachidi
regolatevi con il recipiente che userete per la frittura, considerando che le arancine vanno totalmente immerse nel'olio bollente.



e ora ha inizio la catena di montaggio delle arancine :)

cominciate con il preparare le palline di riso, se necessario sciacquatevi le mani mentre le preparate, così da evitare che l'amido del riso visi attacchi alle mani.
Fate un'incavo al centro e farcite con i friarielli tagliati grossolanamente e la salsiccia sbriciolata.
Sigillate bene l'arancina.
Dopo averle preparate tutte, immergetele una per volte nella lega, 
e poggiatele sopra un vassoio per fare colare l'eccesso di liquido dal riso.
Procedete alla panatura, operazione meticolosa in cui l'arancina deve strusciarsi completamente nel pangrattato.
Portate l'olio ad una temperatura ben calda e tuffatevi le arancine,
quando risalgono a galla...son pronte tutte da mangiare!
Così per stare più leggeri, scolatele su carta per assorbire l'eccesso di olio...

Per ulteriori utilissime info sulle arancine rimando al post di Roberta, 
semplicemente meraviglioso!


mercoledì 26 settembre 2012

La Pasqualaina


La Pasqualaina, è la versione napoletana della
 torta Pasqualina, l'originale, 
torta salata genovese 
con base di sfoglia tirata sottile sottile sottile
e ripieno di prescinseua, bietoline ripassate e uova.



noi napoletani, you know...
siamo gli inventori del "paccotto"
i maestri della contraffazione, 
i geni del pezzotto

ma son sicura che questo mese, alle 2 turiste e alla Vitto,
non riusciremo a tirare nessuna fregatura...
hai voglia ad usare la ricotta, e farla passare per prescinseua...
due spinacini e dire che son biete...

già le vedo dietro lo schermo armate di luminol per pc,
kit per rilevare le impronte digitali 
e passare ai raggi X tutte le foto delle partecipanti...
per rilevare la presenza di ingredienti sospetti :)

così dichiaro apertamente il mio tentativo di contraffazione,
e la contaminazione con ingredienti terroni, 
nella speranza che la Ale, la Dani e la Vitto, 
mosse da compassione mi scontino la pena :)




La Pasqualaina 

con ricetta della Pasqualina della Vitto

per la sfoglia:

300 gr farina "0" o manitoba

30 gr olio

100 ml vino bianco

100 ml acqua

sale

Impastate insieme tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso,
dividete l'impasto in 5 palline, e fate riposare per due ore circa.

per il ripieno

750 gr di bietole

500 gr ricotta di pecora

4 uova intere

sale

pepe

olio evo

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

qualche cappero

qualche oliva nera

uno scalogno

non so quale tipo di bietole si usino per la preparazione della pasqualina, ma io non amando particolarmente quelle con le coste molto grosse mi sono impegnata a ricercare le bietoline a foglie più piccole e con i gambi più sottili, per evitare di scartare una parte del prodotto.
Per la preparazione ho lavato scrupolosamente le biete, ho affettato sottilmente i gambi e grossolanamente le foglie, le ho lasciate ad asciugare, mentre preparavo la padella con il fondo di olio e lo scalogno tritato sottilissimo, quando lo scalogno é diventato trasparente ( 20 min circa ) ho aggiunto le biete, i capperi e le olive nere, per ultimo il concentrato diluito in pochissima acqua, sale e pepe.
Lasciate cuocere finchè i gambi non risultano morbidi, e tutto il liquido assorbito, poi fate raffredare.

Adesso viene la parte divertente...
bisogna stendere la sfoglia...
preparate una teglia rotonda ( io 22 cm ) e oliatela,
si procede con lo stendere ognuna delle 5 palline di impasto in una sfoglia sottilissima, deve essere trasparente ed uniforme, rigorosamente senza buchi, stendete prima con il matterello, poi con le mani, io prendo un lembo di impasto e faccio penzolare il resto, come se stessi scrollando una tovaglia dalle briciole, è una cosa che faccio anche per l'impasto della pizza, solo che in questo caso il movimento deve essere rapido e delicato, per evitare di strappare l'impasto.
Stendete la prima sfoglia, e oliate con un pennello di silicone. Poi sovrapponete la seconda sfoglia, e oliate nuovamente.
Farcite con uno strato di bietole, continuate con uno strato di ricotta lavorata con un filo di olio, sale e pepe. 
Nello strato di ricotta, bisogna scavare dei buchi in cui adagiare le uova, non andate troppo a fondo in questa faccenda..altrimenti vi ritroverete con le uova sul fondo..(secondo voi perchè lo so?) 
e adesso sfogliate le altre tre palline di impasto, oliando sempre tra una sfoglia e l'altra...e adesso viene la figata esagerata...bisogna appoggiare una cannuccia tra le sfoglie e gonfiarle, appoggiate l'ultima sfoglia, poi rifilate il bordo, lasciando in posizione la cannuccia, io l'ho rigirato due volte verso l'interno, perchè avevo paura che si sgonfiasse la sfoglia, forse ho esagerato un pò, come si vede dalla foto.
Gonfiate l'ultima la sfoglia, velocemente ritirate la cannuccia, e chiudete il buco rimasto, la mia sfoglia si è sgonfiata parzialmente, :( 
mi dovrò esercitare per migliorare, dal momento che trovo questo impasto semplicemente 
 F-A-V-O-L-O-S-O
leggero, versatile, non deve lievitare, e non richiede un lungo riposo.



E ho pasqualinato anch'io per l'MTC new edition!!!!





lunedì 20 agosto 2012

Insalata Greca..Moderna..


Il simbolo dell'estate per me è il cocomero,
per l'allegria che infonde solo a guardare la sua facciona verde, 
e la polpa rossa,
da mangiare rigorosamente gelata,
e con l'acqua dolce che cola da tutte la parti quando ne si addenta una fetta...

a Napoli abbiamo un altro modo per chiamare il cocomero, ovvero "o mellun i acqu" (melone d'acqua),
invece i meloni gialli, a buccia verde o a buccia gialla, sono "i mellun i pan" (melone di pane)
tipicamente, il cocomero è dolce...però come recita una nota canzone popolare dopo aver tagliato quel siluro che può arrivare a pesare 20 chili, si potrebbe avere una brutta sorpresa, che la polpa non sia abbastanza matura e quindi non essere dolce al punto giusto...e quindi..
"se o mellon è asciut ianc, cu cchi ta vuò pija?"
in quel caso, il melone è definito "cetrulo" ovvero, paragonato al cetriolo..e alla sua mancanza di sapore...
ho poi scoperto, che il cetriolo e l'anguria appartengono alla stessa famiglia, quella delle cocurbitacee, e sia il termine anguria, che cocomero derivando entrambe dalla derivazione latina e greca della parola "cetriolo".
Da qui, e dalla mia passione per il riciclo in cucina,
 sono approdata a sostituire il cetriolo dell'insalata greca con il cocomero, 
non con la parte dolce e succosa,  ma con quella chiara e più insapore vicina alla scorza.
Il risultato è gradevole..ma come al solito..per i più temerari :)



iInsalata Greca

Pomodori Rossi da Insalata
Buccia di Anguria
Cipolla Dolce
Olive Nere
Feta 
Sale 
Olio
Limone (poche gocce)
Origano
Aglio

La ricetta l'ho recuperata da un vecchio librone di pochi soldi, "Tutto il Mondo a Tavola" di Ron Kalenuik, ed a quanto pare nella insalata greca sono presenti anche peperoni verdi crudi tagliati a fette, ed altrettanti funghi...non sono molto sicura di questa aggiunta...io non li ho messi nella mia insalata, però ho seguito il procedimento indicato per il condimento, ovvero, ho fatto riposare in una terrina, l'olio, il sale, il succo di limone, l'aglio schiacciato e l'origano, per un ora prima di condire l'insalata,
composta con fette di pomodori, sottilissime fette di cipolla, olive nere (io non avevo quelle greche, così ho denocciolato un pò di olive nere di gaeta) pezzettini di formaggio feta...e poi il mio cetrulo alternativo... ovvero la buccia del cocomero.
L'ho ricavata, da una fetta di anguria spessa 2 cm, ho inciso dal lato della polpa, conservando circa mezzo cm di polpa rossa, poi con il pelapatate, ho sbucciato la parte coriacea, non mi sono limitata però ad eliminare la parte verde esterna, ho inciso più profondamente la buccia, eliminando 2-3 millimetri di parte bianca, se deciderete di provare, io ve lo consiglio, dal momento che la buccia di anguria è perfettamente commestibile, e dotata di una croccantezza molto spiccata rispetto al cetriolo, troverete la misura giusta per il vostro gusto.
Mescolate tutti gli ingredienti con il condimento preparato in precedenza, 
gusto fresco e perfetto per la calura di questi giorni.



giovedì 28 giugno 2012

Scaloppina Tu Gust Is Megl Che Uan..e per un pelo partecipo all' EmmeTiCCì

Questo mese pensavo proprio di non riuscire...
a fare in tempo per partecipare alla sfida di giugno proposta da Elisa!
sarà che mi sono fatta confondere tra fondi di cottura e fondi di cucina...
e la scaloppina,
da preparazione tapina e dell' aspetta non so cosa fare...ahssì..mo ti faccio la scaloppina...
si è trasformata in cenerentola al ballo, con tanto di diamanti, parapalle e scarpette di cristallo,
più ci pensavo e meno ci credevo, che ce l'avrei fatta, a realizzare qualcosa degna degli altri partecipanti..
e in effetti, penso di aver fatto la figuara da "si impegna ma non ci arriva" l'esatto contrario di quello che accadeva a scuola "è dotata ma non si impegna"...
questa è una delle due che il mio neurone in vacanza ha molto faticosamente partorito,
l'altra la farò sicuramente..e sarà inevitabilmente fuori concorso..perchè ormai ci ho preso gusto :)

Scaloppina a Strisce con Contorno Tiepido e Fresco






sottotitolo
scaloppina di salmone e pesce persico alla vodka, con salsa di miso e contorno tiepido di semolino croccante con mela,finocchio e sedano stufati

per 4 persone:

1 trancio di salmone da 500 gr
1 filetto di pesce persico da 200 gr (sottile)
aromi preferiti : sale, pepe, aneto e finocchietto



Aprite il trancio di salmone a libro, senza separare le due metà, eliminate la lisca centrale, condite con le erbe aromatiche indicate,  posizionate al centro della baffa il filetto di pesce persico, richiudete il trancio, rifilando i bordi del persico, se fuoriescono dal trancio di salmone, il filetto deve essere posizionato all'interno del salmone, e non sporgere dai lati, impaccottate bene il trancio nelle carta cellophane, ben stretto e mettete in freezer per una notte.

il giorno successivo, lasciate scongelare parzialmente il salmone, e affettatelo sottilmente, è un'operazione delicata, quindi munitevi di un coltello molto affilato, che non maltratti la carne del pesce, se avete un'affettatrice..tiratela fuori..perchè questo è proprio il momento propizio! in tal caso dalle fettine potete ricavare pure un'ottimo e scenografico carpaccio...io non ho l'affettatrice :( e quindi mi sono arrangiata con un affilato coltello!

A questo punto siete pronte per scaloppare!!!

Per la Scaloppina di Salmone e Persico a Strisce:

Fettine sottili di Salmone e Persico, come descritto sopra 

Semolino

Infarinate per bene le fettine di pesce nel semolino, poi lasciatele riposare per un pò..mentre vi dedicate al contorno e alla salsa di accompagnamento.




Per Deglassare

Mezzo bicchiere di vodka secca
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di succo di limone

mescolate tutti gli ingredienti insieme, nello stesso contenitore.

Per la Salsa

400 ml  Brodo
( scarti e bucce di 2 carote, foglie di sedano e cipolla )
1 cucchiaio di miso
2 listarelle di alga wakame
salsa di soia

Preparate il brodo, lasciando bollire per mezz'ora sedano carota e cipolla, con il miso, in un lt di acqua,
fuori dal fuoco, lasciate in infusione le alghe e la salsa di soia.
Metà brodo vi servirà per la salsa..il resto per il contorno..

Per il Contorno Fresco

80 gr semolino
300 ml di brodo
sale
olio evo

1 finocchio
1 costa di sedano
mezza mela verde

lasciate bollire il brodo con 1 pizzico di sale e un cucchiaio di olio, quando bolle versate a pioggia il semolino, girando velocemente con una frusta, per non fare formare grumi, cuocete, sempre mescolando per una decina di minuti.
Se il composto vi sembra troppo morbido aggiungete un uovo, contribuirà a dare consistenza.
Poi versate il semolino in una teglia rettangolare coperta di carta forno o di alluminio, disponete la massa in uno strato alto mezzo cm, lasciate raffreddare completamente, meglio per una notte.
Quando è diventato totalmente solido, tagliate in cubetti di mezzo cm di lato.
Tostateli in padella con un filo di olio evo e un pizzico di sale e pepe se necessario.
Tenete da parte e fate intiepidire.

Tagliate la verdura a brunoise ( quanto sono figa!??? ), e fatela tostare in padella per 5-10 minuti con olio evo, sale e pepe. Non fatela cuocere troppo, deve risultare croccante.
Poi tenetela da parte ad intiepidire.

nella composizione del contorno potete mischiare i cubetti di semolino e verdure, oppure sovrapporle a strati..tanto sono buoni uguale :)


Composizione della scaloppa

riscaldate una padella di allumino con abbondante olio evo, appena caldo disponete le scaloppine e cuocetele 2 minuti per lato, belle croccanti, appena cotte tenetele da parte in caldo,
  
versate la vodka (con limone e soia) sul fondo di cottura per deglassare nella stessa padella, dove  sono state cotte le scaloppine, appena sfumato  spolverate un grammo di semolino sul fondo, e mescolate per bene con una frusta, aggiungete il brodo per allungare la salsa, e lasciate che si restringa.

Componete il piatto con una scaloppina, l'insalata tiepida e la salsa a parte.

Spero di essere stata abbastanza chiara nell'esposizione della ricetta, questa è stata una vera e propria lezione sulle basi della cucina, io devo confessare che nella preparazione della scaloppina mi sono sempre fermata al fondo di cottura...e non ho mai pensato di proseguire con una salsa, che in effetti è stata la cosa più difficile da abbinare...

e dopo questa lezione di cucina correte da Menù Turistico per partecipare all' MTC di Giugno!!!



martedì 12 giugno 2012

Salsa al Pesto e Zucchini




Qui in casa studenti,
i cibi notoriamente riconosciuti come cibo studentesco,
non hanno mai varcato la soglia della cucina...

mai cucinato una pasta al tonno, intendo quello in scatola,
e aglio oglio e peperoncino è riservata ai pranzi notturni,
...più mattinieri magari che notturni ;)

Questa salsa è un'invenzione del mio coinquilino Matteo,
più conosciuto come "polso di ferro" a furia di fare roteare padelle da 32,
per rigirare frittate e mantecare paste ;)

E' una salsa leggera a base di pesto e zucchine,
molto fresca e gustosa,
adatta per condire la pasta o tutto quello che vi suggerisce la fantasia,
io l'ho usata per aromatizzare i miei yogurtini

per il


30 foglie piccole di basilico

olio evo, mezzo bicchiere circa

parmigiano reggiano, 6 cucchiai

pecorino, 2 cucchiai

2 spicchio di aglio ( buono )

pinoli, 1 cucchiaio

sale grosso

più...

2 zucchine medie





Sbollentate le zucchine in acqua leggermente salata, mentre cuociono,

preparate il pesto classico con gli ingredienti indicati, se avete un mortaio e la pazienza per pestare utilizzate il metodo classico :)

sennò... andate di mixer...

quando le zucchine sono cotte, risultano morbide se le pungete, ci vorranno 10-15 minuti,

raffreddatele velocemente in una bacinella con acqua fredda,

Lasciatele riposare qualche minuto in uno scolapasta, in modo da perdere l'acqua in eccesso,

poi tagliatele in pezzi e infilate anche le zucchine nel pesto,

frullate per qualche istante, ed avrete un simil-pesto più fresco e leggero.