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martedì 25 giugno 2013

Veggie Salad



Io mangio SEMPRE insalate.
Sono perennemente a dieta tra uno sgarro e l'altro, 
e l'insalata mi attende rassicurante in frigorifero, 
che sia di pomodori, di foglie verdi o di improvvisati carpacci delle più dispare verdure, 
per riempire lo spazio di pranzi e cene,
 che fungono sempre da espiazione per l'ultimo peccato del giorno, 
che si tratti del maxi cono della gelateria biologica a cui proprio non riesco a dire di no, 
o dell'aperitivo con le amiche, e un solo cocktail non basta, no.
L'insalata, 
da contorno sfigato e veloce per un'altrettatanto sfigata "fettina" di manzo o pollo, 
diviene piatto unico, con una propria identità che si può declinare in modo più o meno ricco, 
 per me rappresenta comunque un cibo sano, che si presta ad infinte varianti utili a soddisfare altrettante declinazioni di gusto.
Se si tratta di lattuga non manca mai l'iceberg, che scelgo per la particolare freschezza e croccantezza, 
insieme ad altre due o tre malattie del momento come frutta secca e frutta disidratata,
 avocado e carpacci di verdure...



Veggie Salad

Lattuga iceberg
pera spadona
noci brasiliane
uvetta e cranberry disidratate
cannella in polvere
sale maldon
olio evo 
miele
limone

non riporto le dosi, ogni ingrediente va dosato...to taste :)

Affettate la pera con uno spessore di 2 mm utilizzando una mandolina,
lasciate ammollare uvetta e cranberries in un liquore a piacere, io porto, oppure in acqua.
Create un emulsione con 1 cucchiaio di miele, mezzo limone, 
un cucchiaino raso di cannella, sale e olio.
Condite le pere con l'emulsione di limone e la frutta reidratata.
Lavate per bene la lattuga iceberg, lasciarla asciugare.
Ora siete pronti per comporre l'insalata,
 basta solo condire la lattuga con le pere e il loro liquido, 
le noci brasiliane (alcune intere, altre in pezzi) e un giro di olio.
Completa il piatto un pizzico di sale maldon, 
utilizzato come vero e proprio ingrediente sia per la croccantezza,
 che per il contrasto con la dolcezza delle pere e il miele.



E siam pronti, per l'MTC e per la prova costume :)




sabato 1 giugno 2013

Frittelle di Mais di Gordon Ramsay


Rapita dalla rubrica "cucina con Ramsay" proposta dalla BBC,
innamorata di "100 easy cooking recipes"
e fulminata da "100 brunch recipes"
mi sono decisa a provare questa ricetta di Gordon "strafigo" Ramsay.





Frittelle di Mais

1 barattolo Mais in scatola
4 cucchiai di farina
4 cucchiai di latte
lievito istantaneo 1 cucchiaino
1 uovo
peperoncino fresco
cipollotto
sale
pepe
olio EVO
coriandolo fresco



Seguendo i consigli di Gordon per ottenere delle frittelle gustose è importante che la pastella rappresenti solo 1/3 nel totale del composto e che la farcitura sia presente e preponderante al gusto.

Scolare il mais e farlo asciugare all'aria prima di utilizzarlo nella preparazione, asciugare con carta cucina.
Versare la farina in una ciotola, aggiungere sale e pepe to taste, il lievito, il latte e le uova, 
per ottenere una consistenza cremosa,
condire con il cipollotto e il peperoncino tagliati finemente, 
aggiungere un filo di olio per ammorbidire il tutto, 
aggiungere il mais scolato e gli aromi scelti.

Scaldare una padella ed oliare il fondo, 
cuocere il composto a cucchiaiate, livellando la superficie con un cucchiaio,
cuocere da entrambi i lati.




Da mangiare caldissime!

martedì 28 maggio 2013

Tris di Tielle: tra Bari, Napoli e altrove






Ultimamente arronzo sempre il blog.
 Putroppo, nella to do list è scivolato in coda, e sarà così almeno fino a settembre, almeno cioè, finchè non finiranno un pò di routine cominciate un anno fa,
ma, cosa peggiore, riesco ad arronzare ancora meglio il post di accompagnamento alla ricetta, 
e finisco per scrivere le solite due o tre cose per pubblicare in tempo , 
con la promessa di tornare più tardi ad aggiornare il blog...
ma passano i giorni e non tengo mai fede a questo intento.

La Puglia è la regione che più di ogni altra mi ha fornito materiale umano con il quale relazionarmi negli ultimi anni, alcuni incontri sono stati trascurabili, altri procedono tra dicotomie note di presenze/assenze, come Vasco, ci incontriamo al Roxy Bar, e ognuno poi perso dietro ai fatto suoi, un'incontro però, uno ed uno solo, si è distinto per la forza originale con la quale una persona non può rimanerci indifferente. Quando l'ho conosciuta, faceva la cosa che immediatamente la rende riconoscibile agli altri : parlare. Ho pensato, madonna quanto parla! 
Un pò alla volta mi sono fatta un'idea: Valentina parla parla parla, ma lo fa per stare dietro ai suoi pensieri, non è la bocca che ha bisogno di dire, è il cervello che sta un miglio avanti.




Tiella in Tortiera:

ingredienti per la tiella classica:

300 g di riso Roma (io Carnaroli)
400 g di patate (circa due patate di media grandezza)
1 chilo e mezzo di cozze
100 g di cipolla (circa una cipolla di media grandezza)
300 g di zucchine (circa 3 zucchine di media grandezza)
4 pomodorini ciliegino o 1 pomodoro grande
50 g di formaggio grattugiato (metà grana e metà pecorino)
olio extravergine d’oliva (possibilmente pugliese)


con aggiunta di :

100 gr di alici fresche
origano
pane grattugiato

La preparazione della mia variante è simile alla versione classica, in aggiunta però, vi è un rivestimento di alici freschissime, di piccolissima taglia, ed eviscerate.

Inoltre, come ben sapranno le 30 persone che giornalmente visitano il mio blog :) spesso propongo ricette che prevedono il riciclo delle parti che solitamente sono di rifiuto, e anche questa volta non ho rinunciato alla buccia delle patate, senza variazioni percepibili sul risultato finale.

Altra variazione proposta è il riso, ho utilizzato il carnaroli, ma solo per l'impossibilità di reperire il riso roma. 

La costruzione della ricetta segue alla lettera il procedimento di Christian, con la variante in aggiunta di uno strato di alici disposto tra il primo strato di patate zucchine e cipolla, e il riso, l'intenzione è stata di foderare la "tiella"con le alici,in modo da contenere il riso, e che ricordasse nella forma, la tortiera di alici, di tradizione campana. 

Ultimo tocco, una spolverata di origano a complemento delle alici.

Per il resto lascio la parola a Christian:


Preriscaldate il forno a 160°.

Pulite tutte le verdure, sbucciate le patate e le cipolle, lavate zucchine e pomodori. Tagliate le patate, le zucchine e le cipolle a rondelle molto sottili, dello spessore di circa uno o due millimetri, aiutandovi con una mandolina o un robot da cucina e mescolatele tutte insieme condendole con un po’ d’olio.
Ungete il fondo della teglia con un po’ d’olio e fate uno strato con metà delle verdure.

Sciacquate velocemente il riso in una scodella piena d’acqua, scolatelo e mettetelo nella teglia sopra lo strato di verdure livellandolo bene, dovrà formare uno strato molto sottile giusto a ricoprire leggermente le verdure, perché durante la cottura gonfierà abbastanza.

Mettete sopra al riso i pomodorini tagliati a pezzettini e quindi le cozze e poi tutta la loro acqua.
Spolverate con metà del formaggio grattugiato e fate un altro strato sopra le cozze con le verdure rimaste. Se fosse necessario e l’acqua delle cozze non fosse sufficiente (e normalmente è così), versate ancora un po’ d’acqua nella teglia, in maniera tale che arrivi proprio a filo dell’ultimo strato di verdure. Mi raccomando non mettete sale perché l’acqua delle cozze è salatissima.
A questo punto spolverate con il formaggio rimasto, il pane grattugiato e versate ancora un po' d'olio.

Infornate la teglia e fate cuocere a 160° per un’ora, un’ora e mezza, dipende dal forno, fino a che si sarà formata una bella crosticina dorata in superficie. Eventualmente nell’ultimo quarto d’ora di cottura alzate la temperatura del forno a 200°.


Per le Cozze:


Per prima cosa bisogna pulire e aprire le cozze.

A questo proposito, una premessa. Le cozze dovrebbero essere aperte una ad una a mano a crudo. Perché solo così non si perde il sapore del mare. Però so benissimo che non tutti lo sanno fare o hanno la pazienza per farlo. Quindi, chi vuole può anche, dopo averle pulite per bene, aprirle nel modo tradizionale sul fuoco senza aggiungere nient’altro e senza farle cuocere troppo.
Per chi invece vuole provare, vi spiego come fare.
Raschiate le cozze per pulirle, togliete le alghe e quelle incrostazioni bianche che a volte si trovano attaccate alle valve (che sono delle conchigliette) e sciacquatele bene. Togliete a ciascuna cozza il bisso, che è quella specie di barbetta che fuoriesce dalle valve sul lato dritto della cozza, tirandolo lungo la fessura verso la parte a punta della cozza, altrimenti il mollusco rischierebbe di rompersi, ma se fosse troppo duro tiratelo verso la parte rotonda.
Quindi aprite le cozze una ad una posizionandovi sopra una ciotola in modo da raccogliere l’acqua che uscirà. Premete leggermente le due valve facendo pressione con il pollice e l’indice in maniera tale che le due valve si stacchino leggermente e infilate un coltellino dalla punta arrotondata a metà del lato dritto per aprirle raccogliendo la loro acqua nella ciotola, quindi togliete il mollusco dalle valve e conservatelo nella ciotola insieme alla sua acqua. Procedete in questo modo con tutte le altre cozze e riponetele in frigo,
inoltre...




La relazione esistente tra la parola "cozza" e il primo pensiero ad essa associato, può essere sintetizzata così: 

Cozza + Pensiero = Impepata

Non esiste nell'universo napoletano una ricetta che preveda cozze, e dalle cui costole non venga fuori un'impepata.

Premunirsi è necessario, quindi dal kg e mezzo previsto per la ricetta, considerate senza problemi il raddoppio mezzo chilo in più per l'impepata di antipasto alla tiella, con la quale ingannare l'attesa che sia pronta ;)
Preparare l'impepata di cozze inoltre, aprendo le cozze senza aggiungere aromi, vi consente di avere liquido extra per la tiella nel caso non basti l'acqua delle cozze aperte a crudo.



Curry e Cocco

Tiella barese "classica" aromatizzata con curry e burro di cocco, ed arricchita con poche falde di peperone.

Gli ingredienti base della tiella restano invariati in questa variante, alla quale ho aggiunto:

Burro di cocco, in accompagnamento ad olio EVO, sia per ungere il coccio, che in fiocchetti tra gli strati di condimento.

Curry, un cucchiaino abbondante (dipende dalla qualità del curry che utilizzate, il mio è abbastanza carico di gusto) disciolto nell'acqua delle cozze.

Peperone, un peperone tagliato in falde sottili, ed aggiunto alla verdure previste dalla ricetta.



Per finire, la tiella eretica:



Tiella - non - Tiella: 

Riso carnaroli
Asparagi
Piselli freschi
Zucchina
Cipollotto
Tonno fresco
Guanciale
Parmigiano
Sale
Pepe
Olio EVO
Acqua di cottura delle cozze 

Pulire gli asparagi e affettare i gambi a rotelle di circa un cm di lunghezza, disporle, in un contenitore insieme al cipollotto tagliato finemente, le zucchine a rondelle e i pisellini freschi.

Preparare un battuto con il guanciale, e tagliare il tonno a cubetti.

Oliare la tiella, disporre le verdure e condire con poco battuto di guanciale, 
Coprire con il riso e i cubetti di tonno, condire con olio e guanciale, sale, pepe e parmigiano. 
Versare il liquido delle cozze fino a coprire a filo.

Coprire con il resto delle verdure e alcuni asparagi interi per decorare.
Spolverare con il parmigiano e completare con un filo d'olio e il guanciale.

Infornare a 160° 

Servire tiepido


Ho trovato molto gustosa la tiella in ognuna di queste varianti, 
a seconda dei gusti di preferenza appagano un piacere diverso,
la prima e più tradizionale, è per i palati che amano i gusti più forti ed intensi, dove il gusto delle cozze è rafforzato dalla presenza delle alici.
La seconda, con un tocco orientale, incontra il gusto di chi ama sperimentare, cocco e curry, in aggiunta ai peperoni rendono dolce il risultato finale, anche se in pugliesi in ascolto inorridiscono davanti a tale variante.
La terza, della tiella non ha più nulla, solo l'idea degli strati e della cottura,
nel risultato è molto delicata. Bisogna fare però attenzione alla cottura del tonno per non renderlo stopposo, in questo aiuta la presenza del grasso.

Come sempre, un enorme grazie a Christian per la ricetta e alla "banda" di Menù Turistico per consentirci ogni mese di sperimentare e imparare divertendoci.



domenica 28 aprile 2013

Vegan Chili con Carne


La sfida di aprile dell'MTC è incentrata sul Chili con Carne,
proposto dalla vincitrice della competition di marzo sulla fideuà spagnola (alla quale putroppo non sono riuscita a partecipare)
Anne ci ha insegnato a prepare il vero chili piccante.

Il chili è un piatto tanto semplice da preparare quanto gustoso e rotondo da mangiare, io l'ho proposto in veste vegan con la soia destrutturata, e più classico con carne bovina.
Ho aggiunto poi alla preparazione un tocco speziato con finocchietto selvatico ,
e tradizionale abbinato alla pizza bianca, e al contorno di pomodorini e patate al forno.

Per il Chili Vegano

200 gr soia destrutturata in pepite

100 gr di soia destrutturata granulare

Scamorza bianca

1 carota

1 cipolla

vino rosso

chili piccante

sale 

olio evo

spicy mix

Per la preparazione della soia è necessario lasciarla in ammollo per circa 30 minuti finchè risulta ben idratata. 

La cottura è avvenuta in una padella di ghisa pesante, ma la soia non richiede lunghi tempi di cottura come la carne.

Fare scaldare la padella con l'olio, pulire e tagliare in piccoli pezzi carota e cipolla e farle rosolare brevemente prima di aggiungere la soia. Rosolare i bocconcini di soia e versare un bicchiere di vino rosso, quando è sfumato aggiungere il chili e fare cuocere per circa 30-40 minuti, finchè raggiunge la consistenza desiderata.
Completare la preparazione con 
Lasciare riposare prima di servire, l'ideale è servirlo il giorno dopo.



Per il Chili di Carne

400 gr di spalla di bovino

1 carota

1 cipolla

vino rosso

chili piccante

La carne è stata cotta in una pentola di acciaio dal fondo spesso.


Tagliare la carne a pezzi grossolani di circa 2-3 cm di lato, versare nella pentola a freddo tutti gli ingredienti tagliati grossolanamente e lasciare cuocere a fuoco lento per 2-3 h a seconda del taglio dato alla carne.

Completare il piatto con una macinata di spicy mix.




Per il Chili

10 peperoncini secchi di grandi dimensioni

4 molto forti

3 di media piccantezza

3 dolci

250 ml acqua bollente

Spezzettate i peperoncini secchi scuotendone fuori i semi (da eliminare) e mettete i pezzi in una ciotola, coprite i peperoncini di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 2 ore. Passato questo tempo, frullateli con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela da un setaccio fine in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta piu’ polpa possibile. Mettete la carne e la salsa in una pentola di ghisa, coccio o acciaio pesante, regolate di sale mescolate bene e fate cuocere coperto (lasciate una piccolissima fessura perche’ possa uscire il vapore) a calore dolcissimo per circa 3 ore, controllando ogni tanto. Non e’ necessario far rosolare la carne perche’ il calore forte che sarebbe necessario ne irrigidisce le fibre, rendendola poi piu’ dura da cuocere. Si puo’ anche mettere a cuocere in forno a circa 120C, per una cottura lenta e uniforme, col calore che circonda la pentola interamente. L’ideale e’ far riposare il Chili e servirlo il giorno dopo.



Spicy Mix

Sale grosso 45%

Aglio Secco 11

Peperoncino 10%

Pepe Nero in grani 10%

Semi di Finocchietto 6%

Zenzero 6%

Peperone 6%

Basilico 6%

tutte le spezie utilizzate sono in forma disidratata, è possibile sia acquistare i singoli ingredienti già secchi, e poi metterli insieme in un macinino, oppure è possibile utilizzare alcuni ingredienti freschi, e seccarli a bassa temperatura in forno, in generale io ho acquistato tutti i prodotti già secchi, anche l'aglio e il peperone.



Pizza di accompagnamento

500 gr farina 00 con almeno 13 gr di proteine per Kg

500 gr semola rimacinata grano duro

450 ml acqua fredda

1 gr lievito secco

1 cucchiano di miele

sale 

olio evo

lievitazione in frigo per 48h

cottura in forno rovente fatto riscaldare almeno 1h




Contorni

Patate al forno

Pomodorini confit





venerdì 29 marzo 2013

Il Buongiorno si Vede dal Mattino


Premessa: il post seguente non verrà scritto da Giulia, bensì dalla sottoscritta, amica e aspirante collega psicologa che oggi ha deciso di ben sfruttare i suoi dieci minuti di pausa dal tirocinio per infangare la figura di Giulia e presentarvela sotto un'altra luce.. Probabilmente la proprietaria del blog deciderà di censurarmi. 


Ho consciuto Giulia qualche mese fa, in una stanza affollata e afosa. 
E' arrivata in ritardo, con fare sofisticato. E' arrivata con il suo capello biondo estremamente fashion e l'occhio azzurro. A vederla sembra una brava ragazza, di quelle carine, alla moda, per bene, probabilmente che hanno un fidanzato storico più grande di 5/10 anni con un super macchinone ed un lavoro che non mollerebbero mai per nulla al mondo. 
Mai impressione fu così nefasta e sbagliata.
Basta che Giulia apra bocca un attimo per capire di che pasta è fatta: è semplice ed esagerata, è travolgente ed incapace di stare ferma, ed anche se ferma ci rimane con la testa è già da un'altra parte, forse a Londra, forse a Barcellona, forse nella braccia di qualche suo sogno erotico, non ci è dato saperlo. 
Mano mano che Giulia parla si scopre, si mette a nudo, ed ecco che saltano fuori quelle che sono le sue vere passioni che, con la psicologia, hanno poco o nulla a che fare. C'è la cucina, ci sono i viaggi, c'è il suo uomo, ci sono le amiche, i cocktails e le varie serate, ci sono posti e storie sparse nel mondo che le appartengono e che è capace di raccontare come se fosse ancora lì. 
Da una persona del genere non ci si poteva aspettare dei biscotti normali. Ci sono già stati troppi cuoricini per San Valentino, perchè continuare ad essere dolci anche i restanti 364 giorni dell'anno? 
Anche perchè, parliamoci chiaramente, solo nei film i tizi si alzano dal letto con il sorriso sulle labbra, il capello fatto, il trucco non sbavato e con la voglia di iniziare una nuova e fantastica giornata. 
Personalmente la prima cosa che dico appena sveglia è sicuramente una parolina non carina nei confronti del mondo intero, sopratutto se in casa manca il caffè, o qualcuno che mi faccia un caffè. 
Quindi, perchè spreacare fiato di prima mattina? Da domani leggerò le sue dolci paroline su questi biscotti ed inizierò al meglio la mia nuova e strepitosa giornata. 

Buona colazione a tutti. 




Shortbread by Cox "Cookies & Cakes"

300 gr burro non salato
500 gr farina
150 gr zucchero
1 uovo
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di estratto alla vaniglia

la preparazione dell'impasto segue le indicazioni di una frolla classica: sabbiare la farina con il burro freddo, e aggiungere il resto degli ingredienti, lavorare il tutto per il tempo appena sufficiente ad amalgamare il composto. Far riposare l'impasto in frigo per alcune ore prima di utilizzarlo.

Trascorso il tempo necessario, stendere l'impasto con uno spessore di 0,5 mm e tagliare nella forma desiderata. Se come me, volete "decorare" la superficie con piccoli messaggi di auguri ;) lasciate assestare la decorazione per almeno mezz'ora in frezeer.

In seguito infornate per 13-15 minuti in forno caldo a 180°.




Risposta:

Cara Valentina, ti ringrazio per questo ritratto sincero e abbastanza veritiero ;) di me, mi sono permessa di fare solo una piccola precisazione alle tue parole, ma non ti ho censurata, forse ti ricambierò il favore,  e infangherò anche la tua di reputazione :D

Cmq grazie, mi piace molto il tuo stile narrativo.




sabato 16 febbraio 2013

Red Velvet Valentine Box


Visto che San Valentino è passato, 
 posso solamente chiedervi come lo avete trascorso,
io insieme al mio  ❤ , 
ed altri amici, 
però anche se non sono più in tempo,
 vorrei condividere con voi la mia personale classifica musicale per i "love moments"
e c'è tutto il resto dell'anno per utilizzarla come sottofondo ai vostri momenti speciali ;)

let get it on marvin gaye
i belong to you lenny kravitz
roadhouse blues doors
 wicked games chris isaac
slave for love bryan ferry
sexual healing marvin gaye
never gonna give you up berry white
muscles diana ross
 glory box portishead
 samba pa ti santana

e veniamo alla notizia più importante di questo 2013, 
non è il meteorite caduto in Russia
non è le dimissioni del Papa
non è chi vince le elezioni

ma è che
....

Red Velvet da regalare a San Valentino, quelle cuoriciose vanno bene per fidanzati e fidanzate,
 quella leopardata rosa per le amiche single e cazzute.


STEFANIA HA VINTO L'MTCHALLENGE!!!

e ha deciso di festeggiare con una Red Velvet Gluten Free.

Come se non fosse già difficile vincere l'MTC,
per di più con una ricetta senza glutine..
Stefania, ha deciso  di renderci le cose ancora più difficili...
e visto che lei lo fa sempre...
ha imposto a tutte le partecipanti un'ulteriore condizione...
di cucinare sui tacchi di almeno 12 cm!!!
 chi avrà raccolto il tacco della sfida?
io purtroppo non ho  foto a dimostrare la  buona volontà di seguire le orme della vincitrice, 
ma giurin giuretto son salita sui tacchi per setacciare e mescolare e montare...
e devo dire che pure il fidanzato si è incuriosito alla faccenda,
sarà per questo che poi a San Valentino si è dimostrato più innamorato del solito?

Per la ricetta della Red Velvet  rimando all'esaustivo post di Stefania, con utili info per cucinare gluten free, e qui di seguito riporto le mie personalizzazioni della ricetta.

L'idea è stata di creare un contenitore, come una scatola di cioccolatini, in cui adagiare la torta, per poi regalarla.

Occorrente per i gusci 

Stampi in silicone 

300 gr choco fondente

Fondete il choco, e temperatelo, se non utilizzate il termometro ( io, per esempio ) foderate gli stampi  quando al tatto la massa risulta completamente fredda, spennellate quindi ( con un pennello che utilizzerete SOLO per il choco ) gli stampi, e lasciate solidificare a temperatura ambiente.


Farcitura

Nutella Bianca Home Made
300 gr choco bianco
150 gr nocciole tostate
50 gr zucchero 
100 ml latte intero fresco
100 ml olio semi

Frullare le nocciole con lo zucchero fino ad ottenere una polvere fine, aggiungere il choco e frullare ad intermittenza finchè non risulta a pezzi piccoli.
Spostare il contenuto in una pentola ed aggiungere i resto degli ingredienti, 
cuocere a fiamma bassa coperta da uno spargifiamma, per 5 minuti, finchè tutto non risulta sciolto e cremoso.
Apparentemente vi sembrerà liquido, ma in seguito al raffreddamento e al riposo in frigo acquisterà consistenza spalmabile.
Quindi versate la crema in un barattolo di vetro ed una volta fredda conservatelo in frigo.

250 ml panna fresca

Semimontate la panna fresca e delicatamente aggiungetela a metà dose di crema Nutella HM

Fragole fresche

Tagliate a pezzetti le fragole pochi minuti prima di utilizzarle, completamente nature, per farcire la torta.


Assemblaggio

Preparate in anticipo i gusci di choco fondente, 
quando avete tutto pronto, ovvero, i gusci, le basi, la farcitura e le fragole, 
procedete con l'assemblaggio del dolce, 
spalmate un pò di Nutella HM sul fondo del guscio, poi coprite con uno strato di RV, 
coprite con le fragole a pezzetti e sovrastatele con la crema di panna e Nutella, 
nell'altra metà del guscio 
spalmate di Nutella e farcite con una base,
poi posizionate sopra la metà precedentemente farcita.
Decorate con i fiocchi di choco.



Suggerimenti per l'utilizzo del choco 

In una ricetta come questa, dove il choco rappresenta l'elemento decorativo principale, è necessario utilizzare degli accorgimenti per evitare dei disastri estetici e non solo.

1. Il choco va TEMPERATO 

2. Utilizzare gli stampi in silicone, pregiudica la lucentezza del risultato finale, se siete costrette ad usarli, come me in questa occasione, vista l'irreperibilità di stampi in policarbonato nei negozi comuni, NON USATE stampi precedentemente utilizzati, ma compratene di nuovi per l'occasione perchè...

3. I residui di GRASSI lasciano sul choco delle orribili macchie di unto, e rendono difficile sformare lo stampo. Strofinate la superficie con alcol alimentare, prima di versare il choco.

4. Stesso discorso per l'UMIDITA', utilizzare stampi non perfettamente asciutti, oppure contaminare con il vapore il choco quando fonde, compromette il risultato finale, con delle orrende macchie bianche. Attendete che gli stampi siano perfettamente asciutti prima di utilizzarli.

5. TRANQUILLITA'. 
Decorare un dolce, in particolare con il choco, richiede che tutto intorno a voi sia tranquillo, che voi non siate in sindrome premestruale, e che abbiate una buona dose di pazienza di riserva, che vi servirà per tenere d'occhio le temperature del choco, sia in fase di fusione, che di solidificazione, e che vi sostenga in caso di disastro, quando nonostante tutte le accortezze, vi accorgete delle ditate lasciate in superficie, o quando, nel momento clou, si spacca un guscio o un fiocco in mano... e beh...PAZIENZA!


domenica 13 gennaio 2013

Pici&Patate


Alcune considerazioni prima di impastare a mano:

1. Toglietevi lo smalto,
 lo so che lo avevate steso sulle unghie giusto ieri sera,
in quei fatidici 30 secondi intercorsi tra l' indossare il cappotto e il terzo squillo del fidanzato, 
quello che...
 la speranza è l'ultima a morire, la speranza cioè che non stiate facendo quello che state facendo, 
ma puntualmente delusa al dodicesimo squillo, 
quando cioè vi vede avanzare nello specchietto retrovisore con le braccia spiegate nel volo di un uccello, sventolando le mani ed urlando "amore mi apri la portiera?"
Ebbene, il vulcan rouge si abbina al vestitino girofiga che avete indossato per farvi perdonare il ritardo, 
non sta bene nella pasta del pranzo domenicale,
 quando proverete a dire che quei piccoli pois rossi sono dovuti ai semi dell'albero dei pici, particolare pianta delle colline senesi che generano semi rossi dall'aspetto modaiolo, e da cui deriva il nome della vostra pasta.


Per fortuna avete a disposizione una maestra decisamente migliore di me ;), 
 Patty ci ha dato tutte le indicazioni necessarie a "filare" i pici nel modo giusto...
e io mi sono divertita moltissimo, ammetto che i primi pici son venuti un pò grossi.. ho poi affinato anche io la tecnica e sono riuscita a farne alcuni davvero lunghi, credo superiori al metro di lunghezza, che ho spezzettato in più parti per renderli omogenei alla "forchettata", 
la mia lunghezza ideale è sui 30 cm, anche considerando che ho proposto un classico della tradizione napoletana che solitamente si fa con la pasta corta, o mischiata.
E quindi un ringraziamento grandissimo a Patty per aver condiviso i suoi segreti di cucina e alle due ragazze spericolate dell' MTC per consentirci ogni mese di giocare e divertirci..

Per i PICI della Patty:

200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile. 
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.



PICI & PATATE
1 patata piccola per persona ( nel mio caso 3 ) +  1 per la pentola
1 carota piccola
1 costa di sedano
mezza cipolla 
1 cucchiaio di strutto
1 cucchiaio di olio evo
1 foglia di alloro
sale
pepe
costa di parmigiano
per un extra goloso:
un velo di strutto
scamorza affumicata
parmigiano


preparate sedano, carota e cipolla in piccoli cubetti, fateli soffriggere lentamente insieme al cucchiaio di strutto e olio evo, partendo con la pentola a freddo.
Pelate le patate e tagliatele a cubetti di diversa dimensione, in tal modo, in cottura, alcuni saranno completamente disfatti, creando così un brodino cremoso, e altri manterrano forma e consistenza.
Quando il soffritto è pronto (circa 20 min), versate i cubetti di patata in pentola, fateli tostare dai 5 ai 10 minuti, aggiungete l'alloro, la costa di parmigiano, e coprite con acqua tiepida fino a superare di 3 cm gli ortaggi, aggiungete il sale e lasciate cuocere fino a raggiungere questa consistenza:


Ponete sul fuoco una pentola con l'acqua per cuocere i pici,  al bollore salate e cuocete la pasta al dente,  scolatela, conditela con un filo di olio evo, pepe, alcuni mestoli di sugo di patate, e parmigiano.
Preparate delle cocotte, ungetele con pochissimo strutto, versate un pò di condimento alle patate sul fondo,  poi un bel nido di pici, versate altre patate e coprite con scamorza e parmigiano grattugiato.
Infornate al grill dai 10 ai 15 minuti...

enjoy!



ma non è finita qui!

A gennaio cade per me il compleanno della partecipazione all'MTC per cui vorrei contribuire anche io con il mio amarcord!


Gennaio 2013 "i Pici"
Novembre 2012 "Le Arancine"
Ottobre 2012 " Il Pane Dolce del Sabato"




Settembre 2012 "La Torta Pasqualina"

Luglio 2012 "I Gelati"


Giugno 2012 "La Scaloppina"
Maggio 2012 " Il Budino Salato" 




Aprile 2012 " La Frangipane"



Marzo 2012 "Le Crepes"
Febbraio 2012 "Il Patè"

Gennaio 2012 "Le Tagliatelle"