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sabato 16 febbraio 2013

Red Velvet Valentine Box


Visto che San Valentino è passato, 
 posso solamente chiedervi come lo avete trascorso,
io insieme al mio  ❤ , 
ed altri amici, 
però anche se non sono più in tempo,
 vorrei condividere con voi la mia personale classifica musicale per i "love moments"
e c'è tutto il resto dell'anno per utilizzarla come sottofondo ai vostri momenti speciali ;)

let get it on marvin gaye
i belong to you lenny kravitz
roadhouse blues doors
 wicked games chris isaac
slave for love bryan ferry
sexual healing marvin gaye
never gonna give you up berry white
muscles diana ross
 glory box portishead
 samba pa ti santana

e veniamo alla notizia più importante di questo 2013, 
non è il meteorite caduto in Russia
non è le dimissioni del Papa
non è chi vince le elezioni

ma è che
....

Red Velvet da regalare a San Valentino, quelle cuoriciose vanno bene per fidanzati e fidanzate,
 quella leopardata rosa per le amiche single e cazzute.


STEFANIA HA VINTO L'MTCHALLENGE!!!

e ha deciso di festeggiare con una Red Velvet Gluten Free.

Come se non fosse già difficile vincere l'MTC,
per di più con una ricetta senza glutine..
Stefania, ha deciso  di renderci le cose ancora più difficili...
e visto che lei lo fa sempre...
ha imposto a tutte le partecipanti un'ulteriore condizione...
di cucinare sui tacchi di almeno 12 cm!!!
 chi avrà raccolto il tacco della sfida?
io purtroppo non ho  foto a dimostrare la  buona volontà di seguire le orme della vincitrice, 
ma giurin giuretto son salita sui tacchi per setacciare e mescolare e montare...
e devo dire che pure il fidanzato si è incuriosito alla faccenda,
sarà per questo che poi a San Valentino si è dimostrato più innamorato del solito?

Per la ricetta della Red Velvet  rimando all'esaustivo post di Stefania, con utili info per cucinare gluten free, e qui di seguito riporto le mie personalizzazioni della ricetta.

L'idea è stata di creare un contenitore, come una scatola di cioccolatini, in cui adagiare la torta, per poi regalarla.

Occorrente per i gusci 

Stampi in silicone 

300 gr choco fondente

Fondete il choco, e temperatelo, se non utilizzate il termometro ( io, per esempio ) foderate gli stampi  quando al tatto la massa risulta completamente fredda, spennellate quindi ( con un pennello che utilizzerete SOLO per il choco ) gli stampi, e lasciate solidificare a temperatura ambiente.


Farcitura

Nutella Bianca Home Made
300 gr choco bianco
150 gr nocciole tostate
50 gr zucchero 
100 ml latte intero fresco
100 ml olio semi

Frullare le nocciole con lo zucchero fino ad ottenere una polvere fine, aggiungere il choco e frullare ad intermittenza finchè non risulta a pezzi piccoli.
Spostare il contenuto in una pentola ed aggiungere i resto degli ingredienti, 
cuocere a fiamma bassa coperta da uno spargifiamma, per 5 minuti, finchè tutto non risulta sciolto e cremoso.
Apparentemente vi sembrerà liquido, ma in seguito al raffreddamento e al riposo in frigo acquisterà consistenza spalmabile.
Quindi versate la crema in un barattolo di vetro ed una volta fredda conservatelo in frigo.

250 ml panna fresca

Semimontate la panna fresca e delicatamente aggiungetela a metà dose di crema Nutella HM

Fragole fresche

Tagliate a pezzetti le fragole pochi minuti prima di utilizzarle, completamente nature, per farcire la torta.


Assemblaggio

Preparate in anticipo i gusci di choco fondente, 
quando avete tutto pronto, ovvero, i gusci, le basi, la farcitura e le fragole, 
procedete con l'assemblaggio del dolce, 
spalmate un pò di Nutella HM sul fondo del guscio, poi coprite con uno strato di RV, 
coprite con le fragole a pezzetti e sovrastatele con la crema di panna e Nutella, 
nell'altra metà del guscio 
spalmate di Nutella e farcite con una base,
poi posizionate sopra la metà precedentemente farcita.
Decorate con i fiocchi di choco.



Suggerimenti per l'utilizzo del choco 

In una ricetta come questa, dove il choco rappresenta l'elemento decorativo principale, è necessario utilizzare degli accorgimenti per evitare dei disastri estetici e non solo.

1. Il choco va TEMPERATO 

2. Utilizzare gli stampi in silicone, pregiudica la lucentezza del risultato finale, se siete costrette ad usarli, come me in questa occasione, vista l'irreperibilità di stampi in policarbonato nei negozi comuni, NON USATE stampi precedentemente utilizzati, ma compratene di nuovi per l'occasione perchè...

3. I residui di GRASSI lasciano sul choco delle orribili macchie di unto, e rendono difficile sformare lo stampo. Strofinate la superficie con alcol alimentare, prima di versare il choco.

4. Stesso discorso per l'UMIDITA', utilizzare stampi non perfettamente asciutti, oppure contaminare con il vapore il choco quando fonde, compromette il risultato finale, con delle orrende macchie bianche. Attendete che gli stampi siano perfettamente asciutti prima di utilizzarli.

5. TRANQUILLITA'. 
Decorare un dolce, in particolare con il choco, richiede che tutto intorno a voi sia tranquillo, che voi non siate in sindrome premestruale, e che abbiate una buona dose di pazienza di riserva, che vi servirà per tenere d'occhio le temperature del choco, sia in fase di fusione, che di solidificazione, e che vi sostenga in caso di disastro, quando nonostante tutte le accortezze, vi accorgete delle ditate lasciate in superficie, o quando, nel momento clou, si spacca un guscio o un fiocco in mano... e beh...PAZIENZA!


domenica 13 gennaio 2013

Pici&Patate


Alcune considerazioni prima di impastare a mano:

1. Toglietevi lo smalto,
 lo so che lo avevate steso sulle unghie giusto ieri sera,
in quei fatidici 30 secondi intercorsi tra l' indossare il cappotto e il terzo squillo del fidanzato, 
quello che...
 la speranza è l'ultima a morire, la speranza cioè che non stiate facendo quello che state facendo, 
ma puntualmente delusa al dodicesimo squillo, 
quando cioè vi vede avanzare nello specchietto retrovisore con le braccia spiegate nel volo di un uccello, sventolando le mani ed urlando "amore mi apri la portiera?"
Ebbene, il vulcan rouge si abbina al vestitino girofiga che avete indossato per farvi perdonare il ritardo, 
non sta bene nella pasta del pranzo domenicale,
 quando proverete a dire che quei piccoli pois rossi sono dovuti ai semi dell'albero dei pici, particolare pianta delle colline senesi che generano semi rossi dall'aspetto modaiolo, e da cui deriva il nome della vostra pasta.


Per fortuna avete a disposizione una maestra decisamente migliore di me ;), 
 Patty ci ha dato tutte le indicazioni necessarie a "filare" i pici nel modo giusto...
e io mi sono divertita moltissimo, ammetto che i primi pici son venuti un pò grossi.. ho poi affinato anche io la tecnica e sono riuscita a farne alcuni davvero lunghi, credo superiori al metro di lunghezza, che ho spezzettato in più parti per renderli omogenei alla "forchettata", 
la mia lunghezza ideale è sui 30 cm, anche considerando che ho proposto un classico della tradizione napoletana che solitamente si fa con la pasta corta, o mischiata.
E quindi un ringraziamento grandissimo a Patty per aver condiviso i suoi segreti di cucina e alle due ragazze spericolate dell' MTC per consentirci ogni mese di giocare e divertirci..

Per i PICI della Patty:

200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile. 
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.



PICI & PATATE
1 patata piccola per persona ( nel mio caso 3 ) +  1 per la pentola
1 carota piccola
1 costa di sedano
mezza cipolla 
1 cucchiaio di strutto
1 cucchiaio di olio evo
1 foglia di alloro
sale
pepe
costa di parmigiano
per un extra goloso:
un velo di strutto
scamorza affumicata
parmigiano


preparate sedano, carota e cipolla in piccoli cubetti, fateli soffriggere lentamente insieme al cucchiaio di strutto e olio evo, partendo con la pentola a freddo.
Pelate le patate e tagliatele a cubetti di diversa dimensione, in tal modo, in cottura, alcuni saranno completamente disfatti, creando così un brodino cremoso, e altri manterrano forma e consistenza.
Quando il soffritto è pronto (circa 20 min), versate i cubetti di patata in pentola, fateli tostare dai 5 ai 10 minuti, aggiungete l'alloro, la costa di parmigiano, e coprite con acqua tiepida fino a superare di 3 cm gli ortaggi, aggiungete il sale e lasciate cuocere fino a raggiungere questa consistenza:


Ponete sul fuoco una pentola con l'acqua per cuocere i pici,  al bollore salate e cuocete la pasta al dente,  scolatela, conditela con un filo di olio evo, pepe, alcuni mestoli di sugo di patate, e parmigiano.
Preparate delle cocotte, ungetele con pochissimo strutto, versate un pò di condimento alle patate sul fondo,  poi un bel nido di pici, versate altre patate e coprite con scamorza e parmigiano grattugiato.
Infornate al grill dai 10 ai 15 minuti...

enjoy!



ma non è finita qui!

A gennaio cade per me il compleanno della partecipazione all'MTC per cui vorrei contribuire anche io con il mio amarcord!


Gennaio 2013 "i Pici"
Novembre 2012 "Le Arancine"
Ottobre 2012 " Il Pane Dolce del Sabato"




Settembre 2012 "La Torta Pasqualina"

Luglio 2012 "I Gelati"


Giugno 2012 "La Scaloppina"
Maggio 2012 " Il Budino Salato" 




Aprile 2012 " La Frangipane"



Marzo 2012 "Le Crepes"
Febbraio 2012 "Il Patè"

Gennaio 2012 "Le Tagliatelle"







venerdì 11 gennaio 2013

Arancine-ine...e parliamo di dimensioni?


 E voi, cosa rispondete a chi vi dice che le dimensioni non contano?
 Io dico che contano, o meglio, siamo noi a contare, o pesare, che siano grammi, chilogrammi, centimetri o metri (metri???). 
E a proposito di quella piccola, media o grande palla di di riso, detta arancino o arancina, quali sono le dimensioni ideali? Otto o dieci centimetri di diametro? E il peso?
 Non un chilogrammo, almeno mi auguro non sia così!


Arancine sasiccia e friarielli

per il riso
300 gr riso originario
900 ml brodo
mezza cipolla
olio evo
sale
pepe
parmigiano
preparate un risotto facendo soffriggere la mezza cipolla, ridotta in briciole :) , con 3 cucchiai di olio evo. Tostate il riso nel soffritto, poi aggiungete il brodo in due o tre riprese.
Terminate la cottura, finchè il brodo non è totalmente assorbito. 
Aggiustate di sale, pepate, e mantecate con il parmigiano.
Spostate il riso in una teglia bassa e larga per facilitarne il raffreddamento, e quando freddo, ponetelo in frigorifero per almeno 3-4 ore.

per il brodo
2 lt acqua
sedano
carota
cipolla
qualche pomodoro
grani di pepe
foglia di alloro
1 spicchio di aglio in camicia
gambi dei friarielli 
Il brodo per me è diventato un alimento di recupero, quando mi manca qualcuno degli ingredienti fondamentali per la sua preparazione attingo alla mia riserva di scarti di verdure solitamente stipati in freezer, foglie di sedano, parti coriacee di cipolle, bucce e semi di pomodoro, gambi di asparagi, e parti di scarto di altre verdure, come zucchine e carote. Questa volta, il mio brodo si è arricchito dei gambi scartati dalle rape utilizzate per il ripieno.
Mettete tutti gli elementi, tranne il sale, in una grande pentola, coprite di acqua fredda e fate cucocere a fuoco lento per almeno 45 minuti dal bollore, o finchè si è ridotto della metà. A fine cottura filtrare.

Se avete preparato questi tre elementi siete a buon punto del lavoro :)




Per la lega
doppio di acqua
metà di farina
sale
la lega è necessaria per sigillare bene l'arancina e costituisce la base per una panatura croccante e del giusto spessore.
E' necessario preparare la bagna in un recipiente alto per immergere bene l'arancina.
Versare la farina e il sale nella ciotola, allungare con l'acqua e lasciare riposare per qualche minuto.

Per la panatura
metà pane grattugiato
metà farina per polenta
il pane lo potete preparare da soli con il pane secco tostato ( per eliminare ogni traccia di umidità ) e passato al mixer, la polenta secondo me rende il fritto molto croccante..

Per la frittura 
1 lt di olio di arachidi
regolatevi con il recipiente che userete per la frittura, considerando che le arancine vanno totalmente immerse nel'olio bollente.



e ora ha inizio la catena di montaggio delle arancine :)

cominciate con il preparare le palline di riso, se necessario sciacquatevi le mani mentre le preparate, così da evitare che l'amido del riso visi attacchi alle mani.
Fate un'incavo al centro e farcite con i friarielli tagliati grossolanamente e la salsiccia sbriciolata.
Sigillate bene l'arancina.
Dopo averle preparate tutte, immergetele una per volte nella lega, 
e poggiatele sopra un vassoio per fare colare l'eccesso di liquido dal riso.
Procedete alla panatura, operazione meticolosa in cui l'arancina deve strusciarsi completamente nel pangrattato.
Portate l'olio ad una temperatura ben calda e tuffatevi le arancine,
quando risalgono a galla...son pronte tutte da mangiare!
Così per stare più leggeri, scolatele su carta per assorbire l'eccesso di olio...

Per ulteriori utilissime info sulle arancine rimando al post di Roberta, 
semplicemente meraviglioso!


giovedì 27 dicembre 2012

Christmas Tea.. vol 1


Tra tutte le miscele di tea provate sinora questa è sicuramente la mia preferita,
la base è un tea verde, arricchito con foglie di menta e cocco..
da provare!!!


Christmas Tea Candy Cane

Tea Verde
Foglie di Menta
Cocco Disidratato 
Buccia d'Arancia 
Cannella
Cicoria
Foglie di Fragola
Vaniglia mezza bacca 


La miscela è composta da elementi in forma disidratata, in modo da garantirne la durata, nessuno degli ingredienti è stato per me difficile da reperire, sia freschi da seccare che già disidratati, basta chiedere in una buona erboristeria!


Al gusto richiama le caramelle alla menta, da ciò il nome "Candy Cane" ... non è una semplice miscela di tea alla menta proprio perchè si ha l'impressione di mangiare una caramella!

venerdì 14 dicembre 2012

Have A Spicy Day




Comincio oggi una serie di ricette magiche,
che non richiedono cottura, e grossa manutenzione,
ma che sono in grado di dare un tocco in più alle pietanze.
Non si tratta di vere e proprie ricette,
ma di mix di spezie da utilizzare come complemento alla preparazione dei piatti,
spezie che sono perfettamente in tema natalizio,
quando le case cominciano ad emanare di fragranze come profumo di cannella, zenzero e chiodi di garofano.


Prima però una divertente considerazione della scrittrice "PULSATILLA"

Non so se avete notato, 
adesso va fortissimo ribattezzare i colori con altri nomi,
tipo il viola che diventa glicine, cose così, per aggiungere quel je-ne-sais-quoi.
Il rosa smorto, improvvisamente è un cipria.
Il giallino, si sa, è champagne.
L'arancione è recentemente diventato mandarino, ha cambiato agrume.
Il verde è menta.
Il bianco è panna.
Indicando una camicia da notte rosa ( cosa c'è di più bleah di una camicia da notte rosa? ) la commessa del negozio di lingerie ( mai mutande, sempre lingerie ) mi fa :
 "ah questa qui è un amore: è bubble gum" 
E subito la parola bubble gum cambia la storia,trasforma quel rosa stucco in un colore allegro, spiritoso, appetitoso, nostalgico dell'infanzia, gnam gnam, caramellina.
Capite, ci tengono a stecchetto per strizzarci in una taglia 40, e poi ci prendono per la gola con panna e menta. Prima che qualcuno abbia finito di pronunciare la parola panna, nel mio stomaco stanno già zampillando i succhi gastrici. Un maglione color panna, uhm, solo a dirlo ho già l'acquolina. Da quanto tempo non mi sparo un maritozzo con la panna? Troppo. Dovrei concedermi più maritozzi e meno golfini. Risparmierei.
La verità è che farci belle non serve a molto.
Detta così suona scoraggiante, ma proviamo a ribaltare la frittata: non serve molto, per farci belle.
L'altra sera una signora aveva una borsa da mille euro. Non l'ha notata nessuno, se non un'altra signora, che a sua volta aveva una borsa da mille euro. Hanno parlato fitto fitto di borse, si sono esaltate moltissimo a confrontare il verde militare di Salcavolo, col verde petrolio di Salcacchio e si sono ripromesse di tenersi in contatto per scambiarsi altre quotazioni di borsa.
L'amico che era con me, che in condizioni normali ci proverebbe anche con un paracarro, non ha notato queste borse anche se gli sono passate tutto il tempo sotto il naso. In compenso era molto irritato dall'insulsaggine della conversazione.
E a questo punto, eccovi l'elenco ragionato delle frasi che nessun uomo eterosessuale ha mai pronunciato nella storia dell'eterosessualità:
1. "carina, peccato che abbia la cellulite"
2. "fantastiche quelle pump in suede, dovresti comprarle"
3. "ma tu non ti depili le braccia?"
4. "prevalgono le note fiorite di testa"
5. "ma prada originale?"
6. "bello smalto"
7. "brava ti sei messa a dieta!"
8. "e' stata una cerimonia bellissima!"
9. "hai le doppie punte"
10. "aspetta non levarti subito le mutande: prima fammi vedere bene il lavoro del pizzo"

Considerata la fatica che facciamo per essere alla moda, potremmo dire che la vita è una merda. E invece ci sbagliamo, è marron glacée.

:)


Spicy mix:

Sale grosso 45%
Aglio Secco 11%
Peperoncino 10%
Pepe Nero in grani 10%
Semi di Finocchietto 6%
Zenzero 6%
Peperone 6%
Basilico 6%

tutte le spezie utilizzate sono in forma disidratata,
 è possibile sia acquistare i singoli ingredienti già secchi, 
e poi metterli insieme in un macinino,
oppure è possibile utilizzare alcuni ingredienti freschi,
e seccarli a bassa temperatura in forno,
in generale io ho acquistato tutti i prodotti già secchi, anche l'aglio e il peperone,

Ho utilizzato questo mix un pò ovunque..in particolare sul pesce, oppure sul cavolfiore arrostito,
basta non esagerare, altrimenti il mix prende il sopravvento sul gusto delle pietanze :)

La scrittrice Pulsatila, tiene una rubrica settimanale sul magazine "TuStyle" da cui è tratto questo brano.

martedì 20 novembre 2012

Arancina a Risparmio Energetico



Ma avete visto com'è bello il nuovo blog dell'EmmeTtìCcì?
io non so proprio come facciano quelle due a trovare le energie e le forze per mandare avanti casa lavoro famiglia figli e cucine e cucine di prelibatezze, e i blogs..
scrivere i post fare le foto e rispondere ai commenti! 
e da questo mese hanno raddoppiato!?
ragazze...ma come fate?
... per le altre comuni mortali..un suggerimento lo potete trovare qui

...shgshgshgshgshgshg


ma veniamo alla ricetta di questo mese, 
un'istituzione per il cibo da strada:
l'ARANCIN

per conoscerne tutti i segreti andate (vipregovipregoviprego) subito da Roberta,
che non solo ha vinto l'MTC, ma ha pure scritto un bellissimo post per la sua ricetta :)

Ultimamente non ho molto tempo per cucinare sia per impegni giornalieri che per qualche imprevisto che mi sta tenendo un pò lontana dal mio ❤.. e lui è il principale mangiatore/motivatore/complice di peccati gastronomici e calorie in eccesso da smaltire,
così ho pensato alla mia arancina a risparmio energetico, di tempo e di fatica,
e il risparmio è pure economico, visto che per il ripieno non dovrete mettervi ai fornelli :)

Arancina a Risparmio Energetico

Per il Riso 
( da cui ho ricavato circa 20 arancine della dimensione di un mandarino )

400 gr riso originario
100 gr riso integrale
1,5 lt brodo 
zafferano
burro 
parmigiano
mezza cipolla
olio evo
sale

Per il Ripieno
20 pomodori ciliegini
20 mozzarelline di bufala
basilico
sale

Per la Lega
300 gr di farina
600-700 ml acqua
sale

Per la Panatura
500 gr pangrattato
( me lo produco con il pane non consumato, tostato e poi fatto a briciole con il mixer )
una manciata di farina di mais

Per la Frittura
1 lt di olio 
metà evo e metà arachidi

per la preparazione delle arancine seguite le spiegazioni di Roberta, davvero esaustive e dettagliate!



   per il ripieno:

Dividete in due i pomodori con un taglio verticale, incidete la polpa e svuotate le due metà da acqua di vegetazione e semi, 
( io non li butto, se per la sera non è in programma una bruschettata o altro per riciclarli, li congelo a cubetti nei contenitori del ghiaccio )
salate le due metà, e lasciateli sgocciolare su di un tovagliolo pulito per un'oretta, stessa sorte alle mozzarelle ciliegine, scolatele dall'acqua di conservazione e fatele asciugare per qualche ora disponendole sopra un setaccio.

Quando i pomodori e le mozzarelle sono asciutti, farcite le due metà dei pomodori con le mozzarelline e un pezzetto di basilico.

prendete tra le mani una cucchiaiata abbondante di riso e farcite con il pomodorino imbottito, dando la forma di una piccola arancia.



Proseguite con la bagna e la panatura,

poi friggete in abbondante olio caldo.

il riso integrale mi piace molto, è croccante e non scuoce MAI, anzi io trovo sempre qualche problema in cottura, dal momento che non sono sufficienti i 45 minuti indicati sulla confezione per portare il riso in cottura. Cuocetelo quindi in anticipo, e poi lo aggiungete al riso originario crudo, e terminate la cottura insieme.
Mi piace perchè anche se viene cotto a lungo mantiene completamente la sua consistenza, e conferisce una nota croccante alla preparazione, senza aggiungere altri ingredienti.

La panatura è fatta con il pane riciclato, dopo alcuni giorni che non è stato consumato, io lo preferisco a quello comprato, che secondo me ha un'aroma strano.
ho aggiunto una piccola manciata di farina di mais, la uso spesso quando faccio la panatura, perchè viene più croccante ( sono proprio fissata con la consistenza delle cose, non mi piace quando il fritto viene moscio, o le verdure cuciono troppo! )

Nonostante siano fatte e risparmi energetico, le arancine sono proprio buone! e danno il meglio a temperatura ambiente!

Con questa quantità di riso, ho fatto circa 20 arancine di misura media e mi sono avanzati circa 150 gr di riso condito ( con le quali ho preparato delle crocchette con la zucca glassata..ma questa è un'altra storia! )







mercoledì 31 ottobre 2012

Carbonara Svizzera

Ecco la ricetta elaborata per il contest di Tery alias "Peperoni e Patate" in collaborazione con il consorzio Formaggi Svizzeri ,
la richiesta per questo contest è stata di elaborare una ricetta della tradizione italiana con una delle DOP di formaggi svizzeri a scelta tra "Sbrinz" "Emmentaler" e "Le Gruyere", 

Ecco la "Svizzera nel Piatto":

CARBONARA SVIZZERA


per 4 persone
1/2 kg di spaghetti 
80 gr di guanciale ripulito dalla cotenna
poco olio extravergine di oliva
2 uova intere e due tuorli
sbrinz
abbondante pepe nero macinato al momento


PROCEDIMENTO:

Tagliare una parte di guanciale grossolanamente, lasciando intere alcune fette, una per commensale. Rompere le uova nella terrina che conterra' la pasta: aggiungere sbrinz e  pepe nero, sbattendo il tutto con la forchetta. 
Mettere a scaldare in un padella il guanciale nell'olio e lasciarlo soffriggere a fuoco lento, in modo da farlo sudare e rilasciare il grasso in padella.
Fare tostare per bene le fettine intere di guanciale, che userete come decorazione del piatto.
Cuocere nel frattempo la pasta e scolarla con una pinza in modo che non si asciughi completamente, conservate un po' della sua acqua di cottura. Metterla poi nella terrina, aggiungere il formaggio sbrinz già grattugiato e mescolare velocemente. Unire il guanciale e il suo fondo di cottura: mescolare ancora, in modo da fare rapprendere e - se necessario - aggiungere un po' dell'acqua di cottura tenuta da parte. A piacere, aggiungere poi nel piatto ulteriore sbrinz grattugiato e pepe nero macinato.
Ultimate il piatto con una fettina di guanciale croccante.




Il formaggio sbrinz ricorda la consistenza ed il gusto del parmigiano, con un sapore però molto delicato ed una pasta più compatta, è ben abbinato a questa versione della carbonara, che nel complesso è più delicata dell'originale :)



martedì 23 ottobre 2012

Il Pane Dolce del Sabato



Quando Eleonora di Burro e Miele  ha vinto l'EmmeTiChallenge di Settembre
 sapevo che la sua ricetta mi sarebbe piaciuta moltissimo,
come del resto mi piace il suo blog,
per le artistiche foto
e le ricette originali con sempre un tocco esotico
ma questa volta, la sfida,
 anche se incentrata sulla cucina, 
mi ha permesso di riflettere sul potere di condivisione del cibo,
con il quale celebriamo ogni cosa.

E' stato questo per me l'aggancio alla proposta di Eleonora,
non conoscendo quasi nulla di cucina ebraica, 
ed ancora meno della tradizione millenaria che la sostiene,
mi ha fatto pensare l'abitudine che abbiamo di celebrare 
e festeggiare ogni evento importante con il cibo,
questa volta, infatti, tra le regole della sfida è stato posto il divieto alla preparazione di monoporzioni
proprio per rafforzare il senso di celebrazione e di condivisione del cibo.

Per questo non posso fare a meno di ringraziare ( dieci-cento-mille volte )
Alessandra e Daniela, per tenere in piedi questo "gioco",  
per me un'occasione costante di apprendimento e divertimento, 
ma per voi organizzatrici immagino faticoso, 
e in alcuni momenti non semplice da mandare avanti
...
( l'MTC nella buona e nella cattiva sorte : mi volete sposare?)



Pane dolce del Sabato...

(forse è una pagnotta?)

500 gr semola rimacinata di grano duro
500 gr farina 00
200 gr zucchero
1gr lievito secco
350 gr acqua
250 gr olio evo
20 gr sale

semi di papavero, sesamo e zucca

Il nome stesso della ricetta "pane dolce" mi ha fatto venire in mente l'idea di usare la semola per un dolce, io solitamente la uso per le ricette di lievitai salati, in particolare per la pizza...quindi...mi sono buttata! ma non ho barato, alcune partecipanti si sono lamentate perchè l'impasto è risultato troppo morbido da lavorare, quindi ho aggiunto più di 100 ml di acqua, per compensare la consistenza dell'impasto. 
Se avete dei dubbi sull'utilizzo della semola nei dolci date un'occhiata qui ;) 
qualcunaltro ci ha pensato prima di me :)

L'impasto non è stato semplicissimo da lavorare, comunque il risultato è stato di grande soddisfazione.
Dopo aver mescolato gli ingredienti,e averli lavorati fino ad ottenere un composto omogeneo,  L'impasto dei lievitati va sbattuto con forza sul piano di lavoro,
 sollevato e fatto cadere con un sonoro "sdong".
In questo caso, con un impasto così appiccicoso, dovreste toccarlo il meno possibile con le mani e servirvi di una paletta per sollevarlo, andando avanti per una decina di minuti, al termine della fase di impasto, stenderlo alla buona sul piano, infarinarlo leggermente, e formare quattro pieghe con l'impasto, lasciarlo poi lievitare in un contenitore leggermente infarinato, con le pieghe verso il basso.
Nel mio caso, l'impasto ha lievitato per 24h nel forno spento.
Il giorno successivo ho diviso l'impasto in 16 pezzi, con i quali ho formato 4 trecce a 4 capi.
Le trecce farcite, hanno lievitato ulteriori 10h, fino a raddoppiare il volume.

ripieno 1
(trecce 1 e 4)

marmellata di uva
choco fondente
mandorle tostate


questa è l'elaborazione di una crostata abruzzese, che solitamente si farcisce con il mosto di uva, essendo proibiti gli alcolici e liquori ho sostituito il  mosto con la marmellata di uva, pezzi di choco fondente e mandorle tostate.
Ho semplicemente steso le strisce di pasta ed alternato i ripieni, alcune riempite con tutti gli elementi, altre alternando la marmellata al choco e mandorle.



ripieno 2

1 albume
zucchero a velo (50%)
zucchero semolato (50%)
farina di cocco (10%) e mandorle (90%)
fragole candite

Per le altre trecce l'intenzione è stata quella di creare una crema che non contenesse lattosio, per cui ho pensato alla crema frangipane, omettendo però il burro.
Quello che ne risulta è una meringa, difatto ho seguito il procedimento per l'impasto dei macaron, ovvero una meringa con aggiunta di farina di mandorle.
ho lavorato l'impasto di zucchero e farine di cocco e mandorle come per i macaron, ho farcito le strisce di pasta, e completato con le fragole candite.
Questa è  una farcitura molto delicata, sicuramente la mia preferita, il gusto delle fragole è perfettamente riconoscibile e si abbina perfettamente alla meringa di mandorle.
In cottura, l'impasto simil-macaron raggiunge la consistenza della pasta di mandorle.


ripieno 3

1 albume
zucchero a velo (50%)
zucchero semolato (50%)
farina di cocco (70%) e mandorle (30%)
choco fondente

stessa farcitura di sopra, arricchito il tutto con choco fondente.
Ripieno golosissimo, ricorda vagamente un certo junk food chiamato bounty...


Note: esagerate con i ripieni! altrimenti, come è successo a me, le trecce risultano semivuote.

In totale ho preparato 4 trecce, ognuna con 4 capi, affiancate e fatte lievitare fino al raddoppio del loro volume, ci sono volute circa 10 h.
Infornate per 30 minuti a 180° ( temperatura troppo alta ) meglio 160° anche se non posso valutare bene a quale temperatura abbiano cotto le mie trecce, dal momento che ho cambiato casa...ma il forno a gas mi perseguita!!!

L'effetto di questo pane enorme è stato da me voluto e ricercato, per condividere un momento con gli amici ed avere la stessa sensazione del danubio, dove ognuno strappa un pezzo con le mani, senza sapere cosa gli capiti nel ripieno ;) 

Avrei da chiarire e spiegare altre mille cose sulla lievitazione e l'impasto e i ripieni, spero di avere il tempo per tornare a farlo nei prossimi giorni.

E NON CHIAMATELA CHALLAH!

per l'MTC